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Scritto Martedì 15 luglio 2014 alle 17:00

Calolzio: il dibattimento sulle Trafilerie in aula a ottobre, lavoratori pronti alla vertenza

Nuovo rinvio presso il Tribunale di Lecco per il ricorso per “attività anti sindacale" (ex articolo 28) presentato dai sindacati in merito alla trattativa di acquisizione delle  “Trafilerie del Lario in liquidazione” di Calolziocorte (ex Trafilerie Brambilla) da parte della holding turca dell’acciaio Çelik Halat.
Nella mattinata di oggi, martedì 15 luglio, il dibattimento in programma presso il giudice del lavoro dottor Giovanni Gatto non ha avuto luogo, poiché la notifica del provvedimento non è arrivata alla sede turca della holding di Aydin Dogan. Tutto rinviato al prossimo 7 ottobre, dunque, quando si spera che la comunicazione sia giunta a destinazione.

Immagine di repertorio del presidio alle ex Trafilerie Brambilla

Nel frattempo, però, una seconda vertenza potrebbe giungere a firma dei 23 lavoratori rimasti di fatto “esclusi” dall’attività lavorativa. La proprietà straniera aveva inviato a tutti 75 dipendenti delle ex Trafilerie, scavalcando l’intermediazione dei sindacati, un documento in cui chiedeva loro di accettare di lavorare con una riduzione di stipendio del 30%, pena la perdita del lavoro al pari di altre 25 persone dichiarate in esubero. 52 di loro avevano sottoscritto tale documento, e ora stanno lavorando a rotazione (15 alla volta) all’interno dello stabilimento di Calolziocorte.
I funzionari sindacali lecchesi si sono rifiutati di firmare l’accordo che prevede i 23 esuberi (di fatto la trattativa è al momento ferma) e hanno presentato il ricorso contro la modalità utilizzata nella trattativa.
“Bisogna  distinguere il ricorso per attività anti sindacale presentato da noi, che tornerà in discussione ad ottobre, e la vertenza che potrebbe vedere coinvolti nelle prossime settimane i 23 lavoratori che la holding ha dichiarato essere in esubero” ha spiegato il segretario generale Fiom Cgil Diego Riva. “Essi infatti potrebbero appellarsi all’articolo 2112 del Codice Civile (Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda), e fare causa contro la decisione di utilizzare solo una parte dei dipendenti per la produzione a Calolzio”.
Il processo produttivo ei macchinari delle Trafilerie del Lario rimangono accesi con un gruppo di operai che lavora a rotazione, ma fuori dai cancelli della ditta continua il presidio permanente di chi si oppone al “ricatto” presentato ai lavoratori.
“Auspichiamo di trovare una soluzione entro fine luglio, che non sia quella di passare sopra alla dignità stessa delle persone” ha commentato Diego Riva. “La risposta che otterremo a ottobre dal Tribunale, così come l’esito di una eventuale vertenza dei lavoratori, sarà importante per dimostrare la scorrettezza di ciò che è stato fatto”. Se la trattativa con la holding turca dovesse saltare, mancando un accordo tra le parti, cadrebbe ogni prospettiva lavorativa.
Ma al momento sono ancora diverse le question in discussione.


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R.R.
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