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Scritto Venerdì 04 marzo 2016 alle 18:48

Quote rosa: in Italia una giunta comunale su 4 non rispetta la legge Delrio, a Mandello due 'assessore' non sono sufficienti

In Italia, alla faccia delle sbandierate pari opportunità, vi sono ancora 288 comuni con più di 3.000 abitanti amministrati esclusivamente da uomini, senza nemmeno un assessore "in gonnella" in giunta. Uno di questi - concentrandoci esclusivamente sulla provincia di Lecco e non andando dunque "tanto lontano" - è Molteno con il sindaco Mauro Proserpio affiancato da Giuseppe Chiarella, Maurizio Villa e Michele Corti con tanto di un quarto membro esterno, non eletto dunque ma nominato, uomo pure lui (Massimo Petrollini). Poche, nel complesso, le donne nelle giunte comunali: in un comune su 4, lungo l'intero Stivale, isole incluse, la componente femminile è al di sotto della soglia di legge. La riforma Delrio, varata due anni fa, senza però effetto retroattivo, prevede infatti - con la sola esclusione delle piccole municipalità - che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico. Inutile dire che si contano su una mano gli "esecutivi" costituiti prima del 2014 i cui membri hanno optato autonomamente per un rimescolamento delle carte per adattarsi alla normativa. Eppure già nel 2012 un'altra legge imponeva quantomeno l'inserimento negli statuti comunali di articoli volti a garantire le pari opportunità, chiedendo la presenza di maschi e femmine nelle giunte. In ben 1.766 realtà municipali, al voto tra il 2011 e il 2015, ad oggi il gentil sesso risulta sottorappresentato. I dati completi sono stati elaborati dal Sole 24. L'articolista - Donata Marrazzo - spiega: "il numero delle assessore è del 32% nei comuni fino a 15 mila abitanti, del 33,6% in quelli con popolazione superiore. Le sindache sono 1.050 su 7.823 comuni, pari al 13,4% , come risulta dall'anagrafe degli amministratori del ministero dell'Interno" riconoscendo però anche che "prima del 2014 la presenza femminile nelle giunte locali raggiungeva appena il 19,5 per cento" e aggiungendo poi che "nelle 8 Città metropolitane, su 162 consiglieri, è donna il 19,1 per cento. Tra i nuovi 64 presidenti delle Province le quote rosa sono l'11 per cento. Declinazione quasi tutta maschile anche per le assemblee regionali in cui la rappresentanza femminile si attesta intorno al 15,8% (nel consiglio della Basilicata è uguale a 0) e risulta dunque molto distante dalla media europea del 32 per cento. Il Parlamento è rosa per il 31 per cento. Sei su 16 le ministre del governo Renzi".
Tornando ai comuni c'è da ricordare come il mese scorso il Consiglio di Stato il mese scorso ha rigettato l'appello presentato dal sindaco di Montalto, comune calabrese con una sola donna in giunta a fronte di 4 uomini, azzerato dal locale TAR "per aver disatteso gli obblighi introdotti dalla legge Delrio" così come gli esecutivi di Torano Castello, Rombiolo e Vaccarizzo Albanese.

La situazione dei comuni della Provincia di Lecco con più di 3.000 abitanti "sotto soglia" secondo l'analisi del Sole 24 ore
(incluse anche le municipalità andate al voto anche prima dell'approvazione della legge
e dunque non obbligate ad ottemperare alla stessa)

Stiano dunque ben attenti a pesare maschietti e femminucce i sindaci che saranno eletti nell'ormai imminente tornata elettorale sul nostro territorio. Già Mandello del Lario, con Riccardo Fasoli "salito al potere" lo scorso anno - a riforma dunque già in vigore - è nella "lista nera" dei comuni non rispettosi della normativa: 2 assessore, Serenella Alippi e Silvia Benzoni (di cui la prima sua vice), non consentono infatti di raggiungere la famigerata quota rosa fissata al 40%, fermandosi al 33% così come Merate, Casatenovo e Calolziocorte (le cui amministrazioni sono state rinnovate però prima del 2015).
La chiamata alle urne del mese di giugno permetterà poi a Brivio, Barzanò e Nibionno (dove l'unica donna è Marta Casiraghi, assessore esterno al bilancio) di uscire dall'elenco dei 1.766 al momento "non in regola", all'interno del quale figurano anche Rogeno, Paderno e Missaglia (comuni, quest'ultimi dove Marinella Corno e Laura Pozzi oltre ad essere le uniche signore in giunta, hanno anche la carica di vicesindaco).
A.M.
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