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Scritto Mercoledì 16 marzo 2016 alle 13:56

Parola d'ordine 'colpire gli interessi economici': sequestrati più di 4 milioni di euro

Il colonnello Loero non si stancherà mai di sostenerlo, con quella convinzione che anima il suo agire: "obiettivo essenziale è colpire la criminalità nel cuore dei propri interessi economico - patrimoniale , attraverso l'individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze illecitamente accumulati, dare cioè la massima concretezza all'attività investigativa, nella convinzione che sottrarre i beni ad evasori seriali rappresenti un efficace strumento per togliere risorse a chi si arricchisce indebitamente a spese d ella collettività".
E' con questa intenzione che le Fiamme Gialle lecchesi hanno eseguito nel corso del 2015 sequestri per oltre 4 milioni di euro ed avviato proposte di sequestro di beni per ulteriori circa 20 milioni . Attività finalizzate ad ottenere confische classiche, per sproporzione ovvero per equivalente, utilizzando così tutti gli strumenti normativi previsti per aggredire i patrimoni illeciti.
A tal proposito è stata ribadita la perfetta intesa con la locale Procura della Repubblica sotto la direzione della quale si sono concluse importanti attività investigative, spesso connotate da complessità e tecnicismo. Anche nel settore dei reati fallimentari prosegue in tal senso anche il percorso di reciproco arricchimento professionale e confronto con l'Autorità Giudiziaria di Lecco. In questo delicato comparto, reso ancor più periglioso dalla congiuntura economica il Corpo svolge la propria azione, intervenendo nella rilevazione di condotte penalmente rilevanti. La ricerca di illeciti, posti in essere da parte dell'imprenditore fallito, finalizzati a distrarre o occultare i propri beni per recare pregiudizio ai creditori, fa parte delle attività a tutela delle regole della leale concorrenza e della salvaguardia dell'intero sistema economico, oltre a restituire ai creditori quanto dovuto.
Fondamentale per arricchire il patrimonio informativo risulta essere l'analisi delle sospette movimentazioni di denaro, in tale contesto lo scorso anno sono stati eseguiti 57 approfondimenti di natura valutaria . Proprio da un approfondimento della specie è scaturita "Dirty Paint" , operazione nella quale sono stati denunciati due coniugi per il reato di usura. Dall'esame della documentazione bancaria dei soggetti sono emersi gli elementi che hanno confermato l'erogazione di considerevoli prestiti di denaro, restituiti poi con l'applicazione di un tasso d'interesse usuraio che varia dal 112 al 248%. Convolto nella vicenda - ambienta a Verderio, con l'uomo piccolo artigiano e la donna casalinga - anche un presunto broker ai quali i due coniugi avrebbero consegnato 1.300.000 euro frutto della loro supposta attività di "cravattari", denaro che lo stesso avrebbe però fatto sparire, aprendo un "caso nel caso" (per i dettagli, si veda qui).
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