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Scritto Domenica 15 maggio 2016 alle 17:25

Oliveto L.: il sindaco contro le unioni civili. 'Non celebrerò nessun matrimonio tra gay'

Bruno Polti
"Lo dico fin da ora: nel mio comune non verrà celebrato alcun matrimonio omosessuale. Io non firmerò alcuna unione gay".

E' una provocazione forte quella lanciata dal sindaco di Oliveto Lario Bruno Polti a pochi giorni dall'approvazione della nuova legge sulle unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso, votata mercoledì dalla Camera dei Deputati con 372 voti favorevoli.
Se il governo esulta per il risultato raggiunto e le associazioni Lgtb festeggiano per una legge che chiedevano da anni (pur rammaricandosi per lo stralcio della step-child adoption) il primo cittadino Polti non ha dubbi: legge o non legge si rifiuterà di registrare le domande di riconoscimento di unione che dovessero giungere agli uffici comunali.
"Il matrimonio è una cosa seria, che va rispettata e che può essere solo tra un uomo e una donna. E basta. Ogni anno celebro moltissimi matrimoni nelle ville che sia affacciano sul nostro bel lago e sono ben contento di continuare a farlo ma a patto che ci siano un maschio e una femmina" ha commentato Polti. "Se ci dovessero essere situazioni di particolari bisogni si possono accettare che si creino "convenzioni" per tutelare le possibili esigenze delle coppie omossessuali ma sono e rimango assolutamente contrario alle nozze gay".
La legge - per essere precisi - inserisce nel diritto di famiglia un nuovo istituto specifico per le coppie omosessuali, chiamandolo unione civile. È diverso dal matrimonio, che è regolato dall'articolo 29 della costituzione, ma si può equiparare ad esso per diritti e doveri previsti. Per stipulare un'unione civile, le due persone devono essere maggiorenni e recarsi con due testimoni da un ufficiale di stato civile, che provvede alla registrazione.
E' stato lo stesso Salvini, subito dopo l'approvazione della nuova norma, ad appellarsi ai "suoi" sindaci perché non celebrino le nozze tra persone dello stesso sesso. "Sindaci della Lega disobbedite. E' una legge sbagliata, anticamera delle adozioni gay" ha detto il segretario del Carroccio all'Ansa.
Un invito prontamente accolto dal sindaco di Padova Massimo Bitonci ( "Mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso" le sue parole riportate dal Fatto Quotidiano) da Alfio Marchini - candidato in corsa per la poltrona di primo cittadino della capitale che ha annunciato che si rifiuterà di celebrare le unioni homo - e per l'appunto anche da Polti di Oliveto Lario.
La nuova legge non prevede alcuna "obiezione di coscienza": celebrare il rito civile, previsto per le coppie dello stesso sesso, è un vero e proprio obbligo di legge che ogni sindaco dovrà rispettare, potendo semmai soltanto delegare tale compito ad altri ufficiali, come dispone l'ordinamento. In caso contrario, il primo cittadino potrebbe finire sotto processo per il reato di omissione o rifiuto di atti d'ufficio. Il "no" alla celebrazione di un'unione civile tra due partner dello stesso sesso, equivarrebbe esattamente al "no" all'unire in matrimonio una coppia con rito civile, con tutte le conseguenze del caso.
E due gay che dovesserp veder rifiutata la propria domanda di riconoscimento potrebbero intraprendere azioni legali.
"Potranno fare ciò che vogliono: non mi interessa e non cambierò assolutamente idea" ha tagliato corto il sindaco Polti.
P.V.
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