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Scritto Venerdì 01 luglio 2016 alle 18:58

Calolzio: perquisizioni e sequestri in relazione al 'crack' della ''Trafileria del Lario'' estesi anche a altre società, continuano gli accertamenti delle Fiamme Gialle. Una decina gli indagati

Un'immagine scattata durante un presidio dei lavoratori fuori dalla sede produttiva
nei mesi precedenti alla dichiarazione di fallimento
Le perquisizioni sono proseguite anche quest’oggi. Estendendosi, come era prevedibile, in un gioco di scatole cinesi da aprire una alla volta, cercando collegamenti e possibili elementi di prova a sostegno del castello accusatorio. Dopo il primo round di “visite” concentrate tra il lecchese e il Piemonte scattato all’alba di ieri, giovedì 30 giugno e i numerosi accessi a filiali bancarie della Lombardia, gli Uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco nella mattinata odierna hanno ripreso l’attività investigativa volta all’acquisizione di documentazione in relazione al fallimento della Trafileria del Lario (in liquidazione) di Calolziocorte, un crack milionario con un passivo accertato al momento della sentenza dei giudici Lamberti e Lombardi che parrebbe avvicinarsi ai 40 milioni di euro.
Il lavoro delle Fiamme Gialle – coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecco - durerà ancora diverso tempo e non è da escludere che il quadro accusatorio possa anche mutare in relazione a quanto sarà rinvenuto e sarà possibile accertare nel corso delle indagini che già nella giornata di ieri hanno comunque portato al sequestro di denaro depositato su conti correnti e di immobili – tra Lombardia e Piemonte con, parrebbe, una coda perfino in Emilia Romagna – per diversi milioni di euro.
La vicenda sulla quale stanno investigando i finanzieri lecchesi, complicata e delicata allo stesso tempo, parrebbe comunque incardinarsi su reati di natura fallimentare, societaria e fiscale: gli inquirenti sembrerebbero aver ipotizzato – e da qui la necessità di riscontri solidi – più fatti pluri-aggravati di bancarotta, con contestazioni diverse in capo a più persone.
Gli indagati, su cui la Procura al momento mantiene il massimo riserbo, sono poco meno di una decina. Tra i nomi ci sarebbe anche quello dell’ex Ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla (figlia di Vittorio, socio al 50% dell'azienda) che, pur non avendo un incarico ufficiale all'interno della società, potrebbe essere stata attenzionata per il suo supposto ruolo di “fatto”. Gli inquirenti stanno infatti valutando le posizioni di chi rivestiva ruoli formali (amministratori, liquidatori, membri del collegio sindacale) e terzi concorrenti che invece non avevano cariche ufficiali e sociali nella Trafileria del Lario e in società ad essa direttamente o indirettamente collegate sulle quali sembrerebbero essere state estese le perquisizioni e i relativi sequestri.
Un lavoro, quello della Procura, che si sta concentrando, in questo come in altri recenti casi, a tutela dell'economia e dei suoi risvolti nel sociale, a partire dai lavoratori e dalle forme di tutela che si possono applicare a fronte della perdita di posti occupazionali e di tutti quegli strumenti a garanzia e sostegno delle famiglie. 
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