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Scritto Lunedì 04 luglio 2016 alle 14:19

Lario, Goletta dei Laghi: su 10 punti monitorati 7 sono 'bocciati'. C'è da lavorare sui depuratori

La sorpresa - positiva - arriva da Lecco. Per il resto solo tante conferme, con una serie di "inquinato" e "fortemente inquinato" decisamente poco lusinghieri. Si è conclusa quest'oggi, con la presentazione ufficiale dei dati raccolti sul Lario, la seconda tappa del tour della Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Olii Esausti) e Novamont e che da 11 anni attraversa l'Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

La coordinatrice dei tecnici della Goletta dei Laghi Stefania Di Vito, il responsabile Simone Nuglio, Costanza Panella e Alessio Dossi, rispettivamente presidenti del circolo Lario Orientale e del circolo Valmadera-Lecco di Legambiente

Grazie al servizio SOS Goletta i cittadini hanno potuto segnalare criticità lungo le rive del lago, per poi far scattare i monitoraggi presso le foci di fiumi, torrenti e piccoli canali tenuti sotto controllo ogni anno dall'associazione ambientalista che, attraverso le proprie indagini, mira a prendere in esame i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all'insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d'acqua arrivano nel Lario. Quello di Legambiente, come spiegato per evitare le ripetute polemiche date dal raffronto con altre "misurazioni" a cura di Arpa e Asst, è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Non vengono in pratica assegnate bandierine né tanto meno si pretende di dare una valutazione complessiva dello stato del lago, come puntualizzato da Simone Nuglio, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente. "Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento. Ricordiamo che il 25% delle acque fognarie arriva nei fiumi, nei laghi e nel mare senza essere opportunamente depurato. Sul Lario anche quest'anno i dati segnalano le maggiori criticità lungo i corsi d'acqua che arrivano a lago".


Il dettaglio delle analisi di Goletta dei laghi Sulla sponda lecchese, sui 10 punti monitorati 4 sono risultati "inquinati", 3 "fortemente inquinati" e 3 nei limiti di legge. Sulla sponda comasca, invece, sono stati prelevati campioni in 5 punti e tutti hanno registrato livelli di batteri intestinali rientranti nei limiti imposti dalla normativa vigente in Italia (Dlgs 116/2008 sulla gestione della qualità delle acque di balneazione).


Nell'edizione 2016 i tecnici della Goletta hanno condotto un campionamento anche nel lago Annone che, seppur considerato un bacino non balneabile a causa della presenza d'inquinamento da metalli, alimenta il torrente Rio Torto, affluente del Lario, per sondare l'eventuale origine della contaminazione da batteri fecali nel lago di Como. In realtà i prelievi hanno dimostrato che a Civate, presso l'incile Rio Torto, la qualità dell'acqua rientra nei limiti di legge. Spontaneo viene dunque chiedersi - in questo caso come anche in altri - perché allora alla foce del torrente si sia registrato un giudizio di "inquinato" o meglio ancora "dove allora è da collocarsi il punto di rottura?".

"I dati della Goletta dimostrano che è necessario e urgente attivare gli investimenti per la depurazione e il collettamento del sistema fognario nell'alto lago, che anche quest'anno presenta una situazione preoccupante - dichiara Costanza Panella, presidente del Circolo Lario Orientale - in particolare alle foci del fiume Adda e delle valli, ma anche nei pressi del depuratore di Dorio, come più volte riscontrato in questi anni".

Non è solo la parte settentrionale del Lario a presentare forti criticità, anche nel basso lago la situazione sembra non migliorare nel corso degli anni: "Se ci stupisce in positivo il risultato dello scarico del depuratore di Lecco -afferma Alessio Dossi, presidente Circolo Valmadrera-Lecco - ancora una volta torniamo a denunciare la situazione del torrente Caldone, che dal 2012 risulta fuori dai limiti. È inaccettabile che un corso d'acqua, in una città dalla vocazione turistica, presenti un tale stato di contaminazione". Su tale punto è intervenuta l'assessore provinciale (e comunale) Anna Mazzoleni che ha assicurato - da parte di Palazzo Bovara - uno studio anche sui torrenti nell'ambito più generale del Pgt cedendo poi la parola a Paolo Negri, presidente dell'Ufficio d'ambito, per una riflessione di ampio respiro, cominciata, neanche a dirlo, dall'importanza del recente affidamento ventennale del servizio idrico integrato, passaggio che permetterà una "gestione con prospettiva di lungo periodo" e dunque investimenti sui depuratori (attenzionati chiaramente da Legambiente) ma anche sulle reti. "Lario Reti - ha garantito - si sta organizzando per far fronte a queste e altre problematicità".

Paolo Negri e la dottoressa Elena Arena

Per argomentare relativamente a tale affermazione, Negri ha poi ricordato come sul territorio provinciale siano presenti 32 depuratori, fino ad oggi nelle mani di "micro-accordi" tra comuni che hanno avuto come risultato "una situazione non adeguata". Necessario sarà dunque superare lo status quo infrastrutturale, procedendo anche ad un riassesto. "Il depuratore di Dorio, piccolino e inadeguato, è in dismissione con gli scarichi convogliati a Dervio dove l'impianto garantisce standard qualitativi migliori" ha detto, elevando ad esempio anche lo stanziamento già previsto per mettere a norma la struttura di Calco-Toffo e la necessità per il gestore di affrontare poi con il comune di Lecco anche la questione del depuratore cittadino che "richiede interventi stimati in circa una trentina di milioni". Nel complesso, in ogni caso, il Presidente si è detto "abbastanza ottimista sulla capacità del sistema di investire per il futuro". Il tutto - ha assicurato strappando un amaro sorriso a chi è consapevole dell'impennata subita dalle bollette negli ultimi anni - "tenendo una tariffa bassa o il più bassa possibile" per non gravare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti.

Lelio Cavallier

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Presidente della stessa Lario Reti Holding Lellio Cavallier. "Alibi non ne abbiamo" ha detto citando anch'egli Dorio e Calco per soffermarsi poi depuratore di Valmadrera (verso il quale si pensa di convogliare gli scarichi di Oliveto, Onno, Limonta e parte di Bellagio) e su quello di Lecco dove la società è intervenuta, in attesa della decisione del comune circa l'eventuale trasferimento in altra area, sulla linea di gestione dei fanghi "per fare il meglio con l'impianto che abbiamo".
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