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Scritto Venerdì 15 luglio 2016 alle 22:44

Calolzio: Vittorio Brambilla condannato a 1 anno e 4 mesi per omesso versamento Iva, sequestro di beni per 1,4 milioni di €

È stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) Vittorio Brambilla, socio di maggioranza nonché presidente – all’epoca dei fatti - della Trafileria del Lario Spa (in liquidazione), storica azienda del settore siderurgico con sede a Calolziocorte.
A pronunciare la sentenza nella mattinata di oggi, venerdì 15 luglio, è stato il giudice Maria Chiara Arrighi, disponendo il sequestro di beni per 1.400.000 €, equivalente al valore dell’omesso versamento Iva contestato all’imprenditore.
Stamane l’avvocato difensore Alessio Lanzi, esprimendo la volontà di interloquire a seguito dell’analisi della documentazione presentata dal Pubblico ministero Nicola Preteroti, ha ribadito la tesi già illustrata nel corso della precedente udienza. Vale a dire l’estraneità del suo assistito, poiché egli avrebbe ricoperto nel 2012 (anno a cui si riferisce il fatto contestato, relativo all'anno d'imposta 2011) una carica esclusivamente “formale”, essendo impossibilitato ad amministrare a causa di uno stato di demenza da idrocefalo normoteso regredita solo a seguito di una operazione chirurgica affrontata nel luglio 2013.
“Il Pubblico ministero ha presentato un documento dell’Inps in cui si attesta che a Vittorio Brambilla è stata liquidata la pensione a partire dal 2007, unitamente ad una visura ulteriore della Camera di commercio in cui egli risulta il socio di maggioranza assoluta della Trafileria” ha spiegato il legale. “Per lo stesso reato questo Pubblico ministero ha chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Lecco il sequestro preventivo di beni nei confronti di due amministratori di diritto e un amministratrice di fatto. Ma per quanto riguarda il reato omissivo non esiste la possibilità di concorso materiale” ha spiegato l’avvocato Lanzi, citando la “Sentenza Dolce e Gabbana”.
“L’omesso versamento IVA è un reato proprio che si consuma in un preciso momento, ed eventuali concorrenti lo sono solo da un punto di vista morale. Qui l’incongruenza sta nel fatto che Vittorio Brambilla risulta imputato in quanto presidente, ma egli all’epoca contestata aveva la carica formale  senza alcun impegno effettivo, a causa del suo problema di salute. L’eventuale reato è stato commesso da altri".
Il Pubblico ministero Nicola Preteroti dal canto suo ha ricordato come Vittorio Brambilla abbia ricevuto nel 2012 un emolumento pari a 132.000 euro per la sua carica, e che tale cifra non costituiva una distribuzione degli utili nei confronti dei soci.
“Egli ha incassato l’IVA l’anno precedente, arricchendosi, e non l’ha versata, per un valore di 1.400.000 €. La sua presenza è certificata anche in atti davanti ad un notaio” ha sottolineato il Pm, confermando l’indicazione di 1 anno e 4 mesi di reclusione già formulata lo scorso 13 maggio.
Il giudice Maria Chiara Arrighi, sposando la tesi del Pm, ha condannato Vittorio Brambilla, disponendo il sequestro per equivalente di beni per 1.400.000 €.
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R.R.
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