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Scritto Mercoledì 20 agosto 2014 alle 08:47

Premana: chiuse le indagini sulla sciagura aerea, a settembre gli accertamenti tecnici

Sono state dichiarate chiuse le indagini commissionate dal sostituto procuratore Cinzia Citterio a seguito della sciagura aerea nella quale, lo scorso 9 giugno, hanno perso la vita i coniugi Franco Gianola e Adele Croci nonché l’istruttore Pietro Brenna quel giorno ai comandi del piccolo idrovolante Cessna 172  “Skyhawk” dell’Aero Club di Como, precipitato – per cause non ancora accertate – a Premana, in località Forni.

I resti del Cessna

Questa settimana il magistrato incontrerà il delegato dell’Agenzia nazionale per la sicurezza in volo che si sta occupando della parte amministrativa dopo di che potrebbero essere disposti, si presume a settembre, i dovuti accertamenti tecnici indispensabili per tentare di dare una spiegazione a quanto accaduto quella mattina quando, dopo essere decollato dalla pista comasca per sorvolare i luoghi cari alla coppia di Abbadia, il velivolo ha perso quota fino a rovinare malamente in un’area boschiva impervia e prendere fuoco con ancora i suoi occupanti imprigionati tra le lamiere. Solo così potranno essere attribuite eventuali responsabilità per un episodio che ha particolarmente scosso la comunità di Abbadia dove i coniugi Gianola, attivi anche nell’ambito parrocchiale, era molto conosciuti spezzando anche i sogni della giovane moglie del pilota comasco Pietro Brenna.

L'istruttore Pietro Brenna e i coniugi Franco e Adele Gianola

Come si ricorderà, già nelle ore immediatamente successive all’incidente aereo la Procura si era avvalsa dell’assistenza dell’ingegner Massimo Bardazza – già consulente per la Strage di Erba e per alcuni sopravvissuti del rogo della Thyssen – affidando poi ad una società lariana l’analisi dei file contenuti nella macchina fotografica e nel telefono cellulare rinvenuti tra i resti del Cessna: la coppia – è così emerso – avrebbe continuato a immortalare paesaggi e dettagli fino a sette minuti prima della tragedia.
Anche le famiglie Gianola e Brenna nonché l’Areo Club di Como ente proprietario del velivolo precipitato, tramite i propri avvocati, avevano nominato propri consulenti che hanno anche affiancato l’anatomopatologo Paolo Tricomi nello svolgimento dell’esame autoptico sulle salme delle tre vittime.
A settembre, dunque, l’avvio degli accertamenti tecnici per iniziare a scemare l’elenco delle possibili cause di quanto accaduto che, ancora oggi, spaziano dall’errore umano al guasto tecnico.


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