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Scritto Sabato 08 ottobre 2016 alle 18:28

Parco Adda: in consiglio di gestione scambio di accuse tra (ex) presidente, consiglieri e sindaci per stanziamenti di fondi

Che l'assemblea di giovedì fosse ad alta tensione, lo si sapeva. Ma nessuno poteva prevedere un livello così alto di scontro. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato il sindaco di Trezzo, Danilo Villa, che nel pomeriggio ha trasmesso una lettera a tutti i comuni soci del Parco e a Regione Lombardia. Nella sua missiva, il borgomastro Lumbard fa riferimento ad una nota a firma del Presidente (o ex- Presidente) Agostinelli, datata 30 settembre 2016 e chiede spiegazione su alcuni punti "al fine di ripristinare legalità e pieno rispetto di quanto disposto dalla Statuto dell'Ente Parco".


Ma veniamo alla cronaca del consiglio. Alle 18.10 Agostinelli prima di dare inizio ai lavori assembleari, legge una nota del dottor Purcaro, già Segretario dell'ente, a cui lo stesso Agostinelli si era rivolto per un parere legale. Secondo quanto letto, Agostinelli sostiene di poter presiedere l'assemblea e che quindi la stessa è valida. IL primo intervento è del sindaco Villa, che specifica come le obiezioni poste non hanno nulla di personale verso alcuno, ma sono finalizzate esclusivamente ad un ripristino della legalità. Lo stesso sottolinea due presunte irregolarità: la prima riguarda il fatto che dal 23 settembre (data delle dimissioni di Agostinelli) al 28 settembre (data di dimissioni del terzo membro del Consiglio di Gestione), il ruolo di Presidente avrebbe dovuto essere svolto dal Vice Presidente Paolo Mauri; la seconda irregolarità, sempre per quanto in possesso del sindaco Villa, riguarda il fatto che anche secondo Regione Lombardia il Presidente non avrebbe potuto indire l'assemblea dei soci, tantomeno presiederla.
Villa Gina, sede del Parco Adda Nord
Visti i dubbi di legittimità, il sindaco Villa conclude il suo intervento chiedendo il rinvio dell'assemblea, specificando che, qualora si fosse tenuta ugualmente, avrebbe impugnato la delibera. A questo punto a prendere la parola è la direttrice Cristina Capetta, che citando sempre la segreteria dell'Assessore Regionale Terzi, informa che l'assemblea si può svolgere regolarmente. Quest'ultimo intervento suscita i sorrisi increduli dei presenti, che rimarcano come, per quanto esposto dai protagonisti, Regione Lombardia avrebbe dato pareri differenti ai due interlocutori. Il sindaco Villa, avviato ormai verso l'uscita, ribadisce a gran voce come tutta la questione avrebbe dovuto ricondursi a quanto espressamente scritto nello statuto. A dar man forte al borgomastro, e' il vicesindaco di Capriate, che sostiene come che nel periodo di "vacazio", la Presidenza sarebbe dovuta passare al vice Mauri, mentre evidentemente c'era la volontà che ciò non accadesse. A questo punto i rappresentanti di Trezzo, Capriate, Cornate e Cisano abbandonano l'assemblea. Agostinelli riprende quindi le redini dell'assemblea sottolineando come, dalla data delle dimissioni, non abbia più fatto alcun formale che impegnasse l'ente Parco. Alle 18.50 il Presidente dimissionario propone di deliberare i punti oggetto dell'assemblea e, nel caso di comprovata illegittimità dell'assise, la stessa sarebbe stata riconvocata. L'assemblea senza i rappresentanti dei comuni "dissidenti", sembra andare via liscia. Ad un certo punto però il sindaco di Verderio Alessandro Origo, leggendo la dichiarazione allegata al verbale di delibera dei consiglieri Mauri e Soldi, la definisce pretestuosa. Il meratese Paolo Mauri chiede quindi di intervenire, e sottolinea che non avendo trovato la variazione di bilancio dovuta ad un minor finanziamento da parte di Fondazione Cariplo, con la collega ha volutamente stigmatizzato la situazione per i posteri, visto che si sapeva la fine che avrebbero fatto i due consiglieri leghisti. A rincarare la dose una agguerritissima Simonetta Soldi, che ripercorre il progetto ZTC. La consigliera spiega come in origine con il collega Mauri avesse votato in modo contrario in quanto gli stanziamenti andavano sempre alla solita cooperativa. A seguito della richiesta del comune di Capriate di un incontro sul tema, riguardando la documentazione, si erano accorti che il ruolo del parco era cambiato senza che ciò fosse stato portato a conoscenza al consiglio di gestione. "Ma se voi cambiaste una delibera di consiglio, non la riportereste per approvare le eventuali modifiche? La cambiereste in modo arbitrario" ha stigmatizzato concludendo la Soldi. Un intervento che ha suscitato l'irritazione di Agostinelli il quale, a sua volta, si è scagliato contro Mauri accusando di fare sempre opposizione. Da parte sua il leghista meratese ha rimandato le accuse al mittente sottolineando che trattandosi di soldi pubblici, da quattro anni la propria azione in consiglio era finalizzata ad una più equa distribuzione dei fondi pubblici, non privati, tra i vari soggetti del territorio, senza entrare nel merito dei beneficiari. "Purtroppo invece troppo spesso i soldi sono andati ai soliti noti, ha concluso Mauri.
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