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Scritto Venerdì 29 agosto 2014 alle 15:56

Dalla Valsassina al Vaticano: i 25 minuti di incontro privato tra don Mauro e Ratzinger

Un’emozione che, ancora oggi, a distanza di oltre un mese, rimane “palpabile” nel tono di voce brioso di don Mauro e che il sacerdote vuole ora trasmettere a tutti i suoi parrocchiani tramite un piccolo volumetto in cui narra l’incredibile incontro di cui è stato protagonista. Perché in fondo, il Papa emerito Joseph Ratzinger, nell’accoglierlo nella sua abitazione in Vaticano, l’ha salutato apostrofandolo proprio come “il prete che viene dalla Valsassina”, chiedendogli informazioni suoi concittadini e su come si svolge, quotidianamente, il suo ministero nella piccolissima Primaluna, probabilmente senza riuscire a collocare con precisione il paese sulle montagne lecchesi. “Non so se Papa Benedetto fosse a conoscenza di dove si trova la Valsassina ma quando ho esordito rispondendo da “quel ramo di Como che volge a mezzogiorno” subito lui ha ribattuto “oh i Promessi Sposi!””. E’ iniziato così, in tono allegro, proseguendo poi come fosse una chiacchierata tra conoscenti, il colloquio privato che don Malighetti, lo scorso luglio ha avuto con il predecessore dell’attuale Pontefice, il primo Papa della storia ad “abdicare”.

Il Papa Emerito con don Mauro Malighetti

“A tutt’oggi sono stupito, non mi capacito del perché mi disse di si” racconta il diretto interessato ripercorrendo le tappe che, alla fine, l’hanno portato dritto dritto al cospetto di Joseph Ratzinger. “L’11 ottobre del 2013 gli ho scritto una lettera esprimendo il mio stupore – in senso positivo – per il gesto che aveva compiuto, lasciando il proprio incarico e chiedendogli come si era preparato a questa decisione. Il 24 ottobre mi ha risposto spiegando come si fosse preparato fin da quando era stato eletto essendo solo un umile servitore pronto a lasciare il passo a una persona più giovane e in forze. Il 22 febbraio – prosegue poi “analiticamente” don Mauro – l’ho visto al Concistoro per la proclamazione dei nuovi prelati: mi sono commosso nel vederlo in un angolo, in atteggiamento dimesso. Il 4 giugno ho poi scritto al suo Segretario, chiedendo anche la possibilità di “rubargli” 3-4 minuti per poterlo salutare. E’ seguito il silenzio interrotto il 30 giugno dalla telefonata di una suora del Vaticano che mi ha detto che Papa Ratzinger aveva deciso di incontrarmi e mi invitata per il 23 luglio, alle 18 nel monastero dove dimora. Sono rimasto basito, non lo conoscevo – ovviamente – di persona. Gli avevo solo stretto la mano dopo un’udienza, come tanti altri, nel 2008. Eppure mi è stato detto della suora che è stato lui, personalmente, a decidere. Così il 23 luglio, qualche minuto prima delle 18 ho suonato il campanello dopo essere passato nel giardino del Vaticano…”. E’ “avvincente”, nel suo racconto, don Malighetti “catapultato” – davvero per caso – dalla propria parrocchia a Roma. “Come un orologio tedesco alle 18 in punto la suora mi ha fatto salire nell’appartamento del Papa: per 25 minuti siamo rimasti solo io e lui, lui seduto su un divanetto ed io su una poltrona, uno di fronte all’altro. L’incontro è stato commuovente: è una persona timida, sembrava un nonno che ascoltava un nipote. Sembrava mi conoscesse da tempo. Io avevo delle domande, anche pungenti, da fargli: mi ha smontato con il suo modo di fare. Gli ho espresso gratitudine per tutto il bene che ha fatto. Davanti a me avevo un uomo libero da ogni schema, non il tedesco freddo che magari qualcuno si immagina. Un uomo capace di ascolto, senza fretta. L’uomo che magari quando era Papa, non è emerso”.
Dopo aver chiesto della Valsassina, di come stanno i parrocchiani di don Mauro, della sua salute (“perché la salute è importante”) Papa Benedetto XVI ha raccontato egli stesso delle sue giornate, di come non abbia mai spesso di studiare, del contatto settimanale con Papa Francesco, di come esca poi ma gli piaccia raggiungere a piedi la grotta della Madonna, in giardino, per recitare il Rosario. “Era assolutamente lucido nei suoi ragionamenti, le sue riflessioni sono teologicamente molto dense”. Riflessioni che ora il “parroco della Valsassina” ha condensato in un libricino nel qualche pubblica anche l’iniziale scambio epistolare che, l’ha reso “simpatico” ad al Pontefice emerito. Non mancherà anche la foto scattata da una delle suore che vivono con Papa Ratzinger al momento “dell’arrivederci”.
A.M.
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