• Sei il visitatore n° 169.299.452
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Giovedì 10 novembre 2016 alle 18:05

Civate, spaccio sulle alture alle spalle della stazione: la parola alle difese, sentenza a fine mese

Williams Barone e Francesck Mecaj
Assoluzione per non aver commesso il fatto per Williams Barone e, nel calcolare la condanna da irrogare a Francesck Mecaj, reo confesso, quantomeno la concessione delle attenuati. Queste le richieste avanzate stamane dai difensori dei due imputati al cospetto del collegiale giudicante del Tribunale di Lecco presieduto dal dr. Salvatore Catalano, affiancato dai colleghi Maria Chiara Arrighi e Nora Lisa Passoni nell'ambito del procedimento penale a carico degli unici due coinvolti nell'inchiesta "El Diablo" - attraverso la quale la Polizia di Stato ha sgominato un vasto giro di spaccio di sostanze stupefacenti - andati a dibattimento senza optare invece, come gli altri, tutti di origine magrebina, per riti alternativi.
Per l'italiano con casa a Bulciago e per l'albanese in Italia senza fissa dimora, nel corso dell'udienza del 13 ottobre scorso, il sostituto procuratore Nicola Pretoroti - titolare della pubblica accusa - aveva chiesto rispettivamente 5 anni e 7 mesi di reclusione e 7 anni di carcere, in aggiunta alla sanzione pecuniaria.
Quest'oggi è stato il turno delle difese. Rompere il ghiaccio è spettato all'avvocato Austoni, particolarmente determinata nel sostenere l'estraneità del proprio assistito - Barone -  rispetto alle contestazioni mosse dal PM ovvero l'aver trasportato 100 grammi di eroina per conto dei fratelli Kabal - già giudicati in udienza preliminare - nonché l'aver supportato gli stessi nello spaccio di "polvere bianca", rendendosi co-protagonista della cessione di oltre 200 dosi di stupefacente in prossimità della stazione ferroviaria di Civate. Il legale, in particolare, ha chiesto ai giudici di non "soffermarsi sul passato dell'imputato, bensì di considerare esclusivamente il suo comportamento in questa vicenda", citando stralci delle intercettazioni operate nel corso dell'inchiesta e passaggi delle testimonianze rese in aula da alcuni clienti per rimarcare come la realtà - a suo giudizio - sia diversa da quella rappresentata dalla pubblica accusa e di come dunque l'imputazione formulata a carico del bulciaghese sia "ingiusta e fuorviante". "Il Barone - ha detto - è solo un tossicodipendente che ha bisogno della dose giornaliera, non concorre al disegno criminoso".
Diverso invece l'intervento dell'avvocato difensore di Francesck Mecaj. Il legale evidenziato come il proprio assistito abbia immediatamente ammesso la proprie responsabilità, ovvero di aver ceduto le sostanza stupefacenti agli acquirenti per mancanza di lavoro, di un tetto e di soldi. In più il giovane ha inoltre offerto agli inquirenti la sua collaborazione nel ricostruire il quadro complessivo della struttura criminale. "Si trova qui, davanti al collegiale, perchè si è visto subentrare diversi avvocati difensori. In alternativa avrebbe chiesto l'abbreviato insieme agli altri imputati. Vi invito - ha concluso - a considerare l'eventuale ammissione delle attenuanti generiche, alla luce anche di un suo testo scritto in cui, in tutta sincerità, racconta la sua storia, da come da ragazzino ha fatto parte di un programma di protezione poiché suo zio era un magistrato, a come è diventato tossicodipendente".
Prima che venisse stabilita la data del rinvio, il sostituto procuratore Nicola Preteroti ha tenuto a precisare che le intercettazioni riportate dall'avvocato di Barone non erano state lette nella loro completezza, tralasciando frasi che lasciavano intendere la consapevolezza dell'imputato di essere il vettore della droga e dunque responsabile del reato a lui ascritto.
La sentenza è prevista per il prossimo 24 novembre.
Articoli correlati:
13.10.2016 - Civate, spaccio: il Pm chiede pene 'toste' per 2 imputati. Una cliente: 'minacciata prima dell'udienza'
15.09.2016 - Civate-Cassago, operazione El Diablo: in 2 a giudizio per droga,un cliente non ricorda
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco