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Scritto Mercoledì 30 novembre 2016 alle 17:07

Ai domiciliari per il tentato furto di Valmadrera, evade. 'Show' in Tribunale

Nuovo capitolo della "saga" giudiziaria con protagonista, suo malgrado, Cristian Valsecchi, il 44enne senza fissa dimora, tratto in arresto lo scorso 21 novembre a seguito del furto che lo stesso - sorpreso sul fatto dal proprietario del mezzo - avrebbe tentato a Valmadrera, ai danni di un'auto lasciata in sosta lungo la centralissima via Roma. Tratto in arresto, era stato portato in Tribunale una prima volta per la celebrazione del processo con rito direttissimo, poi posticipato al 28 su richiesta del difensore che, nel frattempo, si era adoperato per trovargli un tetto e dunque per consentigli di beneficiare quantomeno dei domiciliari. E così è stato: due giorni fa, il giudice Enrico Manzi, l'ha condannato - per l'episodio di Valmadrera, durante il quale l'uomo aveva poi dato in escandescenze, danneggiando anche l'auto degli agenti della Polizia Locale intervenuti, insieme ai Carabinieri, in soccorso della vittima del tentato furto - a 10 mesi da scontare presso l'abitazione di una conoscente a Margno. Da lì, però, Valsecchi ieri si sarebbe allontanato per raggiungere - così avrebbe riferito ai militari che lo hanno rintracciato a Taceno - in pullman il SerT di Lecco, dove risulta in cura. Accusato di "evasione" ha così trascorso la notte a Pescarenico, per essere nuovamente tradotto al cospetto del dottor Manzi nella mattinata odierna. Il giudice, convalidando il fermo ha disposto la detenzione, in attesa del nuovo processo calendarizzato per il 9 dicembre. Una decisione questa mal digerita dalla fidanzata dell'imputata. La ragazza, molto più giovane di lui, già denunciata a piede libero in quanto ritenuta "il palo" del tentato furto ascritto all'uomo, si è resa protagonista di un improvvisato "show", tirando calci alle porte dell'Aula e indirizzando spiacevoli epiteti nei confronti dei carabinieri e dell'avvocato del compagno, in presenza tra l'altro del giudice Manzi e del pubblico ministero Del Grosso.
Per riportare la pace al primo piano del Palazzo di Giustizia di Corso Promessi Sposi sono perfino dovuti intervenire altri militari in supporto ai colleghi valsassinesi. Una scena non certamente passata in osservata in un luogo dove solitamente vige l'ordine, tanto da richiamare persino l'attenzione di giudice, pubblico ministero, avvocati e testimoni che si trovavano nell'altra aula dibattimentale al primo piano del foro lecchese.
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