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Scritto Giovedì 01 dicembre 2016 alle 08:16

Ecomuseo V.S.Martino: il nuovo quaderno racconta storia e bellezza delle montagne

E’ pronto per essere dato alle stampe il nuovo quaderno dell’Ecomuseo Val San Martino che sarà dedicato alla montagna del circondario calolziese (la dorsale dell’Albenza con il Tesoro, Valcava, l’Ocone e così via).
A prepararlo è stato Ruggero Meles, giornalista ed esperto di alpinismo, che è riuscito a raccontare la storia, le tradizioni, le peculiarità delle cime del territorio.

Ruggero Meles e Davide Poletti

Il pubblico intervenuto. In prima fila Carlo Greppi e Fabio Bonaiti

Montagne “facili” e accessibili ma uniche e di estrema bellezza: le prime si incontrano salendo dalla pianura e riescono a regalare panorami senza eguali, che – nelle giornate più limpide – spaziano dal Monte Rosa agli Appennini.
Sabato pomeriggio, nello splendido palazzo municipale, il nuovo quaderno è stato presentato al pubblico: un’occasione per ripercorrere secoli di storia e ri-scoprire il potenziale (sportivo, naturalistico e turistico) delle montagne della Valle.

 

Scatti dalla Val San Martino: località Pertusino

“Ho accettato subito la proposta di scrivere quest’opera: vorrei che, dopo aver letta, anche le persone non esperte, alzando gli occhi verso il Tesoro o Valcava possano saperne un po’ di più e magari avere anche voglia di percorrerne i sentieri” ha esordito Meles. “Le nostre sono alture antropizzate e vissute, in passato più che oggi. La gente viveva e lavorava dove si trovavano boschi, pascoli e miniere. Sono davvero “montagne umane””.
Non solo uno sfondo, un panorama, ma luoghi ricche di tradizioni, leggende, storie, personaggi, vicende, angoli nascosti. Raccontano  la vita delle popolazioni della Valle: basta saperne leggere le tracce, e il quaderno dell’Ecomuseo vuole proprio insegnarci a farlo.

Il laghetto del Pertus

Sul Monte Linzone

Oggi abbiamo google earth, gli arei, i droni e così via: siamo abituati a vedere il mondo dall’alto. Ma fino al Novecento questo era qualcosa di eccezionale e infatti la dorsale dell’Albenza attirò visitatori da Milano e non solo che da Valcava, da Carenno, dal Pertus potevano godere di una vista mozzafiato. La rivoluzione ferroviaria collegò Lecco con Bergamo e Milano e portò l’esplosione del fenomeno della villeggiatura. A Torre de’ Busi venne realizzata la seconda funivia d’Italia che portava fino a Valcava, un luogo che entrò nell’immaginario di tutti i milanesi dell’epoca. La montagna diventò un centro di svago per tutti, borghesi e non. Sulla vetta del Tesoro, non a caso, nel 1911 è nata l’Uoei (Unione Operaia Escursionisti Italiani)”.
Il quaderno racconta poi anche un altro “versante” della Valle: quello legato all’alpinismo e all’arrampicata, ripercorrendo luoghi (la parete “Fracia” del Monte Spedone ad esempio) e personaggi (“Ruchin” su tutti).

La Valle nascosta da un mare di nebbia, vista da Boccio (Carenno)

“Sono convinto che il potenziale di attrattività delle montagne della Val San Martino sia enorme. Sono due le eccezionalità su cui puntare: il sentiero Papa Giovanni che da Sotto il Monte arriva a Celana, e la Dorsale Orobica Lariana. Perché non possiamo fare un rilancio turistico isolandoci” ha concluso Meles.
Tanti appassionati e volti noti della Valle San Martino hanno partecipato alla presentazione.
Tra loro anche il presidente della Comunità Montana Carlo Greppi e il coordinatore dell’Ecomuseo Fabio Bonaiti
Il quaderno andrà ad arricchire la collana ecomuseale composta dai volumi “La Valle dei castelli”, “Le vie della Fede”, “Una Terra di mezzo”, “Il Giardino Botanico di Villa de Ponti”. “Percorso del Pertus”, “Collezioni Museali”.
P.V.
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