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Scritto Mercoledì 25 gennaio 2017 alle 17:04

Torre è sempre più vicina a Bergamo: c'è il  1° via libera dalla commissione in Regione

Prima a destra il sindaco con il sen. Arrigoni e altri sostenitori del comitato per Bergamo
Continua il percorso del Comune di Torre de’ Busi per fare ritorno in Provincia di Bergamo.
Oggi pomeriggio la richiesta, supportata dalla petizione popolare e dal voto del Consiglio Comunale, è approdata in Regione Lombardia dove ha trovato il via libera della Commissione Regionale per gli Affari Istituzionali.
E’ un’approvazione importante, anche se altre ne serviranno (da parte del Consiglio Regionale e poi da Roma) per vedere Torre de’ Busi fare di nuovo il suo ingresso in terra bergamasca. La Commissione ha riconosciuto la correttezza normativa della richiesta e ha deciso di far continuare la sua corsa verso “Città Alta”.
La discussione è stata seguita anche dal sindaco Eleonora Ninkovic (da sempre in prima linea sul tema) e dalla portavoce del “Comitato Tutela del Territorio” Sara Beloli che lo scorso anno ha portato avanti la raccolta firme, sottoscritta dalla maggioranza assoluto cittadini per il ritorno con Bergamo.
Il percorso di Torre de’ Busi, essendo comune di confine, non era legato infatti a quello delle Aree Vaste (anche se è stata l’ipotesi di finire a Monza a far rinascere in paese la nostalgia per i bergamaschi…) ma sta seguendo l’iter del “normale” – si fa dire – cambio di Provincia.
“Un altro passo per Bergamo è compiuto. La volontà popolare è finalmente stata ascoltata dalla politica. Devo ringraziare tutti i partiti che hanno dimostrato attenzione alla nostra causa e chi è sempre stato al nostro fianco: il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi, il senatore Paolo Arrigoni e tutti i membri del Comitato” ha commentato il primo cittadino. "Quella di oggi in Regione è stata una bella pagina di politica responsabile, che ascolta i territori e i cittadini, un'alta dimostrazione di partecipazione popolare".

“Dobbiamo dare atto della continuità storica e culturale di Torre de' Busi con la bergamasca. Ma non si tratta solo di un’affettività sentimentale: c’è anche una continuità infrastrutturale e una condivisione amministrativa, con la condivisione di uffici, Stazione Unica Appaltante e società partecipate” ha spiegato la consigliera della Lega Nord Silvana Santisi, illustrando ai colleghi le vicende che hanno portato i residenti di Torre a chiedere di poter abbandonare Lecco di cui non avevano voluto fare parte nemmeno in passato. Già nel 1991 – quando si stava per costituire la nuova Provincia – vi fu un referendum nel quale oltre il 75% degli abitanti disse di voler rimanere con la cara vecchia Bergamo ma che venne ignorato dalle scelte dei politici. “Dobbiamo sottolineare come oggi la richiesta sia supportata tanto dalla raccolta di oltre 900 firme e dal voto unanime del Consiglio Comunale: c’è una precisa legittimazione popolare e non possiamo certo ignorarla. Dobbiamo fare i complimenti al sindaco Ninkovic e alla giovane presidente del Comitato”.
In Commissione anche gli altri partiti hanno approvato favorevolmente all’unanimità: “Le motivazioni di Torre de’ Busi sono motivazioni di natura storico e identitaria ma anche amministrative. E visto anche l’appoggio della popolazione non possiamo che dare parere positivo” ha sottolineato il consigliere PD Jacopo Scandella.
Con un comunicato stampa è arrivato anche il commento favorevole del consigliere lecchese Mauro Piazza di Ncd: “Sono soddisfatto che la Commissione, abbia dato il via libera in tempi brevissimi e senza esitazione alla richiesta del comune di Torre de’ Busi. Definitivamente archiviata la questione delle aree vaste, con la vittoria del no al referendum del 4 dicembre 2016, come abbiamo sempre detto abbiamo voluto essere – dentro Regione Lombardia - i primi sostenitori del rispetto della volontà popolare. Ringrazio il sindaco Eleonora Ninkovic che si è fatta interprete dei desideri dei suoi concittadini iniziando un iter lungo e impegnativo che ci vedrà al suo fianco pure negli ulteriori passaggi, anche a livello nazionale”.

Ora la richiesta di Torre dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale - probabilmente andrà in votazione già nelle prossime sedute - e poi dal Consiglio dei Ministri.

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