• Sei il visitatore n° 181.781.869
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Lunedì 06 febbraio 2017 alle 21:27

Colico: è destinatario di un mandato di cattura internazionale il 25enne 'inseguito' dall'agente Francesco Pischedda

Una foto scattata la sera dell'inseguimento finito in tragedia
Le sue condizioni permangono - nella loro criticità - stabili ma l'alone di mistero inizialmente gravitante attorno a quel giovanotto che, per sfuggire alle divise, è arrivato a gettarsi nel vuoto mal calcolando - complice il buio della sera e la pioggia particolarmente fitta - il divario tra il piano viario della ss36 e la sottostante via Chiarello va giorno dopo giorno diradandosi. E, per certi aspetti, cresce proporzionalmente il torbido relativo alla sua giovane vita. Florea Veaceslav, il 25enne moldavo precipitato dal cavalcavia di Colico insieme all'agente scelto della Polstrada di Bellano Francesco Pischedda, suo inseguitore, è risultato essere infatti irregolare sul territorio italiano e, soprattutto, già noto alle forze dell'ordine con diversi alias, non solo nel nostro Paese ma anche e soprattutto oltralpe. Da ulteriori accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica - nelle persone del Sostituto Paolo Del Grosso e del Capo Antonio Angelo Chiappani, personalmente al lavoro sul fascicolo seguito a quattro mani - alla Squadra Mobile della Questura di Lecco è infatti emerso come l'uomo risulti destinatario di un mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità austriache. All'origine di tale provvedimento - a cui si potrà eventualmente dare esecuzione solo dopo le dimissioni del ragazzo, al momento ancora ricoverato in prognosi riservata in Rianimazione all'ospedale Manzoni di Lecco per i politraumi riportati nell'impatto con l'asfalto sottostante il cavalcavia della "super" - vi sarebbero una serie di furti e rapine commesse in Austria e addebitate allo stesso.
Francesco Pischedda
Non stupisce dunque che Florea Veaceslav - da pochi giorni entrato in Italia, secondo i dati ora a disposizione degli inquirenti - la sera di giovedì viaggiasse a bordo di un Fiorino risultato precedentemente rubato a Gorgonzola. Tramite la comparazione delle impronte trovate sul mezzo e l'analisi dei tabulati telefonici proseguono poi le indagini per risalire all'identità degli altri due soggetti, quasi certamente suoi connazionali, che con il moldavo non si sono arresti agli operanti, dimostratisi però più accorti nel fuggire sfruttando un terrapieno per seminare i due colleghi di Pischedda gettatisi al loro inseguimento. Su disposizione della Procura, infine, continuano anche le verifiche necessarie per appurare se effettivamente vi siano stati degli intoppi nella procedura seguita per prestare i primi soccorsi al poliziotto e attribuire così eventuali responsabilità in merito al sopraggiungere dell'evento morte, a distanza di un ampio lasso temporale rispetto alla chiamata inoltrata al numero unico per le emergenze dai residenti di via Chiarello attirati in strada da due tonfi seguiti dalle urla di dolore dell'agente, rimasto cosciente nonostante i traumi riportati a seguito del volo. Sotto la lente, dunque, sta passando l'operato dei primi volontari arrivati in loco, dei sanitari dell'automedicag giunti in un secondo momento ma anche di chi, dalla centrare operativa, ha dato loro disposizioni circa il trasporto a Gravedona e di chi, presso il nosocomio sondriese, ha poi preso in carico Francesco, scegliendo di trasferirlo a Lecco per tentare al Manzoni un intervento che non c'è nemmeno più stato il tempo di eseguire.


Articoli correlati:
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco