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Scritto Mercoledì 12 aprile 2017 alle 15:39

Strali contro il "forno", è la storia che si ripete. Mancano alternative all'incenerimento

Dante De Capitani
Egregio direttore,
Vedo sul suo giornale quasi quotidianamente interventi di comitati, di gruppi e anche di singole persone che lanciano strali contro il forno inceneritore di Valmadrera.
Io lo chiamo ancora così, forno, come quando circa quarant’anni fa fu inaugurato.
Mi ricordo ancor il buon Peppino Canali presidente, piccolo di statura ma grande come amministratore, continuamente bersagliato da ambientalisti e "verdi" che battagliavano peggio di ora, per impedirne l’accensione e poi il funzionamento.
Se in questo come in altri territori, non abbiamo mai avuto problemi con l’immondizia, se siamo riusciti a tener puliti i nostri paesi, garantendo decoro e servizi di smaltimento, è per la lungimiranza di personaggi così.
Che badavano al sodo e non si facevano influenzare dalle balle di un mondo pulito per definizione.
Io sinceramente trovo che sia anche ora di finirla con il trattare gli amministratori comunali favorevoli all’incenerimento dei rifiuti come degli idioti a cui insegnare come si sta al mondo.
Io vorrei sapere da questi documentati signori contrari al forno di Valmadrera, ormai tutti grandi esperti di abbattimento di rifiuti, quale sia la soluzione per eliminare le tonnellate di immondizia indifferenziata che produce la provincia di Lecco.
E non mi vengano a parlare di riciclo a freddo dei rifiuti prendendo come esempio chi apre i sacchi trasparenti per provvedere ad ulteriori riciclaggi, perché ho già visto direttamente come funziona la cosa, ed è di una schifezza assoluta.
Vedere uomini trattare a mano questi rifiuti contenuti nei sacchi trasparenti è un qualcosa che fa accapponare la pelle.
Nastri selezionatori? Anche quelli di ultima generazione non riescono a riconoscere tutte le tipologie di rifiuti, e se utilizzati nella fattispecie si impregnano di fanghiglia putrida anche quelli, e poi bisogna ritornare a pulirli tutti a mano.
Senza parlare poi degli odori nauseabondi periodicamente immessi nel circondario, e di chi dovrebbe poi ospitare le discariche per smaltire la frazione non riciclabile di questo trattamento, che aprirebbe un altro problema ambientale su cui scorrerebbero di nuovo fiumi di inchiostro.
Differenziare di più? Alcuni comuni sono già arrivati al 75 per cento, altri come il mio ci sono vicino.
Ma non possiamo neanche fornire ai nostri cittadini di decine di contenitori per spingere la differenziata a livelli estremi, perché della pazienza dei cittadini mica si può approfittare.
Specialmente quando poi vedono che in altri luoghi d’Italia l’immondizia la buttano dalle finestre o quasi.
Vanno bene le indagini sui fumi, sulle ricadute, le ricerche, tutte le informazioni possibili e immaginabili sono doverose, perché con la salute non si scherza.
Ma attualmente dobbiamo anche dire che tutti i fumi che escono dal forno di Valmadrera sono molto al di sotto di tutti i parametri previsiti per legge, e questo qualcosa vorrà pure dire.
Perché tali parametri di legge non vengono inventati dalla sera alla mattina, ma sono frutto di analisi circostanziate di influenti ricercatori e luminari, basati quindi su dati scientifici.
Non riesco a capire poi perché chiunque possa immettere nell’aria fumi di qualsiasi genere, a condizione che siano sotto i valori tabellari previsti per legge, e solo il forno di Valmadrera abbia bisogno di decine di altre verifiche.
La Silea spa è una società interamente pubblica e interamente dei comuni soci, mica un'associazione di sprovveduti dedita ad intossicare i propri cittadini.
Il progresso corre veloce, arriverà anche il giorno in cui il forno dovrà o potrà essere chiuso perché obsoleto, a fronte di altri modi veramente ecologici ed ecosostenibili di trattare i rifiuti.
Ma oggi a mio modestissimo avviso queste tecnologie non esistono.
Sulla questione del teleriscaldamento, che è pratica che viene ormai sviluppata in tutta Europa con ricadute positive, senza entrare adesso nelle considerazioni di opportunità finanziaria che dovranno essere attentamente valutate, lancio solo una riflessione:
E’ meglio avere un solo camino super controllato e analizzato giorno e notte da cui quindi escono i fumi diciamo puliti, oppure migliaia di canne fumarie da cui esce ogni genere di schifezza, anche perché una parte dei cittadini oggi non ha i soldi per far controllare o sostituire le caldaie?
Lo sanno tutti che io politicamente non sono del PD, anzi.
Ma nella fattispecie devo riconoscere per onestà intellettuale, che i democratici di sinistra hanno messo al comando di Silea delle persone competenti e capaci, che stanno operando bene per tutelare la nostra salute e i nostri servizi ecologici e del decoro, nonostante attacchi che arrivano da tutte le parti.
Vada avanti così presidente Mauro Colombo, senza tentennamenti, è la storia che si ripete.
Nel solco tracciato da Peppino Canali.
Ing. Dante De Capitani, Sindaco di Pescate
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