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Scritto Sabato 10 giugno 2017 alle 08:39

Legambiente: un questionario sulla gestione degli "animali". Solo 17 enti lecchesi rispondono, valutazione media scarsa

245 milioni di spesa pubblica nel 2015. A tanto ammonta l'esborso dichiarato dalle amministrazioni comunali (144 milioni) e dalle aziende sanitarie locali (101 milioni) per la gestione degli animali (d'affezione e non) nelle nostre città. Sicuramente troppo rispetto ai risultati raggiunti, se si considera che solo il 12% dei comuni e il 43% delle aziende sanitarie locali che hanno risposto al questionario inviato da Legambiente per stilare il suo rapporto Animali in città ottengono la sufficienza. Troppo anche perché buona parte dei costi (l'80% per i Comuni) è assorbita dai canili rifugio, strutture indispensabili secondo il modello attuale, ma fallimentari rispetto al benessere animale e alla prevenzione del randagismo.  
Sono i dati emersi dall'indagine di Legambiente sulla gestione da parte di comuni e Asl degli animali d'affezione. Per i comuni sono state prese in considerazione 4 macroaree (quadro delle regole, risorse/risultati, organizzazione/servizi, controlli) nonchè 12 indicatori; per le Aziende Sanitarie Locali (al momento dell'indagine ancora ASL, otti ATS) le macroaree sono state tre (risorse/risultati, organizzazione/servizi, controlli) e 7 gli indicatori.  
Accanto a un obiettivo ottimale e una soglia minima raggiunti, per ciascun indicatore, è stata stilata una valutazione complessiva dell'ente (dove il giudizio "negativo" è l'equivalente della mancata risposta al questionario da parte del comune/ASL).  
Ma quale è la situazione in provincia di Lecco? Utilizzando la mappa interattiva fornita da Legambiente, abbiamo estrapolato i comuni che hanno fornito le risposte richieste (non molti per la verità). E il quadro è decisamente insufficiente o meglio scarso. Sia per numero di questionari ritornati a Legambiente che per performances misurate.  
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Iniziamo dall'alto lago con gli enti che hanno dato risposte complete. Per Colico la valutazione complessiva è scarsa poichè nessuna delle macroaree ha raggiunto la sufficienza. Non basta il "buono" per il quadro delle risorse/risultati e il sufficiente per l'organizzazione dei servizi, per far raggiungere una posizione positiva a Casargo che esce "bocciato". Raggiunge invece la sufficienza Taceno, grazie a un'ottima performance della seconda macroaerea, che fa salire la media complessiva. Valutazione "pessima" per Mandello dove una delle tre macroaree non ha conquistato neppure un punto.
Non va meglio il capoluogo di Provincia, dove solo l'organizzazione e i servizi raggiungono al sufficienza. Pollice verso anche per Erve, Calolziocorte, Valgreghentino, Galbiate.
Per il meratese le risposte arrivate complete non sono molte, anzi pochissime. Solo due amministrazioni hanno fornito ragguagli completi. Insufficiente la posizione di Santa Maria, nonostante le buone performances del quadro delle risorse/risultati. Scarso La Valletta Brianza dove tutti i valori non hanno raggiunto la soglia della sufficienza.
Spostandosi nei circondari a Ovest, risultano complessivamente scarsi Oggiono, Colle Brianza, Bulciago Cassago e Rogeno. Crolla a pessima la "reputazione" di Barzanò.    

Per visualizzare il comunicato completo di Legambiente, clicca qui

S.V.
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