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Scritto Venerdì 30 giugno 2017 alle 13:07

Lecco: una nuova stanza per l'audizione di donne vittime di violenza al Comando Carabinieri

A distanza di pochi giorni dall'analoga cerimonia tenutasi presso gli ospedali Manzoni e Mandic, nella giornata odierna sono stati inaugurati due locali appositamente arredati ed dunque dedicati per ospitare l'audizione protetta di donne vittime di violenza ed abusi presso il Comando Provinciale Carabinieri di Lecco e la Compagnia di Merate.

Gloria Tomasini, Anna Orani, il colonnello Pasquale Del Gaudio e Leila Picco

"Oggi è un giorno importante" ha esordito il prefetto di Lecco Liliana Baccari, presente personalmente al taglio del nastro all'interno della sede lecchese, congiuntamente al presidente del Tribunale Ersilio Secchi, ai sostituti procuratori Cinzia Citterio e Paolo Del Grosso nonché ai rappresentanti delle altre forze di Polizia e dunque della Guardia di Finanza rappresentata dal numero uno Massimo Dell'Anna e della Polizia di Stato con il dirigente dell'Anticrimine Gianfranco Simeone.

Il taglio del nastro

"La violenza crea traumi che possono incidere sulla psiche delle persone vulnerabili. E' difficile rompere il muro e denunciare quanto subito. Creare un ambiente sicuro dove potersi lasciare andare è indispensabile. Non dobbiamo mai dimenticare che la degenerazione può causare problemi peggiori e esiti anche fatali" ha sostenuto Sua Eccellenza, centrando appieno - come evidenziato dal Colonnello Pasquale Del Gaudio - i motivi che hanno spinto il Soroptimist Club di Lecco e Merate a far proprio il progetto nazionale "Una stanza tutta per sé" con il pieno appoggio del Comando Generale dell'Arma. La Benemerita, infatti, con la presenza capillare delle Stazioni su tutto il territorio nazionale, già da tempo, si occupa della prevenzione e del contrasto degli atti persecutori, violenti, sessualmente finalizzati o vessatori verso donne o soggetti in condizioni di fragilità nonché dell'analisi e dello studio degli stessi, con personale appositamente formato e d'intesa con i Ministeri delle Pari Opportunità e della Difesa con cui ha sottoscritto un apposito protocollo.

Due foto scattate all'interno della stanza

"Avere una stanza riservata, per offrire, un luogo confortevole e protetto alle vittime di violenza di genere, e ai Carabinieri di questo Comando per svolgere il loro compito in maniera più agevole è importante" ha proseguito Del Gaudio, ringraziando dunque chi concretamente si è speso per potare anche nella nostra provincia un'esperienza già ben rodata lungo tutto lo Stivale - con 93 ambienti al momento avviati presso Caserme di tutta Italia - e dunque le presidentesse dei gruppi di Lecco e Merate Anna Orani e Gloria Tomasini.
"Soroptimist è un club di servizio che persegue in modo costante e continuativo i progetti antiviolenza" ha detto la prima, parlando della "realizzazione di luoghi concreti", come lo è appunto la stanza allestita presso la sede dell'Arma come "motivo di orgoglio per tutte noi". Rifacendosi dunque al motto "Think global, act local", ha ricordato poi come dietro al progetto ci sia un valore - quello della protezione delle donne - universale, calato però sul nostro territorio grazie anche al fattivo interesse dimostrato in relazione alla proposta da interlocutori lecchesi come il maggiore Claudio Arneodo e il maresciallo Daniele Spinello.
Citato invece, dalla presidentessa Tomasini, per quanto riguarda Merate, il capitano Roberto De Paoli, descrivendo l'aula per le audizioni protette avviate presso quella Compagnia quale un ulteriore tassello all'interno di una rete antiviolenza già ben strutturata.

Foto di gruppo delle socie presenti

"Il tasso di denunce è ancora molto basso, stimato attorno al 10%" ha sostenuto infine la presidentessa nazionale Leila Picco, giunta a Lecco appositamente. "Sappiamo che l'ambiente dove si viene accolte certamente aiuta mentre il silenzio uccide" ha aggiunto, sottolineando così l'importanza di un'iniziativa che si sta diffondendo a macchia d'olio e che anche sul nostro territorio avrà un ulteriore "strascico". Annunciata infatti l'intenzione di allestire anche presso la Casa Circondariale di Pescarenico un luogo "ovattato" per i colloqui tra minori e genitore recluso. 48 le carceri già coinvolte nel progetto.
Piccola, suoi toni del blu, con tavolo e sedie in coordinato ed una stampa "d'autore" alle pareti la stanza arredata presso il Comando Provinciale potrà ora essere utilizzata, sperando che possa davvero aiutare chi porta un peso dentro a liberarsene.
A.M.
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