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Scritto Lunedì 02 ottobre 2017 alle 18:54

Ambrogio Sala: la regione predica bene ma razzola male e riduce i fondi sul sostegno all’assistenza domiciliare per i casi più gravi

Parlar bene e razzolare male
La Regione denuncia un taglio dei contributi da parte del Governo centrale. Ho cercato di ricostruire la situazione utilizzando i dati presi da Lombardia Sociale:

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N.B. queste cifre riguardano fondi stanziati nel 2017, ma formalmente risalenti ad un anno prima. E’ una prassi non corretta in vigore dall’applicazione della legge Turco (riforma assistenza sociale)

Ambrogio Sala


Come si vede, complessivamente, ha avuto un aumento di oltre 17 mila euro. Va detto che il finanziamento nazionale in questi ultimi anni è stabile come dimostrato dalla tabella soprariportata. I problemi veri stanno nel fatto che il Governo ha rideterminato al rialzo gli aventi diritto all’assistenza. Questa scelta di determinare gli aventi diritto (Alzheimer, ad esempio) pone fine ad una serie infinita di ricorsi al TAR che, generalmente, danno ragione agli utenti. Quindi la Regione deve scegliere cosa fare in Lombardia. Le Marche e la Sicilia, ad esempio, hanno reperito risorse aggiuntive.

La Regione ha predisposto un badget per il 2017 che prevede di mettere a disposizione per il sociale ed il sociosanitario queste cifre:


Il fatto grave è che la Regione ha scelto di tagliare sul sostegno all’assistenza a domicilio, colpendo per di più i casi più gravi.  La conseguenza è che ci sarà un aumento del disagio delle famiglie anche perché posti in RSA (case di riposo) non ce ne sono. Ho confrontato le liste di attesa tra il settembre 2016 e quello del 2017 ed ho scoperto che c’è stato un aumento percentuale delle code in tutta la Provincia:



Il maggior onere economico per le famiglie viene aggravato dalla Regione per la seconda volta. All’inizio del 2017 ha tolto la possibilità di avere un contributo fino 800 euro mensili da parte dei Comuni. Adesso c’è il rischio concreto che i mille euro regionali possano essere diminuiti sensibilmente causa l’aumento degli assistiti.

Collateralmente Maroni ha bloccato tutti gli accreditamenti per i posti dei centri diurni sia per gli anziani (CDI) che per i disabili (CDD). Questi due strumenti, uniti ad un rafforzamento delle politiche per il domicilio rappresentano l’alternativa alle strutture residenziali.

Sostanzialmente non c’è una vera politica verso i soggetti deboli, li si scarica sulle famiglie. Intanto, però, si spendono fondi in propaganda (meeting, pubblicità, patrocini) e la perla dello spreco sono i 50 milioni e 100 mila euro del referendum sull’autonomia di ottobre.

In periodi di crisi, in particolare, va usata l’austerità nello spendere e sostenere il più debole. Qui, invece, si predica che si debbono sostenere gli italiani in difficoltà quando si tratta di migranti, ma poi, nei fatti, in Lombardia si fa altro…
Ambrogio Sala
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