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Scritto Lunedì 16 ottobre 2017 alle 17:39

PM 10: Brianza inquinata, lecchese e Valsassina ancora puliti. Valmadrera e Moggio sotto, Lecco un giorno sopra 50 mµ/mc 

L’autunno è a metà del suo percorso, i riscaldamenti sono ancora spenti grazie (o a causa) di una temperatura fin troppo mite, ma l’aria è già diventata mefitica. Provvedimenti, finita l’emergenza 2016/2017, cioè attorno a aprile scorso, non ne sono stati assunti, se non dalla regione con le limitazioni di I° e II° livello al superamento della soglia di PM 10, rispettivamente per 3 e 10 giorni. Di sicuro i comuni sono rimasti a guardare. La centralina della Brianza è posta a Merate, ma i dati si possono calare anche nelle realtà di tutti i comuni circostanti: nei primi 15 giorni di ottobre il limite di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili è stato superato già 8 volte, cinque negli ultimi cinque giorni. La punta massima si è registrata il 13 con 76 mµ/mc. ; la minima il 7 con 25. Il guaio è che la media del periodo e pari a 51,54 mµ/mc. Siamo quindi già fuori dai parametri tollerati soprattutto perchè sommando gli sforamenti d’inizio anno il limite dei 35 giorni di superamento dei 50 mµ/mc è stato abbondantemente sfondato. Dunque prepariamoci a una stagione difficilissima dal punto di vista dell’inquinamento dell’aria.


Eppure qualcosa si sarebbe potuto fare negli ultimi anni, e da queste colonne l’avevamo più volte suggerito: dare vita a un vero e proprio piano regolatore del verde che prevedesse imponenti rimboschimenti e lo sviluppo del verde privato, favorito dalla normativa nazionale che prevede un “bonus verde” con detrazioni del 36% sulle spese di impianto e cura di terrazzi, giardini anche condominiali. Spazi verdi di certo non mancano nel territorio comunale e nei territori dei comuni limitrofi. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili; un ettaro di piante elimina circa 20 chilogrammi di polveri e smog ogni anno. Approntare un grande piano del verde dovrebbe essere tra le priorità di amministrazioni comunali che ormai, per le ristrettezze economiche e per l’oggettiva saturazione dei suoli, sono chiamate soltanto a gestire bene l’ordinario. Ma segnali in questa direzione non ne giungono.
In provincia l’Agenzia Regionale di protezione dell’Ambiente (ARPA) monitora anche i comuni di Lecco con centraline in via Amendola e in via Sora, Valmadrera, Colico, Moggio e Perledo. Purtroppo nei 15 giorni di ottobre le centraline di Colico e Perledo non hanno funzionato, quindi non ci sono dati. A Lecco in via Amendola non hanno registrato al momento alcun superamento dei 50 mµ/mc. La punta massima si è verificata il 3 ottobre con 47; la minima il 6 con 9. La media dei 15 giorni si è assestata su un 30,47 mµ/mc.

A Lecco in via Sora stesso discorso: un solo superamento, a 51 microgrammi per metro cubo l’11 ottobre; 8 la rilevazione più bassa il 6. Media del periodo 28,8 mµ/mc.
A Valmadrera nessun sconfinamento, punta massima il 12 ottobre con 41, minima il 7 con 9 mµ/mc.. Media dei 15 giorni 25,67 mµ/mc.

Infine uno sguardo sulla Valsassina attraverso la centralina posizionata a Moggio. Centralina che su 15 giorni ne ha funzionato soltanto 10. Anche lì il giorno peggiore è stato il 12 ottobre con 47 mµ/mc; il migliore il 6 con 6 mµ/mc. La media nei dieci giorni di rilevazione è stata di 24,9 mµ/mc.
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