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Scritto Martedì 31 ottobre 2017 alle 19:08

Valmadrera: per il fallimento della Altof, due rinvii a giudizio per presunte distrazioni

L'azienda Altof srl di Valmadrera
A poco più di due anni dalla sentenza di fallimento pronunciata dai giudici del tribunale di Lecco, si torna a parlare della Altof srl di Valmadrera, impresa specializzata nella produzione di linee di lavorazione e macchine industriali, che nel 2014 aveva annunciato l'intenzione di cessare l'attività. Inutile il tentativo da parte delle sigle sindacali di salvare il posto delle circa quaranta persone in forze presso l'azienda di Via Sabatelli, realtà storica per il territorio.
Stamani il giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo ha rinviato a giudizio l'amministratore e il liquidatore della società valmadrerese. Il prossimo 8 febbraio si aprirà per loro il processo dibattimentale dinnanzi al collegio giudicante, durante il quale dovranno difendersi dall'accusa di bancarotta fraudolenta. E' questo infatti il capo di imputazione contestato ai due dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso, titolare del fascicolo d'indagine. Attraverso la loro condotta - secondo la tesi della pubblica accusa - gli imputati avrebbero infatti contribuito ad aggravare il dissesto finanziario della srl, con distrazioni di 50mila euro riconducibili all'amministratore e di 90mila euro per quel che riguarda il liquidatore.
Ha fatto invece riferimento all'accordo di ristrutturazione che interessava la società all'epoca dei fatti, il difensore dei due imputati, Marcello Perillo, deciso a dimostrare in dibattimento l'estraneità dei propri assistiti rispetto all'accusa contestata loro dalla Procura. In particolare il legale del foro lecchese ha fatto riferimento all'articolo 217 bis della legge fallimentare (relativa ai profili di esenzione dal reato di bancarotta), ritenendo le cifre indicate dal pubblico ministero, il corrispettivo dei compensi spettanti ai due imputati per il lavoro svolto in azienda. Non ci sarebbe stata nessuna distrazione dunque, a detta dell'avvocato Perillo. La vicenda ad ogni modo, sarà meglio sviscerata nel corso dell'istruttoria dibattimentale al cospetto del collegio presieduto dal giudice Enrico Manzi. Si torna in aula il prossimo 8 febbraio.
G.C.
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