Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 119.680.608
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/04/2021
Merate: 32 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 23 µg/mc
Lecco: v. Sora: 20 µg/mc
Valmadrera: 22 µg/mc
Scritto Domenica 05 novembre 2017 alle 10:45

Salvini nazionalizza la Lega e rinuncia al 'Nord' nel simbolo. Le diverse reazioni da parte dei lumbard del territorio lecchese

Niente più Lega Nord ma soltanto ‘’Lega’’. Il Carroccio perde il cognome, anzi vi rinuncia per tentare di esportare il suo ‘’credo’’ al di fuori dei confini padani, molto più in giù di quell’Oltrepò sotto il quale un tempo sembravano fornicare soltanto ‘’ladroni e parassiti’’. E così il partito del Settentrione che il segretario Matteo Salvini ha cercato nell’ultimo periodo di rivoluzionare e portare alla ribalta nello scenario politico nazionale sta prendendo forma. Alle prossime politiche il simbolo sarà con ogni probabilità privo di ogni riferimento al Nord e il suo leader, Berlusconi permettendo e se i sondaggi ci stanno azzeccando, dovrebbe dare del filo da torcere alle altre coalizioni. Come ogni scelta anomala e in controtendenza rispetto alle abitudini, anche quella presa durante l’ultimo Consiglio federale leghista, che si era tenuto a Milano lo scorso 27 ottobre, ha suscitato all’interno del partito un certo dibattito.
Abbiamo chiesto ai leghisti lecchesi quale fosse il loro parere su questa svolta storica, considerato che la Lega ha sempre partecipato alle elezioni con la dicitura LN, cambiando di volta in volta lo slogan. I pareri, seppure ognuno li ha espressi a suo modo, sono stati generalmente a favore della scelta di Salvini. I più avversi, invece, sono anche quelli con la tessera di partito più datata. Non a caso il senatur Umberto Bossi, dopo l’ultimo Consiglio federale, abbia recentemente rinnovato la sua fedeltà al Nord, criticando la scelta del suo successore.

ANDREA ROBBIANI – Ex sindaco di Merate, dove attualmente è consigliere di minoranza

‘’Credo fondamentalmente che sia legittima l’aspirazione del Segretario federale, di certo questa scelta non cambia il nome del partito, perché in questo caso il Congresso dovrebbe riunirsi per condividere una modifica statutaria. La questione settentrionale tuttavia rimane con tutta la sua gravità, è un tema che non si è certo affievolito, a prescindere dal fatto di presentarsi con o senza il cognome del partito. Personalmente sono convinto che non prenderemo voti al Sud. Come potrebbero gli elettori meridionali avere interesse nel votare un partito come il nostro e non continuare a sostenere quelli che da sempre sono difensori dello statalismo, come il PD o Berlusconi e la Meloni (peraltro sono da sempre convinto che il PD non sia più la sinistra, ma che al contrario rappresenti un pezzo della DC e che quindi abbia sempre garantito lo statalismo).
La questione settentrionale deve essere difesa. D’altronde il referendum ha lanciato dei segnali chiari, e anche Matteo (Salvini, ndr) deve prenderne atto. Non credo che nazionalizzando il partito acquisterà più consenso. In politica poi quello che conta sono i numeri, le parole lasciano il tempo che trovano. Vorrà dire che se alle politiche la Lega arriverà al 30% va da sé che aveva ragione lui. Se al Sud però non sfonderà, qualche leghista contrario a questo annacquamento dovuto al cambio di nome potrebbe protestare e questo Salvini lo dovrà mettere in conto. In politica si ha ragione con i numeri’’.

MARCO BENEDETTI – Ex assessore alla Provincia, attualmente consigliere di minoranza a Verderio

‘’Per cambiare il simbolo occorre fare un Congresso, questa scelta riguarda esclusivamente le prossime politiche. Si tratta senza dubbi di una scelta storica di per sé, ma vorrei ricordare che in passato abbiamo adottato simboli altrettanto strani, in occasione di coalizioni con Forza Italia. Vorrei aggiungere, peraltro, che il Presidente Roberto Maroni ha già fatto sapere che per quanto riguarda le elezioni regionali il partito si presenterà come Lega Lombarda’’.

ANDREA VALLI – Ex consigliere LN a Merate

‘’Diciamo che il mio parere è ‘bifronte’. Devo premettere che ho sempre condiviso la linea politica di Salvini. In questi ultimi anni si è dato tantissimo da fare, ha lavoro parecchio come un vero leader politico deve fare. E’ stato a contatto con le persone, a contatto con gli altri leader politici, di tutti i livelli. E  questa sua apertura, su tutti fronti, in tutta Italia, tra i rom, a Napoli e in Sicilia, personalmente la condivido.
Detto ciò, non vedo come possa servire togliere ‘’Nord’’ dal simbolo, dopo tanto lavoro ben fatto.  Se fosse rimasto Lega Nord sarebbe andato bene comunque, anche perché la territorialità è sempre stata la connotazione di questo partito, la sua radice. Sono convinto che il cittadino votante sia molto più attento e molto più intelligente di quanto tante volte gli stessi politici siano portati a credere. Proprio per questo non credo che questa scelta sia in grado di spostare troppi voti. Chi non vota la Lega non ne condivide le ragioni, chi invece lo fa è in qualche modo fidelizzato a questo movimento’’.

MASSIMO PANZERI  - Capogruppo LN in consiglio comunale a Merate

‘’La scelta del Segretario va rispettata. Quello che mi auguro, da buon federalista quale sono, è che almeno nelle circoscrizioni rimanga il simbolo della Lega Lombarda, nella quale mi riconosco da sempre. Mi auguro dunque che avvenga quanto annunciato dal Presidente Maroni. Quello che ci sarà in Puglia o in altre regioni mi interessa relativamente, da umile militante non posso far altro che prendere atto e rispettare le scelte di Salvini. Come avrei fatto sei fossi in lui? Non sarei all’altezza’’.

FRANCO LANA – Segretario LN Merate

‘’E’ una scelta presa a livello federale, vorrà dire che ci sono state delle considerazioni profonde. Credo che Salvini si sia preso una certa dose di rischio. Quando cambi un logo così importante come quello della Lega Nord, un movimento caratterizzato per oltre trent’anni dalla territorialità, è un passaggio che qualche rischio lo comporta. Va da sé che nel momento in cui c’è un’indicazione di questo tipo da chi ha fatto bene fino a questo momento, non possiamo far altro che prendere atto di questa decisione, sperando che sia la decisione giusta. Chiaramente ci sono dietro una serie di ragionamenti di utilità e convenienza politica.
In parte potrebbero centrare anche le richieste di restituzione di denaro portate avanti dai giudici della Procura di Genova. E’ un po’ come succedeva a Berlusconi, quando inizi ad ottenere forti consensi cercano subito di bloccarti. Ora, è evidente che senza un centesimo non si possa avviare una campagna elettorale profonda, non puoi nemmeno affittare la sala civica di viale Lombardia a Merate se non hai 50 euro. Di certo non posso dire con certezza che anche questa cosa abbia spinto a prendere tali decisioni, ma potrebbe avere influito. Presentare un unico partito ben identificato, con tutti i voti che confluiscono verso la Lega, seppure in coalizione, sarà fondamentale per pescare voti anche al di fuori dei bacini storici’’.

GIUSEPPE MAGNI – Ex sindaco leghista di Calco

‘’So di per certo, avendo i miei trascorsi e diverse conoscenze tra ex onorevoli, che c’è un certo malumore. Non mi riesco a spiegare come sia possibile, anche a fronte del successo di immagine derivato dalla vittoria al referendum, che ora Salvini tolga il nome ‘’Nord’’. Va contro agli ideali di allora e di oggi. Non so cosa si aspetti dalle elezioni regionali siciliane, forse di prendere il 10%. Io sono convinto, al contrario, che non andremo oltre l’1,5%. Credo che Salvini non abbia lo stesso spessore politico di Umberto Bossi, e questo lo si può rivedere anche nei risultati locali. Qui a Calco la Lega è sempre stato in assoluto il primo partito. E’ soltanto negli ultimi quattro anni che il consenso è sceso. Mi pare che Salvini stia andando a cercarsi delle rogne’’. 

MASSIMILIANO GALBIATI – Segretario LN Lomagna
‘’Ne ho parlato giusto questa mattina con il segretario di Casatenovo e siamo ovviamente della stessa idea: i tempi cambiano e le cose vanno migliorate. L’evoluzione di quello che sarà e dovrà essere, che sta accadendo pian piano, non è certo un qualcosa che si possa sviluppare a livello provinciale, ma serve un impatto politico a livello nazionale. Purtroppo è ovvio che a tanti darà fastidio chiamare Lega Nord solamente Lega.  Qualcuno potrà anche storcere il naso, ma la voglia di cambiamento a livello politico che stiamo vedendo e discutendo, sono sicuro che potrà convincere in molti a votare Lega.
Le frange estremiste ci sono un po’ dappertutto, d’altra parte, e credo che i secessionisti siano soltanto una piccola nicchia. La Lega è ancora per il federalismo, e questo dovrà essere favorito anche dall’evoluzione giusta che stiamo vivendo. Per fare un esempio, faccio parte del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione e ho notato che almeno il 50% delle persone che ne fanno parte sono giovani di 30 anni. Sono ragazzi in gamba e ricoprono ruoli fondamentali. Lo dice anche Salvini: largo ai giovani. Per questo è necessario un cambiamento’’.

DANTE DE CAPITANI – Sindaco di Pescate

‘’Questa decisione la vedo bene. Secondo me è finito il tempo dell’indipendentismo. I problemi grossi l’Italia li ha con l’immigrazione incontrollata. Più che chiudere le frontiere del Nord ora dobbiamo pensare alla Nazione. Per questo sono favorevole a questo nuovo evento, la questione di portare avanti il Nord da solo non ha più senso di esistere. Dobbiamo iniziare a difenderci da questa invasione selvaggia che sta rovinando tutto. I confini non sono più quelli della vecchia Lega Lombarda. D’altronde, di occasioni per parlare di indipendentismo e sollevare la situazione del Nord ce ne sono state tante e abbiamo sempre fallito.
Perciò ben venga che Salvini abbia deciso di portare la Lega a livello nazionale, per avere un raffronto vero con questi ‘mantenuti a sbafo’ che stanno continuando ad arrivare in Italia. Dobbiamo tutelare questo Paese in totale, nonostante tutto si sta andando verso la globalizzazione. E poi certamente bisogna lavorare per mettere tutte le Regioni in condizione di ben operare, per favorire una responsabilizzazione a mio avviso necessaria’’.

CINZIA BETTEGA – Capogruppo LN in consiglio comunale a Lecco

‘’E’ normale considerare questo un passaggio molto delicato e soprattutto riuscire a conciliare la questione sia sotto l’aspetto ‘’sentimentale’’, per così dire, che di quello relativo alla realtà della politica. La Lega è indubbiamente nata come un movimento che ha posto all’attenzione nazionale la questione settentrionale, che c’era e allora non era evidente. E’ vero anche, però, che questo movimento ha avuto fasi diverse, dalla stagione del federalismo a quella del logo Lega Nord accompagnato sempre da ‘indipendenza padana’. Ora la Segreteria di Matteo Salvini lavora per uscire da questi confini geografici e politici.
Le attività del nostro segretario federale dimostrano con coerenza quella che è la sua linea, con le sue visite in tutta Italia, per allargare il movimento oltre alle storiche zone, che sono serbatoio del consenso che ha la LN. Dico anche che in occasione del referendum è stato precisato più volte che questa richiesta di autonomia abbia legittimamente a che fare anche con le altre Regioni d’Italia, non soltanto la Lombardia e il Veneto. Questo non significa che le esigenze del Nord vengano meno, però dal momento che ci si propone alla guida del Paese non ci si può certo identificare solo nelle Regioni Settentrionali. C’è un’evoluzione in atto. Ho partecipato all’ultimo congresso ben cosciente delle convinzioni di Matteo Salvini, il quale si propone alla guida di un partito in grado di preoccuparsi dell’intero Paese. Quindi, che ci siano decisioni che seguano questa linea mi pare abbastanza naturale’’.

LORENZO BODEGA – Ex sindaco di Lecco, Senatore della Repubblica fino al 2012 con LN, ora consigliere comunale d’opposizione nel capoluogo con una lista civica

‘’Questo è un segnale molto chiaro che non si tratta più della Lega di Bossi. E’ un malessere che io stesso avevo percepito nel 2012, quando lasciai il gruppo della Lega al Senato. Si tratta di una direzione presa da tempo, già con Maroni, e adesso con Salvini. E’ tutt’altro tipo di movimento politico rispetto a quello di Bossi, che non riesco a comprendere come abbia potuto assistere inerme a questo cambiamento già in corso da parecchi anni, almeno da quando Maroni tenne quel comizio di Bergamo agitando le scope, dicendo di voler fare pulizia all’interno del movimento. Allora tanta gente che non la pensava così se né andata, nonostante volessero bene alle tante battaglie federaliste fatte. Con questo non voglio criticare le scelte, se si vuole identificare sul livello nazionale può ben farlo, ma non so come possano pensarla i leghisti della prima ora’’.

ALESSANDRA CONSONNI – Sindaco di Ballabio

‘’Al di là del nome contano le scelte di fondo: a mio avviso la Lega Nord ha senso in quanto movimento identitario che si proponga di difendere e dare egemonia a tutto ciò che rappresenta il patrimonio storico, culturale e spirituale di un preciso territorio, ovvero la sua tradizione e le peculiarità di un popolo. Attualmente nella Lega siamo di fronte ad una sorta di antitesi tra chi propugna le istanze del Nord in chiave di mere rivendicazioni economiche e chi propone tematiche di attualità politica in chiave nazionale.
Tra quella dell'economia locale e quella della sovranità nazionale, credo esista una terza via, peraltro non incompatibile con le altre due, purché considerata prioritaria: quella dell'identità. Se il movimento affermerà con forza il principio identitario, poco importa che si chiami Lega Nord o semplicemente Lega, quello che vale sono i contenuti’’.

FLAVIO NOGARA – Segretario Provinciale LN

‘’La Lega Nord ha un compito ben preciso, quello di prendere in mano le redini dell’Italia riuscendo a coalizzare l’intero centrodestra. Perciò bisogna lanciare il messaggio di una politica nuova in tutto il Paese. Resteranno certamente le circoscrizioni della Lega Nord e i movimenti pro-Salvini, e questo nuovo simbolo elettorale unico andrà a racchiudere tali movimenti. Sia ben chiaro, siamo appena usciti da un referendum estremamente importante con il quale il partito ha dimostrato di non voler rinnegare quelli che sono i propri ideali e gli obiettivi che devono andare a beneficio dell’intero Paese. Questo è il progetto di Salvini. Una riforma di Stato in senso federale deve essere condivisa da tutte le terre del nostro Paese. Sono estremamente convinto che sia la scelta giusta.
Basti vedere le piazze che Salvini sta riempiendo in questi giorni in Sicilia e nel Centro Sud italiano. Stiamo dimostrando di riuscire a trasmettere il nostro messaggio ovunque. Sono convinto che il Paese sta capendo che è l’unica direzione giusta, e sono oltremodo convinto che Salvini avrà la possibilità di prendere in mano il Paese da premier, con il centrodestra unito’’.

LUCA CAREMI – Segretario LN Calolzio

‘’Credo che sia una scelta corretta, anche alla luce Congresso che si è svolto qualche mese fa. Questa è la linea politica di Salvini, che non ha mai fatto mistero di voler portare un po’ in tutto il territorio nazionale le nostre proposte. Ritengo che sia una scelta corretta e in qualche modo anche prevedibile.
Sono convinto che il consenso personale del nostro Segretario, approvato anche dai sondaggi, sia la ragione giusta per capitalizzare il consenso del partito anche in zone che non sono nei canoni storici della Lega Nord. Penso che siamo di fronte ad una nuova epoca politica, in cui sono cambiate moltissime cose, e soprattutto non vedo altri leader in grado di governare con il centrodestra oltre a Salvini’’.

ELENA ZAMBETTI - Consigliere provinciale LN, ex sindaco di Ello

“A me risulta che si toglierà il nord dal simbolo soltanto per queste elezioni, ma che comunque in generale resterà Lega Nord. Si tratta di una questione spinosa e noi vogliamo capire come Matteo Salvini ha intenzione di fare: da quello che ho potuto capire  sembrerebbe che l'obiettivo sia quello di togliere il simbolo per non dare l’idea di correre alle nazionali soltanto come nord. La Lega però, nasce come Lega Nord e rimane tale, anche se Salvini sta facendo bene al sud e sta ottenendo voti. Ad ogni modo per me è ininfluente, perché chi dà consenso sa comunque come la pensiamo indipendentemente dal fatto che ci sia il termine nord o meno e andando al governo centrale è chiaro che poi la Lega debba pensare a tutte le regioni d'Italia''.

ROBERTO FERRARI - Sindaco di Oggiono

''La Lega è sempre la Lega, al di là del termine nord. La nostra storia non cambia: sappiamo tutti qual è la linea del nostro partito''.




ANTONELLO FORMENTI - Consigliere regionale LN, consigliere a Castello B.za

“Penso che questa notizia, come le tante che vengono diffuse, abbia la necessità di essere chiarita e contestualizzata. Avendo deciso di correre a livello nazionale, questa intenzione mi sembra corretta. Occorrerà però capire le posizioni che emergeranno dai militanti, alcuni dei quali hanno manifestato qualche perplessità. Personalmente però, ritengo che la decisione sia stata compresa''.


FERDINANDO CERESA - Consigliere comunale LN a Oggiono

“Questa decisione non mi entusiasma, perché sono federalista e autonomista convinto per cui penso che la Lega sia Lega Lombarda, almeno per me in particolare. Sono legato più al territorio che non al discorso di un partito nazionale come altri. Quindi va bene a livello nazionale, ma in un disegno federalista autonomista che è il motivo per cui sono entrato in Lega”.


GIOVANNI PASQUINI - Segretario LN Oggiono

''Io sono stato delegato al congresso federale di Parma e in quell'occasione non ho votato modifiche statutarie: al momento il partito si chiama Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Il cambio del simbolo può avvenire solo ed esclusivamente attraverso un congresso. La scelta comunque, non ancora definita, riguarda le elezioni politiche e  non ad esempio quelle regionali, nel tentativo di andare a raccogliere il consenso del sud. E' cosa buona tentare di convincere tutti, nella logica di poter attuare il federalismo. Ci aveva provato anche Bossi a guadagnare un risultato a livello nazionale, ma i risultati erano stati modesti: può essere però che negli anni le posizioni siano cambiate. Le elezioni di questi giorni in Sicilia possono rappresentare un primo test importante. Quello che è certo a mio avviso è che dopo l'esito del referendum è tornato a soffiare forte, fortissimo il vento del nord: le tematiche del federalismo e dell'autonomia non sono mai venute meno. La questione settentrionale è vivace e forte e dopo la consultazione referendaria c'è moltissimo fermento''.

ENNIO FUMGALLI - Consigliere comunale LN Castello B.za

“Io il termine nord dal simbolo non lo avrei tolto. Abbiamo fatto l’altro giorno il referendum per avere l’autonomia, quindi per me andava lasciato esattamente dov’era”.




CLAUDIA FERRARIO - Consigliere provinciale LN, consigliere a Barzanò

''Questa scelta è una logica conseguenza del risultato del congresso: si sapeva bene qual era il progetto nazionale di Matteo Salvini e io convintamente l'ho sostenuto. Se vogliamo una Lega capace di governare e di cambiare le regole, questo è un passo necessario. Logicamente mi dispiace che venga tolta la parola nord, ma ora serve un partito nazionale. L'ufficialità rispetto a questa decisione dovrebbe essere formalizzata durante l'assemblea del direttivo nelle prossime settimane''.

LORENZO CITTERIO - Responsabile provinciale Sicurezza e Immigrazione LN

''La linea di Salvini esprime un progetto politico che si estende a tutta Italia. E' una decisione presa nell'ottica delle prossime elezioni nazionali, poi si vedrà. Credo che il fatto di voler puntare a tutto il territorio italiano non sia incompatibile con la linea storica del partito, anche perchè in questo senso il referendum ha dato un segnale importante. Sono sicuro che il progetto federale sarà attuato: Matteo Salvini vuole un'Italia che pur nella diversità delle regioni possa essere unita, valorizzando le autonomie. Quello che la sinistra ha sempre professato a parole, senza però attuarlo nei fatti''.

SIMONE BESANA - Segretario LN Casatenovo e Monticello

''La decisione non è ancora stata ratificata ma ad ogni modo l'intenzione è quella di togliere la parola nord soltanto in vista delle prossime elezioni politiche, poichè Salvini vuole presentare un simbolo unico per tutta Italia. Finchè si parla di elezioni è un conto, per il resto non è possibile attuare un cambiamento dall'oggi al domani. Serve una ratifica di simbolo e statuto da parte del consiglio federale: è un percorso lungo. Il risultato del recente referendum ha dato delle indicazioni ben chiare rispetto alla volontà dei cittadini di attuare il federalismo, rispetto invece alla proposta di Renzi che tendeva a centralizzare. A questo proposito i militanti sono con Matteo Salvini''.

ALBERTO SPREAFICO - Consigliere nazionale LN, consigliere comunale a Missaglia

''Non ho nulla in contrario rispetto alla modifica del simbolo, è già stato fatto in passato e oltretutto la decisione è stata presa dal direttivo federale, non è stata certo improvvisata. Io sono tra quelli che vede di buon occhio l'evoluzione del movimento: è giusto crescere. Se la Lega lavora a livello nazionale, non ci vedo nulla di sbagliato: siamo tutti all'interno di un unico movimento''.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco