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Scritto Mercoledì 27 dicembre 2017 alle 20:22

Il Ponte Vecchio illuminato è pericoloso

Egr.Direttore testata giornalistica
Lecco online.com,
Veniamo da anni in vacanza in Valsassina e anche in queste festività stiamo facendo così.
Con piena soddisfazione. Milano non soffoca ma staccare avendo a due passi la bellezza della montagna e della bella città di Lecco per compere e una passeggiata, libera non solo i polmoni ma pure i pensieri. Rilassa e rigenera.
In una camminata serale sul lungolago di Lecco, l’altra sera non si sentiva nemmeno il freddo tanto era bella la vista con una sorpresa aggiuntiva e inaspettata: il Ponte Visconti illuminato nelle sue numerose arcate.
Bello. Complimenti.
Posso però fare una critica, agli assessori alla Viabilità e al Patrimonio del Comune,  in questi giorni di vacanza con l’auspicio, che venga valutata, se già non emersa, perché l’estetica non può essere, per nessuna ragione al mondo, a discapito della sicurezza?
Il Ponte Visconti con quelle illuminazioni è molto, troppo, pericoloso.
Mi stupisce che non siano state fatte delle prove, delle verifiche, e conseguentemente delle risolutive modifiche.
Per la mia esperienza e per quanto senza difficoltà si può vedere anche nell’illuminazione dei molti monumenti di Milano, ma non solo, ci sono spesso e volentieri, in concomitanza di sensi di marcia, incroci o tratti stradali, anche di breve percorrenza, come lo è questo di Lecco, accorgimenti di posizione, piccole copriluci che ne limitano o indirizzano il fascio, senza mortificarlo, al monumento da valorizzare e non al contesto intorno. Tantopiù che qui a Lecco non è solo una questione estetica o di comodità ma di sicurezza. Le auto, gli automobilisti, sono accecati da un fascio così forte e mal posizionato.
L’ho sperimentato anche personalmente quando sabato ho cenato da Giovannino a Malgrate, un ottima cena che quelle luci stavano mandandomi di traverso
Mi è stato detto che l’intervento è costato oltre 100.000 euro. Mi pare che siano indubbiamente tanti, tanti, soldi. Una ragione in più perché è il lavoro debba essere fatto a regola d’arte e non solo per l’opera d'arte.
Fabio Colombo, Cassina Val.na
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