• Sei il visitatore n° 174.077.470
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Giovedì 25 gennaio 2018 alle 14:40

Omicidio di Sogno, la difesa: 'Sulla soglia della sentenza, nessun pendolo può ancora oscillare'. Proposta una dinamica alternativa

Ha puntato tutto sulle presunte lacune investigative e sulla personalità "compromessa" dell'imputato l'avvocato Patrizia Guglielmana, arrivando, dopo un lungo e appassionato monologo, a chiedere l'assoluzione del proprio assistito, per non aver commesso il fatto o, in subordine, per mancanza di prove, chiedendo in questo caso il minimo della pena con la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle contestati aggravanti e il ridimensionamento delle somme chieste dalle parti civili (200.000 euro quale provvisionale in favore della sorella della vittima e 103.000 euro quale cifra ominicomprensiva per la nipote Cristina Bonacina).
"Ergastolo significa no fine pena"
ha esordito la penalista. "Questa difesa è venuta davanti a voi perché credo che il fatto non sia avvenuto come sostiene il pubblico ministero" ha aggiunto rivolgendosi ai giudici (popolari e togati della Corte) prima di addentrarsi nell'elencazione di una serie di "anomalie" riscontrate - a suo giudizio - in fase di indagini, etichettando il processo come indiziario, "perché nessuno ha visto e l'unico testo che poteva aver visto qualcosa non è stato utilizzato", con riferimento a Leonilda Losa, presente in casa al momento dell'omicidio, seppur al piano superiore, portata in Aula solo all'ultima udienza, proprio su richiesta della difesa, senza mai averla sottoposta prima a riconoscimento fotografico pur avendo la stessa sostenuto fin dal primo accesso dei carabinieri alla sua camera da letto, il giorno del ritrovamento del cadavere di Maria Adeodata, di aver visto il probabile assassino frugare nel comò alla ricerca di denaro o altro.
Come la sorella Marilena, intervenuta a seguire, ha così provato a fornire una versione alternativa della sequenza di avvenimenti sfociati con il brutale assassinio dell'87enne. Rifacendosi alla deposizione resa ieri dalla 98enne sorella della vittima, è stato infatti ipotizzato che, nel primo pomeriggio del 9 giugno 2016, uno sconosciuto si sarebbe avventurato sulle scale interne all'abitazione, spingendo Adeodata a chiedere aiuto, alla finestra, con quel "go bisogn" riferito da Guzzetti. Entrando in casa, l'imputato avrebbe così assistito - parzialmente - all'omicidio: il soggetto terzo, sui gradini, avrebbe infilato un pettinino in bocca all'anziana per tapparle la bocca, prima di sbatterle la testa contro il corrimano per poi colpire nel basso ventre il 60enne, così come egli stesso ha riferito nelle proprie deposizioni. Da qui l'uomo non avrebbe più capito nulla. "Ha visto una scena pazzesca. Anch'io l'avrei descritto così, diabolica. Da cattolico praticante" ha sostenuto l'avvocato Marilena Guglielmana, al suo 18esimo processo per omicidio, colpendo i presenti in Aula per la capacità "teatrale" nell'enfatizzare i passaggi salienti del proprio monologo, a cominciare dall'attacco. "Sulla soglia della sentenza, nessun pendolo può ancora oscillare" ha detto infatti, sostenendo altresì come Lecco sia una "città spaccata su questo delitto", non convincendo la colpevolezza di Guzzetti. Introdotti così - come già nel corso del dibattimento - sospetti su una serie di uomini e donne sui quali non si sarebbe indagato a sufficienza. Vicini, parenti delle due signore, il ragazzo tossicodipendente escusso ieri in Aula. "Se questa è l'ipotesi alternativa è una prova in più logica che sia stato Guzzetti ad assassinare la Losa" ha replicato il PM, ritenendo assolutamente improbabile che un assassino non torca un capello all'unico testimone oculare presente sulla scena. "La ricostruzione è quantomeno fumosa" ha aggiunto.
"Mister X è rimasto mister X" ha a sua volta ribattuto la difesa che, in fase di arringa, ha calcato la mano sulle mancanze dell'indagine e sull'assenza di un perché. "In questo processo non c'è il movente. E il movente è importante in un processo dove viene chiesto l'ergastolo".
"Il presidente aveva chiesto "datemi un'alternativa". Quante ve ne ho sciorinate oggi?" ha concluso l'avvocato Marilena Guglielmana, citando un quadro esposto in Tribunale a Milano. Con "l'alba che arriva, e fuoriesce dalle tenebre", auspicando così che quest'oggi emerga la verità.
La sentenza è ora prevista non prima delle 16.30.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco