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Scritto Lunedì 29 gennaio 2018 alle 08:40

Lecco perduta/99: la casa della cultura e dell’arte in corso Martiri

Il Palazzo
Un settimanale locale, nel febbraio 1962, dedicava un’intera pagina al progetto di realizzare una casa dell’arte e della cultura nel palazzo a portici Gerosa Crotta sul corso Martiri. L’iniziativa era privata, grazie ad un mecenate, Antonio Gerosa Crotta, che dichiarava: “l’istituzione verrà intitolata al mio genitore, Valentino, e sarà dotata di un cospicuo fondo monetario per tutte le iniziative e le spese relative”.
Sempre il settimanale locale scriveva che i primi “appunti” sul progetto della casa dell’arte e della cultura erano stati registrati durante la cerimonia ufficiale della donazione al Touring Club Italiano del parco Valentino, ai Piani Resinelli. In quell’occasione (1961) gli eredi Gerosa Crotta donarono al Touring Club Italiano 50 ettari di terreno, coperto da boschi di faggi e larici, a quota 1400 sul monte Coltignone del gruppo delle Grigne, per la costituzione di un parco nazionale intitolato a Valentino Gerosa Crotta.
Per il palazzo della cultura e dell’arte gli stessi benefattori avrebbero donato l’intero palazzo sul corso Martiri, di oltre 100 locali, per complessiva 3000 metri quadri di superficie coperta, con annesso cortile interno e giardino.
Valentino Gerosa Crotta, al quale sarebbe stata dedicata la casa dell’arte e della cultura, era nato a Lecco il 23 aprile 1868. Pioniere dell’industria siderurgica lecchese nel 1896 fu tra i sottoscrittori dell’atto costitutivo della Società Anonima Ferriere del Caleotto. Del complesso fu nominato direttore generale e tale carica ricoprì per 50 anni, migliorando la lavorazione e la produzione.
Quando, nel 1946, rassegnò le dimissioni dalla prestigiosa carica che per mezzo secolo aveva ricoperto, ricevette dal gruppo Caleotto una pergamena ricordo di benemerenza, nella quale si poteva leggere “I soci del Caleotto, riconoscendo l’altissimo merito del cav. rag. Valentino Gerosa Grotta nello sviluppo delle Acciaierie e Ferriere del Caleotto e laminatoio di Arlenico, da lui con costante, intelligente attività durata quasi un cinquantennio, condotta ad un grado di potenza notevole: ne additano l’esempio alle nuove generazioni delle officine e degli uffici, ricordando che solo nell’esercizio scrupoloso dell’onestà, della pratica quotidiana del lavoro e nell’umiltà del vivere si appaga la coscienza e si raggiunge la meta delle patrie fortune”. Valentino Gerosa Crotta è deceduto nel 1960, a 92 anni di età. E’ sepolto nella cappella di famiglia presso il cimitero del quartiere Maggianico in Lecco.
Nel servizio di presentazione del progetto casa della cultura si evidenziava che l’attività della stessa si sarebbe svolta all’interno del palazzo di corso Martiri, 53, con mostre d’arte, concerti, conferenze, corsi di cultura ed altro. Non si escludeva che la casa fosse dotata di una libreria e di una bottega di cornici per i pittori. Un consiglio di studiosi lecchesi avrebbe coordinato tutte le iniziative e tutte le attività relative.
L’articolo indicava anche un’apertura prevista, entro un anno, vale a dire per gennaio/febbraio 1963. Sarebbero stati necessari piccoli lavori interni per abbattere muri affinché fosse possibile ricavare un salone per mostre ed un salone per conferenze. Era anche prevista la realizzazione di una biblioteca e di una pinacoteca.
Erano tutti validissimi progetti, ma sulla casa della cultura e dell’arte è calato il silenzio ed il palazzo con i portici di corso Martiri ha avuto altre destinazioni.
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