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Scritto Domenica 04 febbraio 2018 alle 21:47

ELEZIONI REGIONALI 2018: COME SI VOTA

L'impianto della legge elettorale lombarda è del 2012 e fu l'ultimo atto del Consiglio regionale retto da Roberto Formigoni. A dicembre 2017 con la legge 38 sono state inserite alcune modifiche. Si tratta di una legge proporzionale con premio di maggioranza. Il candidato alla presidenza della Giunta regionale (futuro governatore) che ottiene il maggior numero di voti ha diritto a 44 seggi (il 55% dei 79 seggi che compongono l'aula) da ripartire in base ai consensi conquistati dalle liste che lo sostengono. Se detto candidato supera il 40% dei suffragi ha diritto a 48 seggi (il 60%). Con la modifica di dicembre è stato abolito il cosiddetto "listino bloccato del presidente" (quello per intenderci di cui beneficiò la Minetti) e al suo posto è stata introdotta la preferenza di genere.

Come si vota
La votazione per l'elezione del presidente della Regione e del Consiglio avviene su un'unica scheda. L'elettore ha diverse opzioni:
- votare solo il candidato-presidente;
- votare il candidato-presidente e una delle liste collegate, apponendo una X sul simbolo della lista;
- votare il candidato-presidente e una lista a lui non collegata (il cosiddetto "voto disgiunto");
- votare solo la lista, sapendo che in tal caso la sua preferenza va automaticamente anche al candidato-presidente collegato.

Sulla scheda i lombardi possono esprimere due preferenze ma di genere diverso, cioè una per un maschio e una per una femmina e della medesima lista. Se non viene rispettata la regola di genere, la seconda preferenza viene cancellata.

Chi vince
Vince il candidato-presidente che arriva primo. Il secondo ha diritto di entrare in Consiglio regionale.
In Consiglio regionale entrano 80 persone, elette con criterio proporzionale sulla baste di liste presentate a livello provinciale. È garantita la rappresentanza a ogni provincia in base al numero di abitanti. Si va da 1 seggio per Sondrio a 25 per Milano.
Ogni lista deve essere presente in almeno cinque province e sono previste coalizioni a sostegno del medesimo candidato alla presidenza. La soglia di sbarramento per singola lista è fissata al 3% su base regionale.

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