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Scritto Mercoledì 07 febbraio 2018 alle 13:33

Galbiate: con la Protezione Civile un incontro per addetti alla cucina in strutture d'emergenza

In una realtà sociale e mediatica costruita su cifre esorbitanti in cui si discute a gran voce della necessità dell’accoglienza, il Comitato di Coordinamento Provinciale della Protezione Civile lecchese ha rinunciato per una sera al tema della quantità degli aiuti soffermandosi al contrario sulla loro qualità. Sono stati circa 30 i volontari – provenienti dei gruppi comunali di Abbadia, Bulciago, Annone Brianza, Galbiate, La Valletta, Valgreghentino, Cortenova, Imbersago e Montevecchia – che martedì 6 febbraio hanno preso parte alla serata finale del corso per addetti alla mensa/cucina in strutture emergenziali come campi di accoglienza o tendopoli.


Inaugurato dalle parole di Stefano Foschini, coordinatore della sezione ANA di Colico, l’incontro si è aperto con il macro-argomento dedicato alla sicurezza alimentare e a tutte quelle procedure di disinfezione e disinfestazione in grado di prevenire la contaminazione ad opera di batteri, pesticidi, infestanti chimici o - nei casi più estremi - radioattivi. L’obiettivo principale delle operazioni di sanificazione – ovvero di quei procedimenti di pulizia e detersione atti a rendere gli ambienti e le attrezzature idonei alla produzione ed al consumo dei pasti – è quello di rimuovere sia lo sporco grossolano sia i residui organici che costituiscono un terreno di crescita per i microbi, il tutto con il rigoroso utilizzo di acqua potabile.



Stefano Foschini

“Spesso con tutti i problemi che ci sono nei campi di accoglienza quello relativo alla pulizia in cucina passa in secondo piano, ma non deve essere così” ha sottolineato l’esperto. “Evitare la contaminazione crociata con emplici ma indispensabili accortezze è essenziale per il funzionamento delle strutture emergenziali. Insieme a queste, di fondamentale importanza sono anche le precauzioni contro animali infestanti come insetti, acari, roditori, blatte, rettili e uccelli che favoriscono la diffusione di germi patogeni quali batteri, virus, funghi e protozoi”. Proprio su questo scenario si è così collocata anche l'importanza di una corretta gestione dei rifiuti, ottimizzata dalla presenza di contenitori differenziati per la raccolta delle loro varie tipologie, regolarmente svuotati e collocati in appositi locali ben identificati.




Nonostante parte degli elementi patogeni o contaminanti che raggiungono la tavola dei centri di accoglienza siano conseguenze della presenza di animali randagi, il 30-40% dei casi di tossinfezione alimentare è determinato dalla contaminazione dei cibi ad opera del personale che li manipola. "Il corpo umano è veicolo di microorganismi sia sulle sue parti esterne, come cute e mucose, sia in alcune zone interne" ha sottolineato il relatore Marcello Dalzano introducendo al pubblico il secondo tema dominante della serata, ovvero quello relativo all’igiene del personale.

Staphylococcus aureus, escherichia coli e salmonella sono solo alcuni dei batteri in grado di attaccare l’organismo umano, alcuni a livello cutaneo (prime vie aeree e capelli), e altri attraverso il cibo ingerito, i contatti con ferite, materie prime o oggetti infetti, oppure tramite contaminazione fecale dopo l'uso dei servizi.

“Vista l’enorme quantità di germi in cui possiamo imbatterci diventa essenziale l’igiene delle mani, tramite le quali si possono diffondere molti microorganismi presenti nelle feci, sulla cute, e sulla mucosa del cavo nasofaringeo” ha chiosato Dolzano. “Ad essere sempre adeguato e conforme deve essere inoltre l’abbigliamento del personale, provvisto di idoneo copricapo e mascherina, e il comportamento degli addetti alla cucina, i quali hanno l’obbligo di comunicare al proprio responsabile disturbi o eventuali ferite che potrebbero determinare l’inquinamento o la contaminazione degli alimenti”.



Marcello Dolzano ed Ernesto Arsuffi

Ultimo, ma non per importanza, l’ambito della sicurezza dei volontari, istruiti sui rischi del loro ruolo dal funzionario addetto all'antinfortunistica Ernesto Arsuffi. Dall’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuali) fino alla descrizione delle attrezzature idonee a questi compiti, lo specialista ha snocciolato le tecniche per la corretta prevenzione di cadute e investimenti di materiali, rischi meccanici, elettrocuzione e incendio/esplosione. Anche in questo caso la regola aurea implicitamente condivisa è quindi “prevenire piuttosto che curare”, attraverso un’educazione individuale che, nonostante la gerarchia piramidale che caratterizza l’organo della Protezione Civile, renda ciascun membro competente e capace di confrontarsi con situazioni di emergenza e pericolo.
F.A.
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