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Scritto Sabato 17 febbraio 2018 alle 12:28

Perledo: prete accusato di appropriazione indebita. Spariti dalla chiesa calici e soldi

La parrocchia di Perledo
Quando Padre Mario Alagna è subentrato a Perledo ha deciso di procedere a stilare un inventario di tutti i beni di proprietà della parrocchia, un'operazione mai eseguita da nessun altro prima di lui. Mentre stava stilando l'elenco si era accorto della mancanza di alcuni oggetti sacri, in particolare di tre calici del XV, del XVI e del XX secolo, e subito aveva segnalato il fatto alle autorità competenti.
Al banco degli imputati è così finito il precedente responsabile della parrocchia San Martino, Padre Gerardo Del Duca, accusato di appropriazione indebita, ai sensi dell'articolo 646 del codice penale, per essersi impossessato, secondo le accuse tutte ancora da dimostrare, dei 3 calici e di altre somme di denaro dei fedeli e della stessa parrocchia. Dagli accertamenti svolti dai Carabinieri di Bellano – dove il vicario Episcopale Monsignor Maurizio Rolla si era recato per sporgere denuncia – era emerso che le coppe erano custodite in un mobiletto di una stanza della canonica: "La serratura della porta non era forzata e neanche la finestra" ha spiegato uno dei militari che avevano svolto gli accertamenti, "il mobiletto anzi era coperto da ragnatele e polvere: segno che nessuno ci aveva messo mano da parecchio tempo". Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche dei presunti debiti personali che il prelato avrebbe lasciato in un minimarket situato a pochi metri dalla casa parrocchiale e in un bar, sempre nelle vicinanze. "Risulta poi che due assegni donati alla parrocchia siano stati spesi direttamente dal Padre in un ristorante della zona" ha proseguito il Carabiniere, rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro, "e che non sia stata pagata una fornitura di gasolio, utilizzata per riscaldare la chiesetta della Natività Beata Vergine Maria: in questo caso era stato autorizzato il prelievo in contanti direttamente dal conto corrente". In particolare poi gli investigatori avevano rilevato alquanto particolare il fatto che sul conto corrente non risultassero accrediti, come ad esempio le offerte dei fedeli che sembravano non essere state versate.
Tra i nodi da sciogliere ora ci sono l'eventuale restituzione delle somme e la corresponsione al sacerdote dello stipendio previsto dalla CEI. Domande poste dall'avvocato difensore Elena Ammannato e a cui il teste in divisa non ha saputo rispondere.
Nella prossima udienza, fissata per il 20 luglio, verranno ascoltati diversi testimoni per far luce sulla vicenda: in quell'occasione dovrebbe comparire anche Mons. Maurizio Rolla, già citato per oggi. Il Vicario è stato sanzionato con 150 euro di multa dal giudice Maria Chiara Arrighi per non essersi presentato all'udienza odierna, fornendo una giustificazione non ritenuta sufficientemente valida.
B.F.
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