Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 118.978.179
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 13/04/2021
Merate: 16 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 4 µg/mc
Lecco: v. Sora: < 2 µg/mc
Valmadrera: 4 µg/mc
Scritto Domenica 18 febbraio 2018 alle 13:00

La denuncia di un lettore: cavo d'acciaio tirato ad un metro d'altezza lungo un sentiero sul Monte San Genesio

Ancora cavi d’acciaio potenzialmente pericolosi tirati – per far male – lungo i sentieri del Monte San Genesio. L’ultima segnalazione è di ieri.

Il cavo

Le foto a corredo di questo articolo sono state scattate infatti da un briviese che, con altri amici, nel pomeriggio di sabato si è concesso una passeggiata sull’altura “di casa”. Scendendo da Dozio verso Biglio Inferiore, sul territorio comunale di Valgreghentino, dunque, in un punto inserito nel Plis Monte di Brianza recentemente “annesso” per volontà dell’amministrazione comunale in ottemperanza alle nuove prescrizioni in materia al Parco di Montevecchia e della Valle del Cuore, la comitiva si è imbattuta in una “fune” metallica, dello spessore di 5 millimetri, posta perpendicolarmente rispetto al camminamento, all’altezza di un metro, capace dunque di “atterrare” in particolare i ciclisti che, vista la pendenza “favorevole” sono soliti mollare i freni per assaporare il gusto della velocità.

Il punto in cui è stato trovato

Una “guerra” – quella combattuta da qualcuno che mal tollera la presenza di escursionisti e amanti del cross (bici e moto) – che da anni viene portata avanti anche attraverso l’uso di questi cavi, tirati da un albero all’altro, quasi invisibili ad occhio nudo. Una “soluzione fai da te” condannata in passato da enti e autorità ma che, a quanto pare, non è ancora stata abbandonata.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco