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Scritto Mercoledì 21 marzo 2018 alle 17:14

Margno: a giudizio per un furto alle Poste, ''incastrato'' dal dna. Ma in aula nega tutto

Ad inchiodarlo sarebbero state le risultanze degli accertamenti del RIS di Parma, che avrebbero individuato tracce del suo dna su una bottiglia d'acqua rinvenuta all'interno dell'ufficio postale di Margno, in Valsassina. E' finito quindi a processo con l'accusa di furto Ettore M., detenuto per altra causa presso la casa circondariale di Bergamo. L'episodio - discusso questa mattina in tribunale a Lecco al cospetto del giudice Nora Lisa Passoni -  risale al 2009 quando il piccolo locale di Poste Italiane era stato scenario di un colpo avvenuto nottetempo. Per riuscire ad entrare l'autore - o gli autori - del colpo aveva forzato la saldatura della grata di una finestra, arrecando al contempo anche danni alla porta d'ingresso.
A ricostruire i fatti è stato il maresciallo Mercurio, all'epoca dei fatti in servizio presso la Compagnia carabinieri di Lecco, intervenuto in ausilio ai colleghi della stazione di Casargo. Quella mattina infatti la cassaforte dell'ufficio postale era stata smurata con l'ausilio di un flessibile e gettata a terra: un'operazione a seguito della quale i locali si erano completamente riempiti di polvere. Come ha riferito l'operante dei carabinieri questa mattina in aula, su una delle scrivanie dell'ufficio, oltre a visibili impronte lasciate dagli autori del misfatto, c'era anche una bottiglia d'acqua lasciata dall'unico dipendente in servizio presso l'ufficio postale. E' stato proprio quest'ultimo, escusso in qualità di teste, a riferire che quando se ne era andato il giorno precedente, la bottiglia era piena per metà. Dopo l'incursione invece, di acqua ne era rimasta molta meno. ''L'ho svuotata del suo contenuto, repertata e consegnata al RIS per effettuare le analisi'' ha aggiunto, spiegando di aver effettuato anche dei rilievi fotografici e dattiloscopici. Proprio dall'esito delle indagini del reparto investigazioni scientifiche sarebbero emersi indizi di colpevolezza nei confronti dell'imputato che tuttavia stamani ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni, ''gridando'' la propria estraneità ai fatti. ''Nego questa accusa, mi dichiaro innocente'' ha infatti affermato al termine dell'udienza, aggiungendo di sentirsi ''un proseguitato''.
In assenza dei militari della stazione di Casargo e del Ris, inizialmente citati per l'udienza odierna ma impossibilitati a presenziare, il procedimento è stato rinviato al prossimo 6 giugno per il completamento dell'istruttoria.
G.C.
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