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Scritto Martedì 27 marzo 2018 alle 12:16

Parte a Civate 'Purpurea 2020', uno studio sugli aironi per monitorare i loro ‘habitat’

Partirà dal versante nord-orientale del Lago di Annone, sul territorio comunale di Civate, il progetto di ricerca “Purpurea 2020”, un tracking satellitare tra la Lombardia e il Sahel dell’Airone rosso (Ardea purpurea) realizzato dall’Università di Pavia in sinergia con entità locali pubbliche e private come, nel caso del nostro territorio, Silea Spa. In estrema sintesi, gli studiosi installeranno dei trasmettitori miniaturizzati – simili a degli “zainetti”, dotati di pannelli solari, completamente innocui per gli animali – su alcuni esemplari nidificanti per monitorarne le rotte e indagarne gli habitat di vita e le abitudini alimentari, con l’obiettivo finale di trovare soluzioni per migliorare l’ambiente naturale in cui queste specie sono solite stabilirsi.
Il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia studia l’andamento delle popolazioni di Aironi di Lombardia e Piemonte dal 1972. Grazie a questa lunga serie di dati, i ricercatori hanno potuto vedere come, nel corso dei decenni, la sospensione della caccia agli aironi e la progressiva estensione degli appezzamenti di risaia in pianura abbiano favorito la loro diffusione anche nella zona pedemontana della Lombardia. Tuttavia, il cambiamento climatico minaccia la persistenza di queste popolazioni, in particolare per le specie che pur nidificando in Lombardia trascorrono l’inverno in Africa equatoriale. Questo è il caso dell’Airone Rosso, presente in Lombardia con circa 500 coppie nel 2016, principalmente distribuite nelle province di Mantova e Pavia, ma con una piccola popolazione visibile anche nei canneti pedemontani quali il Lago di Annone, la palude Brabbia (VA) e Torbiere d’Iseo (BS). Dalla Lombardia, gli Aironi Rossi dovrebbero percorrere circa 4000 km per raggiungere le loro aree di svernamento, probabilmente localizzate nella fascia del Sahel. Tra gli obiettivi del progetto c’è quindi quello di scoprire le rotte seguite in autunno e in primavera – che potrebbero essere costiere, passare da Gibilterra oppure attraversare trasversalmente il Mediterraneo – nonché di identificare con esattezza le tipologie di ambienti utilizzate per alimentarsi durante tutto il ciclo annuale.
“I primi aironi ad essere monitorati, già nelle prossime settimane, saranno proprio quelli del Lago di Annone” ha spiegato il Dott. Michelangelo Morganti, originario proprio del lecchese, che coordinerà il progetto insieme ai Prof. Giuseppe Bogliani e Mauro Fasola e al Dott. Michele Panuccio. “I trasmettitori che saranno installati sul dorso dei volatili saranno dotati di pannelli solari, potenzialmente in grado di funzionare per almeno due anni: direttamente collegati ai nostri computer, ci consentiranno di analizzare in tempo reale, una o due volte al giorno, tutti i dati relativi alla localizzazione esatta degli aironi e alla loro velocità di movimento, fornendoci inoltre ulteriori informazioni tecniche utili alle nostre ricerche. Come si evince già dal suo nome, il nostro progetto dovrebbe avere una durata triennale, ma non è escluso che possa protrarsi anche più a lungo, a seconda della “resistenza” dei trasmettitori satellitari”.
“Purpurea 2020” può vantare anche il patrocinio della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), con cui l’Università di Pavia è partner operativo nel progetto “Life Gestire 2020”, mirato alla conservazione delle aree protette della Regione Lombardia. È inoltre prevista una sinergia collaborativa con soggetti territoriali pubblici e privati sensibili al tema della conservazione della biodiversità: come ha sottolineato il Dott. Morganti, in questo contesto risulta fondamentale il già citato sostegno di Silea Spa, che metterà a disposizione dei ricercatori un contributo per tutta la durata triennale del progetto.
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