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Scritto Martedì 10 aprile 2018 alle 08:46

Olginate sceglie la strada più ‘faticosa’ e sogna un nuovo Parco: dibattito in Aula

L'Amministrazione Comunale di Olginate (non) ha deciso: per il "dopo PLIS" percorrerà "la strada più faticosa, quella non scontata, credendo nel sogno - che non è utopia - di un nuovo, grande Parco in grado di rispondere alle diverse esigenze di tutto il territorio interessato e di mettere in campo azioni concrete per una vera salvaguardia dell'ambiente". È questo, in estrema sintesi, il "succo" del primo incontro pubblico promosso nella serata di ieri, lunedì 9 aprile, dall'Amministrazione targata Passoni per discutere con i propri concittadini e con il gruppo di opposizione della possibilità di entrare a far parte (come i Comuni vicini di Olgiate Molgora, Airuno e Valgreghentino) del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a seguito della dismissione del PLIS del Monte di Brianza. Una serata, quella di ieri, che, per stessa ammissione del sindaco e della sua maggioranza, è andata oltre le aspettative, "avendo consentito di istituire un confronto tra posizioni anche molto diverse tra loro che possono rappresentare un punto di partenza per un nuovo percorso di riflessione e condivisione di idee".

L’assise consiliare

Il gruppo di minoranza. Da sinistra: Rosa Amati, Andrea Secchi, Riccardo De Capitani

"Dire sì o no sarebbe stato più facile, ma noi abbiamo scelto di percorrere la strada più difficile" ha esordito il primo cittadino, rispondendo anche a un'interrogazione sul tema presentata dal gruppo di minoranza Olginate Si Cambia. "Pertanto la questione non sarà portata in commissione, né in consiglio comunale. Sia chiaro, non ci stiamo defilando, anzi: la nostra volontà è quella di iniziare un percorso che porti alla creazione di un nuovo Parco, che superi quello del Curone e Montevecchia, così come quello del Monte Barro e il PLIS, per puntare su un'unica "dorsale". Non penso sia un'utopia: personalmente ci credo molto e mi impegnerò fino in fondo, con tutti i mezzi che ho disposizione, per realizzare questo progetto".
"Vogliamo essere noi i veri protagonisti della tutela e della salvaguardia del nostro territorio, partendo innanzitutto da Consonno, di cui in questi frangenti non si è mai discusso in maniera adeguata" ha ribadito il capogruppo di maggioranza Antonio Sartor.

Il sindaco Marco Passoni

Il capogruppo di maggioranza Antonio Sartor

"Siamo contenti di questo ripensamento da parte vostra" ha commentato, dal canto suo, Riccardo De Capitani, alla guida dell'opposizione. "Mentre noi, infatti, siamo sempre stati contrari a un possibile ingresso nel Parco del Curone, voi non avete mai espresso una posizione chiara e netta, iniziando a rendervi conto delle conseguenze di un'eventuale scelta a favore soltanto con il "pungolo" della nostra interrogazione e delle 2.500 firme raccolte per scongiurare la fusione".
A questo proposito, nei mesi scorsi si era costituito anche un apposito Comitato, rappresentato durante l'incontro di ieri da Massimo Colombo (ATC Meratese) e Stefano Simonetti, presidente FIPSAS, oltre che consigliere provinciale e membro del gruppo di minoranza in forza a Valgreghentino. È stato proprio quest'ultimo a prendere la parola per primo nel lungo dibattito. "Anche noi vogliamo la salvaguardia del nostro territorio, ma vogliamo anche vivere le nostre montagne: siamo sportivi, cacciatori e pescatori, imprenditori, proprietari terrieri e semplici amanti della natura, delle passeggiate in bici o a cavallo all'aria aperta, e in quanto tali vogliamo poter continuare a godere della natura che ci circonda, senza vincoli né limitazioni" ha dichiarato Simonetti. "Il PLIS non ha mai funzionato e credo che una fusione con il Parco di Montevecchia non sia la soluzione migliore per noi; molto positivo, invece, è il lavoro portato avanti dalla Comunità Montana, che potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza".

Massimo Colombo (ATC Meratese)

In prima fila, sulla destra, Stefano Simonetti e Giovanni Zardoni

Comunità Montana che, come ha sottolineato il vice presidente (nonché vice sindaco di Olginate) Marina Calegari, è sempre "aperta e disponibile al confronto e all'aiuto di tutti, a partire dai volontari e dalle associazioni locali".
"Prima però
- ha precisato quest'ultima, alle cui parole hanno fatto eco, pochi minuti dopo, quelle dell'Ing. Renato Corti - è necessario ragionare intorno ai concetti di salvaguardia e tutela: il vero problema da contrastare, con la collaborazione di tutti, è quello dell'abbandono del territorio, perché i vincoli esistono anche al di fuori dei Parchi...".
A dirsi soddisfatto della "decisione" presa dall'Amministrazione Comunale di Olginate anche Massimo Colombo, dell'ATC Meratese, che ha puntualizzato come "l'Ambito non avrebbe mai potuto convivere con le regole e le imposizioni di un Parco, che spesso hanno conseguenze nefaste: basta pensare alle sorti del lago, lasciato nelle mani dell'Adda Nord...".

Il vice sindaco Marina Calegari

Tra gli interventi anche quello di Giovanni Zardoni, coordinatore delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) dell'Ente di Montevecchia, che ha precisato alcuni aspetti "tecnici" emersi nel corso della discussione, chiarendo inoltre come la proposta di ampliamento del Parco da Regionale a Naturale (tanto temuta soprattutto dai cacciatori, per il connesso divieto all'attività venatoria) non sia mai stata presa in considerazione al momento delle riflessioni "post PLIS".
Ma, in fin dei conti, che fine farà il famigerato PLIS?
"Finora a questo riguardo non è mai stato istituito nessun confronto, che però potrebbe essere avviato durante il nostro percorso verso un nuovo Parco"
ha concluso il sindaco Marco Passoni. "Lo ripeto, l'obiettivo finale è e resterà quello della salvaguardia ambientale, che cercheremo di raggiungere attraverso una sintesi delle numerose posizioni emerse questa sera, cercando un equilibrio anche a favore della nostra collina, assolutamente da recuperare. Noi siamo abituati a sognare in grande e di certo non ci fermeremo qui: la nostra non è una scelta di mediazione al ribasso, bensì di ripartenza verso una meta nuova, certamente ambiziosa, ma non impossibile da conquistare".
B.P.
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