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Scritto Lunedì 30 aprile 2018 alle 09:08

Lecco perduta/112: c'era la classica ciclistica del 25 Aprile

C’era il 25 aprile la classica ciclistica del territorio lecchese, la corsa con la Coppa Martiri della Libertà, che aveva preso avvio nell’aprile 1946, un anno dopo la Liberazione. Rientrava nei festeggiamenti del 25, con un comitato promotore che vedeva in prima fila il Comune di Lecco e l’ANPI. Nella terza edizione del 1948 la corsa ciclistica vedeva l’organizzazione del Gruppo Sportivo Alberto Picco. Era riservata a dilettanti juniores e seniores; aveva il patrocinio della Gazzetta dello Sport ed era prova valida per il campionato lombardo, nonché gara indicativa per quello italiano. Si disputava su un tracciato di 150 chilometri, lungo un anello cittadino di 12 chilometri e mezzo, da ripetersi 12 volte.



La partenza della Coppa Martiri della Libertà, il 25 Aprile 1959

Il percorso partiva da piazza Manzoni, imboccava il lungolago per raggiungere la località Pradello (oggi più nota come Orsa Maggiore) ed imboccare la vecchia strada sterrata di via Stelvio (oggi cancellata dalla tragica frana del Febbraio 1969), per raggiungere via Col di Lana, largo Montenero e poi risalire verso i quartieri alti della città, sino ad Acquate, Germanedo, Belledo, scendendo lungo viale Valsugana, per ritornare poi verso il centro cittadino lungo corso Emanuele Filiberto, fino al traguardo finale di corso Martiri della Libertà, all’altezza della caserma dei Carabinieri. Erano in palio la Coppa Martiri della Libertà alla società con i migliori classificati nei primi cinque, la Coppa 25 Aprile a quella con il maggior numero di arrivati e la Coppa ANPI Lecco a quella appartenente alle province di Como, Sondrio e Bergamo con il maggior numero di arrivati nel tempo massimo. La corsa passò poi come regia organizzativa al Moto Velo Club Lecco, prima con il presidente Giovanni Carissimi e poi con Giorgio Riccardo Zoboli. Nell’albo d’oro delle prime edizioni spicca fra i vincitori Giorgio Albani, corridore di Monza, che sarà poi il primo classificato nella tappa del Giro d’Italia 1956 giunta a Lecco. Nel 1963 la Coppa Martiri della Libertà vide la solitaria vittoria di Felice Gimondi, che sarà poi il campione a tutti noto. Sono nell’albo d’oro della classica lecchese corridori dilettanti di prima categoria che sono arrivati con brillante carriera alle soglie del professionismo. E’ il caso di Lamberto Casini, di Abbadia Lariana, Luigi Ripamonti, di Valgreghentino, che vide alle sue spalle un altro brillante dilettante: Attilio Milani, di Garlate. L’edizione 1967 vide il successo di Tino Conti, brianzolo di Nibionno, che sarà poi fra i professionisti terzo ad un Mondiale, quarto ad un Giro d’Italia, vincitore delle Tre Valli Varesine, del Giro della Calabria, del Gran Premio di Prato, del Giro di Toscana e di altre prove. Nella cronaca del 25 Aprile edizione 1967 si può leggere: “Con un brillante assolo negli ultimi quattro chilometri, Tino Conti si è aggiudicato la Coppa Martiri della Libertà. Conti ha sorpreso i velocisti a Maggianico, mentre già si stavano preparando le posizioni per la volata, presentandosi solo sul rettilineo d’arrivo di corso Martiri, con una quindicina di secondi di vantaggio. La corsa, organizzata dal Moto Velo Club Lecco nel quadro delle celebrazioni per il 25 aprile, è stata duramente combattuta ad una media di oltre quaranta chilometri orari sui 153 chilometri del percorso”.
A.B.
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