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Scritto Venerdì 25 maggio 2018 alle 17:52

Cremeno: una 'scazzottata' fuori dal pub finisce in Tribunale

È stato probabilmente uno sguardo "di troppo" rivolto ad una ragazza durante una serata nel discopub "Mariposa" di Cremeno a far scattare un diverbio tra due ragazzi all'uscita del locale nella notte del 1 marzo del 2015. Dei chiarimenti che sono finiti poi in un cazzotto in pieno volto assestato a un giovane residente a Cremeno classe 1997: il colpo gli ha causato delle serie lesioni all'occhio sinistro, danni gravi che hanno reso obbligatorio un intervento chirurgico effettuato qualche settimana dopo al Sant'Anna di Como, per un periodo di malattia complessiva durato circa 3 mesi. A sferrare il colpo al ragazzo, all'epoca minorenne, sarebbe stato L.G., un ragazzo, classe 1994 di Primaluna, oggi a processo con l'accusa di lesioni personale e minaccia aggravata ai sensi degli articoli 582 e 612 del codice penale.
Secondo la tesi accusatoria, ricostruita parzialmente dinnanzi al giudice monocratico Maria Chiara Arrighi con la deposizione di diversi testimoni -versione ancora tutta da dimostrare-  l'imputato, assistito dall'avvocato Luigi Tancredi del foro di Lecco, non solo avrebbe "alzato le mani" nei confronti della persona offesa, nel contempo costituitosi parte civile mediante l'avvocato Ester Invernizzi, ma si sarebbe recato qualche giorno dopo a casa del ragazzo, a seguito della denuncia-querela presentata dal padre, cercando di fargli ritirare l'esposto. In quell'occasione, come riferito quest'oggi dal papà del ferito, rispondendo alle domande del Vpo Alessandro Figini, l'avrebbe minacciato: "si è presentato con un altro ragazzo e mi ha detto che io avevo bisogno dei Carabinieri e che lui invece sapeva arrangiarsi da solo". Una frase che ha fatto sì che l'uomo riferisse questi nuovi fatti agli uomini dell'Arma. Se tutti i testimoni intervenuti oggi, dalla parte offesa agli amici e conoscenti dell'imputato, hanno confermato che L.G. si sia recato all'abitazione della controparte tentanto di far ritirare a questi ultimi la denuncia, le versioni riguardanti la "scazzottata" all'ingresso del Mariposa sono discordanti. Gli amici dell'imputato presenti quella sera, hanno riferito oggi -ed anche all'epoca dei fatti- che il ragazzo sarebbe intervenuto per difendere un amico, che avrebbe per primo ricevuto un pugno sulla nuca sferrato proprio dalla parte offesa. Per fare maggiore luce sui fatti il processo è stato riaggiornato al prossimo 23 novembre, giorno in cui verranno ascoltati gli ultimi testimoni citati dalle parti, uno dei quali, non presentatosi oggi, verrà accompagnato coattivamente.
B.F.
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