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Scritto Sabato 26 maggio 2018 alle 08:30

Maggianico, ‘Un geologo a teatro’: i bimbi della ‘Toti’ in scena nel parco di V. Gomes

Un omaggio in grande stile quello tributato ad Antonio Stoppani dai 97 bambini della Scuola Primaria “Enrico Toti” di Maggianico, che nella serata di ieri, venerdì 25 maggio, hanno dato appuntamento a genitori, fratellini, nonni e piccoli amici presso Villa Gomes, che ha ospitato nella sua splendida cornice il loro spettacolo di fine anno.

Una rappresentazione decisamente originale, divisa in otto atti e “itinerante” tra il verde e gli angoli più suggestivi del parco, che per l’occasione si è trasformato in un affascinante palcoscenico a cielo aperto. Alla regia Daria Panettieri e Franco Piloni de “Il Filo Teatro”, che da gennaio ad oggi hanno costantemente collaborato con le insegnanti della Primaria per allestire lo spettacolo curando ogni minimo dettaglio, dai costumi d’epoca fatti indossare ai piccoli attori in erba, alla stesura del copione, all’assegnazione delle varie parti a seconda delle inclinazioni dei membri del cast.

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Ad occuparsi della musica, invece, sono stati gli alunni della Scuola Civica Zelioli, che hanno accompagnato le scene con le loro note per aiutare il pubblico ad immergersi completamente nello spirito della narrazione. Il canovaccio di “Un geologo a teatro” – questo il titolo della rappresentazione – è stato infatti incentrato sulla figura di Antonio Stoppani, nato proprio a Lecco, in Piazza XX Settembre, il 15 agosto 1854: abate, paleontologo e patriota, è concordemente considerato il padre della geologia italiana, sia per la rilevanza dei suoi studi che per l’impegno profuso nella didattica e nella divulgazione scientifica.
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Appassionato alpinista, nel 1874 divenne il primo presidente della sezione milanese del CAI, che proprio in quegli anni stava muovendo i suoi primi passi; nel 1848 aveva inoltre partecipato attivamente alla rivolta antiaustriaca delle Cinque Giornate di Milano, costruendo piccole mongolfiere che volando fuori dalla città accerchiata portavano messaggi di rivolta nelle campagne circostanti.

“L’Italia è libera, l’Italia è libera!”: così hanno gridato i bambini della “Enrico Toti” al termine del loro spettacolo, chiuso sulla scalinata di Villa Gomes con il lancio verso il cielo di tantissimi palloncini colorati, simbolo di libertà e di pace, in segno di omaggio a un uomo – prima ancora che a uno straordinario studioso e a un fervente patriota – che ha contribuito in prima persona a cambiare in meglio le sorti della nascente Italia.

Come dicevamo, le prime “tappe” di “Un geologo a teatro” si sono snodate qua e là negli ampi spazi del parco, tra l’area attrezzata con i giochi – dove sono entrati in scena i piccoli di prima con la loro “leggenda della Grigna” – e una sorta di “conca” naturale che ha ospitato “i minatori di Agordo”, incalzati nel loro lavoro da un ensemble di percussioni. E ancora, ecco la recita a memoria da parte del piccolo protagonista – calatosi perfettamente nei panni dell’abate – del passo probabilmente più noto e suggestivo dell’Iliade Brembana, il libro scritto da Antonio Stoppani per ricordare agli uomini che “il mondo non finisce in casa nostra, e quella particella del globo terracqueo che noi abitiamo, si chiami Lombardia o si chiami anche Italia, fa parte di un gran sistema, dove tutto è legato con vincolo”.

Prima del pathos finale, con la forte scena della lotta di liberazione delle Cinque Giornate di Milano in un’atmosfera di luci e ombre resa ulteriormente solenne dai rintocchi delle campane, non poteva mancare uno sketch più divertente e scanzonato con “i sogni di Ercolino” e il mitico “Carosello Galbani”, che ha strappato non poche risate a grandi e piccini. Uno spettacolo da 10 e lode, insomma, quello proposto dai bambini della Scuola Primaria di Maggianico, che con buona probabilità non dimenticheranno il loro “amico” Antonio Stoppani tanto facilmente: quello che è certo fin da ora è che l’incommensurabile “potere magico” del teatro è riuscito a trasformare positivamente anche i piccoli studenti della “Enrico Toti”, aiutandoli a mettersi in gioco senza timidezza né timore di sbagliare una battuta, ma con un’abbondante dose – chiaramente percepibile anche tra il pubblico – di entusiasmo, disinvoltura e spontaneità.
B.P.
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