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Scritto Martedì 03 luglio 2018 alle 21:12

Processo d'Appello bis per gli affiliati alla Locale di Calolzio: alleggerite le condanne

Un fotogramma estratto dai filmati girati dagli inquirenti
Processo d'Appello bis per 11 presunti affiliati alla supposta Locale 'ndraghetista di Calolzio "scoperta" all'esito di Insubria, l'inchiesta coordinata dalla DDA e affidata al ROS dei Carabinieri partita da episodi estorsivi ambientati nel comasco e da lì arrivata a smantellare, sul finire del 2014, oltre all'ipotizzata "unità" nostrana anche due realtà analoghe radicate nei comuni di Cermenate e Fino Mornasco, con gli inquirenti riusciti per la prima volta anche a videofilmare una cerimonia di "iniziazione" presso l'ormai celebre casolare di Castello Brianza scelto quale "location" per mangiate a base di capre costate davvero caro ai "commensali".
Nel giugno dello scorso anno la Cassazione aveva infatti disposto la ritrasmissione degli atti a Milano esclusivamente per il "ricalcolo" delle pene irrogate nei confronti di parte degli imputati per i quali, in prima battuta, non erano state riconosciute le attenuanti generiche concesse invece originariamente dal Gup Fabio Antezza. Non messa in discussione, in ogni caso, dagli ermellini l'effettiva sussistenza dell'associazione a delinquere di stampo mafioso, reato addossato a tutti i sodali, lecchesi e comaschi. Il "rewind", aveva dunque un esito piuttosto scontato: l'irrogazione di condanne lievemente alleggerite nei confronti di parte dei presunti sodali i cui legali avevano presentato ricorso in Cassazione.
8 anni e 8 mesi, quindi, la nuova pena stabilita per Antonino Mercuri di Airuno, supposto "capo" della Locale di Calolzio, contro i 9 anni e 4 mesi immaginati durante il primo processo d'Appello. 8 anni secchi, poi per il suo "vice" Antonio - "Occhiazzi" Mandaglio di Carenno così come per Marco Condò di Sotto il Monte, a giudizio con i fratelli Antonio di Torre de' Busi e Ivan di Calolziocorte condannati entrambi a 6 anni così come Rosario Gozzo di Carenno, Luca Mandaglio di Olgiate Comasco, Vittorio Varrone di Lecco nonché Albano e Antonio Panuccio di Dolzago. Se lo riterranno potranno "appellare" nuovamente la pronuncia odierna. Erano già diventate definitive, infine, le pene previste - sempre nell'ambito della Locale di Calolzio - per Giovanni Buttà di Calolziocorte (7 anni e 4 mesi), Michelangelo Chindamo (7 anni e 4 mesi), Bartolomeo Mandaglio di Vercurago (6 anni e 10 mesi), Giovanni Marinaro di Calolzio (4 anni, in continuazione con la condanna nell'ambito dell'inchiesta Wall Street) e Nicholas Montagnese di Torre de' Busi (6 anni).
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