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Scritto Martedì 16 ottobre 2018 alle 14:46

Calolzio, crack della Trafileria: anche l'ad tratta per 'risarcire', udienza il 29 gennaio

Passa di mano il fascicolo incentrato sul crack della Trafileria del Lario (già Trafilerie Brambilla): il Gup titolare, il dr. Massimo Mercaldo, da qualche settimana è stato trasferito a Como, lasciando in eredità lo scottante faldone – frutto dell’attività investigativa delegata dai sostituti procuratori Nicola Preteroti e Paolo Del Grosso al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo – al collega Salvatore Catalano, alle sue prime sedute da Giudice per le udienze preliminari, dopo aver maturato una lunga esperienza prima in sede civile poi quale Giudice monocratico e membro del Collegio giudicante presso la sezione penale. A quest’ultimo, che già si era pronunciato nell’ambito del Riesame proposto da alcuni degli indagati a seguito dei sequestri operati dalle Fiamme Gialle, nella tarda mattinata odierna, dunque, il compito di aggiornare la causa ad altra data, stante il legittimo impedimento del nuovo legale che, affiancato al collega lecchese Fabrizio Consoloni, rappresenta l’onorevole Michela Vittoria Brambilla ed il padre Vittorio Brambilla, dopo la nomina del professor Alessio Lanzi, primo difensore scelto dall’industriale calolziese, a membro laico del CSM in area Forza Italia, sancita dal Parlamento nel corso dell’estate.
Quella di quest’oggi non è stata comunque un’udienza “a vuoto”: come già padre e figlia, indicati rispettivamente dagli inquirenti quali l’amministratore di diritto e il supposto amministratore di fatto dell’impresa di famiglia, anche l’amministratore delegato Alessandro Valsecchi, per il tramite del proprio legale, avrebbe infatti annunciato l’intenzione di risarcire il fallimento, con trattativa effettivamente già avviata con l’avvocato Carlo Galli, toga a cui si è affidato il curatore Diego Bolis, optando altresì per affidargli anche la causa “parallela” avviata invece, in sede civile, presso il Tribunale speciale per le imprese di Milano (si veda qui).
 Valsecchi, come Nicola Vaccani, cognato dell’ex ministro e liquidatore della società, parrebbe intenzionato, a questione economica chiusa, ad adire poi al patteggiamento. Non è ancora chiara, invece, quale sarà la scelta processuale tanto della forzista quanto del padre che, dopo aver versato 3 milioni di euro circa a copertura dei supposti reati tributari evidenziati dalla Procura, hanno già “saldato il conto” con la curatela con un’iniezione di 6 milioni nelle casse del fallimento. Ancora più enigmatica, infine, la posizione degli ultimi tre imputati nell’ambito della presunta bancarotta ricostruita dai PM e dunque i tre ex sindaci della Trafileria, i piemontesi Francesco Ercole, Mario Ercole e Aida Tia. Il quadro, dopo lunga attesa, potrebbe forse tratteggiarsi nella sua completezza alla prossima udienza, fissata per il 29 gennaio.
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A.M.
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