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Scritto Venerdì 14 dicembre 2018 alle 22:00

Il TAR respinge il ricorso dei sindaci 'dem' contro il commissariamento del Parco Adda Nord

L'assessore regionale Maria Claudia Terzi
L'annuncio lo ha dato - in maniera non propriamente fine, via social - l'assessore leghista alla Mobilità di Regione Lombardia Maria Claudia Terzi, già delegata all'Ambiente della Giunta Maroni, colei nell'ottobre del 2017 decise di commissionare il Parco Adda Nord, destituendo l'intero consiglio di gestione e nominando contestualmente quale reggente dell'Ente sovracomunale il dr. Giovanni Bolis: il ricorso contro il provvedimento, presentato un anno fa,  dai Comuni di Lecco, Airuno, Calco, Cassano D'Adda, Olginate, Paderno D'Adda, Solza, Verderio e dalla Provincia di Bergamo, è stato respinto dal Tar.
"Ora i sindaci rendano conto ai cittadini dei soldi pubblici spesi per impugnare un atto di trasparenza e legalità" aggiunge di suo l'esponente del governo regionale. "Da assessore all'Ambiente, nella scorsa legislatura, avevo commissariato la gestione del Parco Adda Nord in seguito alle verifiche svolte da Arac che avevano rilevato molteplici irregolarità amministrative e contabili. Nonostante le gravi risultanze dell'accertamento di Arac, i sindaci del Pd avevano cercato di difendere i compagni di partito e di cadreghe coinvolti. Giustizia è fatta" il duro commento della Terzi che già all'indomani della decisione di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale contro il commissariamento aveva parlato di una mossa meramente politica dei proponenti.
La vicenda, come si ricorderà, muove dalle contestazioni mosse dagli ispettori regionali che, come si legge nell'atto che giustifica l'azzeramento del consiglio di gestione presieduto da Benigno Calvi, subentrato da poco ad Agostino Agostinelli, avrebbero riscontrato irregolarità che "si riferiscono soprattutto ai seguenti profili: violazione delle procedure di acquisizione di personale, di affidamento di incarichi e di aggiudicazione di appalti di servizi e forniture; carente motivazione nei provvedimenti amministrativi; omessa redazione dei contratti in forma scritta; mancanza di rispetto delle prescrizioni previste dal d.lgs. n n. 33/2013. [...] Parte delle irregolarità riscontrate sono riconducibili anche all'esercizio di un'inadeguata attività di indirizzo e di verifica costante".  
Nulla - ad oggi - si conosce dell'eventuale sviluppo, sul piano giudiziario, della questione. Ed il Parco rimane commissariato.

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