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Scritto Venerdì 21 dicembre 2018 alle 21:28

Lecco: approvato, tra le perplessità, l'ultimo tassello per la costituzione dell'impresa sociale

Passaggio cruciale per l’impresa sociale questa sera, venerdì 21 dicembre, durante la riunione del Consiglio comunale di Lecco che ha approvato lo statuto della nascente Girasole, la società mista composta dal consorzio di cooperative Consolida (al 51 per cento) e da 26 Comuni del distretto di Lecco, cordata da cui si sfilata ieri Calolzio. Primo tentativo di opposizione quello della Lega, che ha presentato la richiesta che la delibera venisse preventivamente sottoposta ad un esame formale preventivo da parte della Corte dei conti “a tutela di tutti i consiglieri” ha precisato Stefano Parolari. Ma le forze di maggioranza non hanno ritenuto necessario questo passaggio, seguendo l’indicazione del sindaco Virginio Brivio che ha invitato a “non far passare il principio che c’è sempre un giudice superiore rispetto all'operato dei funzionari e di chi ha competenze tecniche, perché sarebbe un messaggio di sfiducia ad una struttura che non se lo merita”. Il primo cittadino ha aggiunto che  “il Comune è stato anche invitato a smettere di chiedere pareri con una comunicazione in cui viene esplicitato che il parere non può concernere l’adozione di specifici atti, ma questioni di carattere generale sull’applicazione di norme in tema di contabilità pubblica”.

L'esito della votazione

A tornare nel merito di quanto Palazzo Bovara è stato chiamato a votare è stato l’assessore ai Servizi sociali Riccardo Mariani: “Si tratta di un’importante delibera che fa seguito al percorso intrapreso con cui abbiamo deciso quale forma gestionale adottare, lavorando all’interno del contesto dell’ambito distrettuale di Lecco. È stato un lungo lavoro che ha portato alla costruzione di una situazione valida che prefigura uno scenario strategico inedito e di grande valore per le politiche sociali e i servizi destinati alle persone vulnerabili e fragili. Dentro quel parternariato pubblico-privato che costruisce la storia delle politiche sociali lecchesi che oggi viene rinsaldato in questo nuovo modello, che consolida la tradizione in una dimensione societaria. L’operazione è stata portata avanti all’interno di un profilo di coerenza, dimostrata dagli atti prodotti nel tempo”.
Battagliero il gruppo consiliare Con sinistra cambia Lecco che tramite la senatrice Loredana De Petris (Leu) ha portato la questione all’attenzione dei ministri alla Salute, al Lavoro e alle Politiche sociali con un’interrogazione: “Il Consiglio comunale di Lecco ha approvato il 30 ottobre 2017 una proposta che affida al mercato la scelta del soggetto che gestirà i servizi alla persona. A quanto mi risulta le relazioni tecniche consegnate riguardano solo ed esclusivamente lo studio della società mista e non offrono in alcun modo un quadro comparativo con altre scelte per legge possibili: gestione in economia, azienda speciale e appalto dei servizi. In merito alla tipologia di società sono arrivati tre pareri contrari da parte dei tecnici e funzionari di almeno uno dei Comuni interessati sulla legittimità, sulla tenuta economica e sulla qualità del servizio; inoltre, nello studio di fattibilità non sono state approfondite alcune problematiche rispetto agli aiuti di Stato alle imprese, al regime fiscale Iva e al rischio connesso alla gestione della convenzione”. Per questo la senatrice ha chiesto ai ministri di “attivarsi presso l'amministrazione competente affinché vengano chiarite le numerose incongruenze riguardanti l'intera gestione del servizio, avviando un monitoraggio e un controllo specifico per verificarne le incongruenze, nonché le possibili irregolarità riguardanti l'amministrazione delle risorse umane, economiche e strumentali”.
Tornando tra le mura di Palazzo Bovara è stato lo scetticismo per la nuova forma di gestione sociale a prevalere tra le forze di opposizione. “Siamo gli unici in Italia a fare questa cosa - ha sottolineato Anghileri - non vedo una coda dietro di noi che ci segue. Se un Comune non è in grado di gestire i servizi sociali a cosa serve? Lecco ha perso l’occasione di diventare davvero il capoluogo di Provincia su una partita così importante in nome di un privato che ha un peso diverso da quello che ci era stata annunciato, infatti nel Cda peserà per il 70 per cento contro il 30 dei Comuni, a fronte dell’impietoso parare di Ancitel e a fronte di tempistiche inadeguate: lo statuto da approvare ce lo avete mandato l’altro ieri”.
Considerazione quest’ultima condivisa anche da Massimo Riva del Movimento cinque stelle che ha ribadito che è mancato "il tempo e il modo di approfondire nelle commissioni opportune”. Aggiungendo alla discussione anche la recente circostanza che il Comune di Calolzio si è sfilato dalla costituenda impresa. “Il fatto che venga meno un incide su quello che a tutti gli effetti è un piano industriale, che tra l’altro non abbiamo ancora visto”. Anche Riva ha poi sottolineato la questione della sproporzione tra pubblico e privato: “Ci troviamo di fatto ad avere il socio pubblico in minoranza e gli indirizzi politici rischiano di essere schiacciati dai numeri. Il peso più importante nella compagine societaria lo avrà chi eroga il servizio”. Un elemento questo evidenziato con forza anche dalla Lega che, con Stefano Parolari, ha rivendicato che il “controllo non può essere quello delle carte e della burocrazie”. Lo stesso aspetto è stato stressato dai consiglieri dei Forza Italia e della lista civica promossa da Bodega che hanno ugualmente votato contro la delibera. Si è invece astenuto il gruppo di Ncd: "La storia e la tradizione dei servizi sociali del nostro territorio non sono stati valorizzati dalla normativa degli ultimi anni e adesso ci troviamo a rincorrere una legge paradossale. Io voglio che venga riconosciuto il patrimonio enorme del privato sociale del territorio, ma di fronte al fatto che nessuno segue questa alternativa bisognerebbe valutare bene i passi che stiamo facendo”.
M.V.
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