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Scritto Mercoledì 02 gennaio 2019 alle 18:14

Lecco: dopo un lustro il numero dei fallimenti ritorna a salire. Nel 2018 ne sono stati depositati 64. L'elenco con tutti i nomi

Sembrava una discesa lenta ma progressiva: dal 100 – tondo tondo – toccato nel 2013, si era passati a 93 nel 2017, 88 nel 2015, 67 nel 2016 e 55 nel 2017. Il numero dei fallimenti decretati dal Tribunale di Lecco è tornato invece a salire nel 2018 con 64 pronunce di cui le prime tre, per onor del vero, depositate in Cancelleria nell’anno appena trascorso in relazione a provvedimenti presi però nel dicembre precedente. 


Nell’elenco, per storia e volume d’affari – nonché per presenza “massiccia” di suoi mezzi sulle strade lecchesi, capaci di rendere a tutti quantomeno famigliare l’insegna bianca su sfondo blu - spicca Tipes di Olgiate, unica tra le imprese “andate all’aria” ad essere una spa. La forma sociale prevalente, come facilmente immaginabile, è la srl anche se a colpire probabilmente maggiormente l’attenzione nello scorrere il tabellone riassuntivo sono le snc e le sas con i nomi e i cognomi dei relativi soci trascinati nel baratro nonché le quattro piccole imprese individuali che non hanno retto l’onda lunga della crisi.
Se variegato è anche il settore di riferimento, il mondo del mattone – tra costruzioni e immobiliari – parrebbe purtroppo essere stato nuovamente falcidiato. E se il 2017 si era aperto con il fallimento di Modulo Zeta, studio d’ingegneria di Filca Cooperative il cui “crash” ha chiuso la lista dello scorso anno, nel 2018, in una sorta di grande effetto domino, hanno fatto la stessa fine anche altre tre realtà parte della stessa galassia e dunque all’impero edile di Giacomo Fumeo: si tratta di Fincasa Lombardia (che, stando alla proposta di concordato preventivo inizialmente presentata, avrebbe debiti per circa 40 milioni di euro, senza considerare quelli infragruppo), società che si occupava di erogare i finanziamenti per la “casa madre”, FILCA FCS Società Cooperativa in liquidazione e FITES - SERVIZI DI TESORERIA FILCA SRL in liquidazione.
A livello territoriale – considerando che a Lecco molto spesso le imprese hanno solo sede legale presso studi di commercialisti – la Brianza parrebbe aver subito maggiormente il colpo, con – di contro – l’Alto Lago escluso dal mesto elenco così come la Valsassina, con una sola presenza oltre alla Cava di Cortabbio srl, in attività nell’omonima località a Primaluna pur trovando formalmente casa a Garbagnate Monastero.
Due delle imprese in tabella avevano tentato di giocare la carta del concordato: si tratta della Sanitec sas di Casartelli Clelia in liquidazione e dell’Impresa edile Micheli Livio & figli srl in liquidazione. Complessivamente, sono state 12 le istanze di questo tipo avanzate al Tribunale di Lecco. L’ultima è arrivata dalla Tubettificio Europeo srl, immobiliare della più nota società produttiva con lo stesso nome (ma differente ragione sociale), dichiarata fallita nel 2016. A luglio ha chiesto l’ammissione – per citare solo i casi più noti – la Aerosol Service Italiana srl di Valmadrera (con la procedura recentemente riuscita a vendere un ramo d’azienda per 2 milioni di euro, dando nuova speranza ad almeno parte dei lavoratori lasciati a casa) mentre a aprile la domanda l’ha presentata Rex Supermercati spa in liquidazione (con il giudice delegato Edmonto Tota impegnato con l’avvocato Carlo Galli a delineare l’alienazione dell’ingente patrimonio immobiliare della società e dunque la vendita dei punti vendita di proprietà). Avrà durata di sette anni (2019-2016), infine, il piano della Maggi Group srl di Olginate, la cui istanza di ammissione al concordato in continuazione è data gennaio 2018. La ristrutturazione prevede tra le altre cose la concentrazione dell’attività produttiva in un unico immobile, che sarà condotto in locazione; la continuità, in via indiretta, del ramo d’azienda costituito dall’attività di commercializzazione di minuterie metalliche (c.d. “fai da te”) che sarà conferito in una Newco di cui Maggi Group sarà socia al 50% e che sarà esercitato congiuntamente al ramo d’azienda che la società controllata Scaioli s.r.l. concederà in affitto alla Newco, costituito dall’attività di produzione e commercializzazione di catene di ridotte dimensioni e minuterie metalliche; la vendita a terzi di due beni immobili non più funzionali allo svolgimento dell’attività produttiva; lo scioglimento, ex art. 169bis L.F., di tre contratti in corso di esecuzione (un contratto di locazione immobiliare e due contratti di locazione finanziaria immobiliare), la cui prosecuzione risulta eccessivamente onerosa per la Società e, comunque, aventi ad oggetto beni che non più funzionali per l’attività della Società; la conversione di parte di un credito, vantato da tre società fornitrici estere, in capitale sociale di Maggi Group; la transazione Fiscale, proposta all’Agenzia delle Entrate, all’INPS, all’INAIL e ai Fondi Previdenziali ai sensi dell’art. 182ter L.F., avente ad oggetto il pagamento parziale e dilazionato dei debiti aventi natura fiscale e previdenziale.
La proposta prevede che l’attivo complessivamente destinato ai creditori anteriori nell’orizzonte di piano sia pari a euro 12.777.935,90 a fronte di un passivo complessivo di euro 27.581.188,00. L’adunanza dei creditori è fissata per il 7 febbraio nella stanza del giudice Edmondo Tota.
Alice Mandelli
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