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Scritto Martedì 22 gennaio 2019 alle 16:01

Introbio: 'Norda' rinuncia alla concessione per usare l'acqua minerale di lago di sasso

La sorgente di acqua minerale a monte del Lago di Sasso in Val Biandino non interessa più a Norda: la società Acqua minerali d’Italia spa che ha inglobato il brand con “casa” a Primaluna, ha infatti rinunciato (con largo anticipo) alla concessione rilasciata dall’amministrazione provinciale, mai effettivamente sfruttata.
La presa d’atto, con conseguente archiviazione della pratica da parte dei tecnici di Villa Locatelli, è datata 15 gennaio.
L’iter autorizzativo si era aperto nel 2005 con il permesso accordato alla spa per la ricerca di acqua minerale sul territorio di Introbio ai piedi del Pizzo Tre Signori. Individuata la sorgente, due anni dopo era arrivata la Concessione mineraria denominata “Lago di sasso” per la durata di trent’anni. E’ del 2012 infine, a seguito della presentazione di istanza per la dichiarazione di pubblica utilità delle opere da parte di Norda, l’impresa aveva ottenuto il sì della Provincia al progetto relativo alla costruzione delle tubature necessarie per convogliare l’acqua verso lo stabilimento di Primaluna dove già confluisce quella prelevata dalla sorgente Daggio, a 1.935 metri d’altitudine, incanalata verso l’imbottigliamento attraverso 10 chilometri di canali in acciaio inox come espressamente indicato sul sito internet aziendale, evidenziando la purezza e la leggerezza del prodotto “made in Valsassina”. A metà dello scorso anno la formalizzazione della scelta di dismettere la concessione a cui ha fatto seguito il sopralluogo alla sorgente da parte dei funzionari di Villa Locatelli per la verifica dello stato dei beni oggetto del rapporto e la conseguente richiesta di messa in sicurezza della galleria mineraria, sbarrandone l’imbocco, garantendo al contempo il libero deflusso delle acque verso valle. Risolto anche questo punto, alla Provincia non è rimasto altro che – tramite determina dirigenziale a firma dell’Ing. Tagliaferri e dell’Ing. Valsecchi -  prendere atto della rinuncia di Norda alla concessione che, ovviamente, non sarà ora in qualche modo rimessa sul mercato. Se qualche altro privato si dimostrasse interessato al prelievo dell’acqua minerale che sgorga sopra il Lago di Sasso, dovrà infatti ripetere da capo la trafila burocratica, con la consapevolezza che nel frattempo sono anche cambiate alcune disposizioni in materia ambientale.
A.M.
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