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Scritto Venerdì 01 febbraio 2019 alle 13:31

Crac Banca Etruria: dopo la condanna dell'ex Presidente, il 25 vanno a processo. C'è anche il lecchese Alberto Bonaiti

Come ulteriori 24 imputati, anche l'avvocato lecchese Alberto Bonaiti ha scelto la strada del dibattimento: la prima udienza del processo per il crac di Banca Etruria è fissata per il prossimo 2 aprile ad Arezzo, dopo l'uscita di scena - all'esito della lunghissima giornata di ieri, con la camera di consiglio sciolta solo alle 19.30 - di quattro "big" che hanno optato per l'abbreviato. Si tratta, in primis, dell'ex presidente Giuseppe Fornasari e dell'ex direttore generale Luca Bronchi: 5 anni la pena irrogata nei loro confronti dal GUP aretino Giampiero Borraccia, al netto dello sconto concesso per il rito. Ed ancora di altri due componenti dei diversi cda che si sono alternati alla testa dell'Istituto e dunque dell'ex vice presidente Alfredo Berni (2 anni) e di Rossano Soldini (un anno) con quest'ultimo che, a differenza degli altri tre, rispondeva di bancarotta semplice e non di bancarotta fraudolenta.
Nel corso della requisitoria in Aula i PM hanno ripercorso le tappe che - a loro giudizio - hanno portato al dissesto finanziario di Banca Etruria, soffermandosi sui diversi finanziamenti sospetti da milioni e milioni di euro evidenziati nel corso dell'attività investigativa dalla Guardia di Finanza, concessi a soggetti ritenuti a posteriori non meritevoli e mai restituiti.
Alberto Bonaiti, già presidente di Banca Lecchese poi assorbita dall'Istituto di Arezzo, ha fatto parte del penultimo consiglio di amministrazione di Banca Etruria. Alla notifica dell'avviso di garanzia, nel dicembre 2016, lo stesso professionista - classe 1962 - aveva precisato come il proprio coinvolgimento nella vicenda è legato all'approvazione collegiale di alcune delibere risalenti al periodo 2008-2011, finite all'attenzione delle Fiamme Gialle e della squadra del Procuratore Roberto Rossi, presente ieri in Aula alla lettura del dispositivo affiancato dai sostituti Julia Maggiore, Angela Masiello e Andrea Claudiani.
Nello specifico, nella sua qualità di ex amministratore privo di delega - e dunque non parte di quel "direttorio" che a detta degli inquirenti avrebbe preso le decisioni poi portate in cda per la mera ratifica - all'avvocato lecchese erano inizialmente contestati 5 presunti fatti di bancarotta fraudolenta, poi derubricata a bancarotta semplice già prima dell'udienza preliminare. Ieri il GUP lo ha assolto in relazione ad un episodio.
Tre, complessivamente, le pratiche di finanziamento che toccano anche Bonaiti che dovranno dunque essere lumeggiate nel corso del dibattimento, la più sostanziosa delle quali vagliata non solo da Etruria ma anche da un pool di altre 13 banche senza far scattare campanelli d'allarme.
"Il rinvio a giudizio è una decisione che non ci sorprende affatto" commenta l'avvocato Stefano Pelizzari, difensore del collega. "Era impensabile che un procedimento così importante e con ampi risvolti mediatici si  concludesse in udienza preliminare. Andremo in dibattimento nella convinzione di dimostrare il corretto operato dall'avvocato Bonaiti. Siamo già moderatamente soddisfatti - aggiunge altresì il penalista lecchese - della derubricazione da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice e dell'assoluzione per un capo d'imputazione".
A far ben sperare sul fronte penale, poi, anche la decisione della Corte d'Appello di Firenze che, nell'estate scorsa, ha annullato le sanzioni applicate dalla Consob tanto al lecchese quanto ad altri soggetti che avevano proposto ricorso contro le multe emesse dall'authority di Borsa nel 2017 per supposte mancate informazioni rispetto ad un aumento di capitale del 2013, frutto - a detta dei giudici - di un processo di accertamento avviato tardivamente.
Con Alberto Bonaiti affronteranno ora il processo, chiamati a rispondere a vario titolo del default di Etruria, Franco Arrigucci, Mario Badiali, Federico Baiocchi Di Silvestri, Maurizio Bartolomei Corsi, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Piero Burzi, Paolo Cerini, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Paolo Luigi Fumi, Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Saro Lo Presti, Gianfranco Neri, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Carlo Polci, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi, Massimo Tezzon.

A.M.
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