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Scritto Giovedì 28 febbraio 2019 alle 12:08

Calolzio: 8 studenti dell'Ist. 'Rota' all'International Cosmic Day

Gli studenti del Liceo scientifico calolziese “Lorenzo Rota” sono stati protagonisti di un'altra straordinaria esperienza: nelle scorse settimane si è svolto a Milano il settimo International Cosmic Day, evento internazionale promosso da laboratori pionieri nella ricerca della fisica delle particelle, quali il tedesco DESY, lo statunitense Fermilab e il CERN (Organizzazione europea per la ricerca nucleare). Lo scopo di questa giornata è quello di promuovere l’incontro tra studenti delle scuole superiori e ricercatori provenienti da tutto il mondo, per far conoscere e approfondire lo studio delle radiazioni cosmiche e i fenomeni ad esse connessi. Cosa sono le particelle cosmiche e da dove arrivano? Come possono essere misurate? Quali sono i fattori che le influenzano? Durante l’International Cosmic Day gli alunni partecipanti hanno potuto trovare risposta a tali domande non solo seguendo seminari informativi, ma mettendosi in gioco e operando come veri e propri scienziati. Hanno avuto la possibilità di osservare ed esaminare dati provenienti da un rivelatore di raggi cosmici per poi confrontare i loro risultati con quelli di coetanei provenienti da altri paesi attraverso una videoconferenza in lingua inglese. Ultimo passo è stato quello di realizzare un report esplicativo sui metodi di analisi utilizzati e le conclusioni conseguite. Ha partecipato a tale iniziativa anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano che quest’anno ha visto tredici delle sue sezioni universitarie, tra cui quella di Milano Bicocca, aprire le porte ai giovani aspiranti ricercatori.



Otto ragazzi dell’Istituto Superiore Lorenzo Rota di Calolziocorte frequentanti le classi del triennio del Liceo scientifico e del Liceo delle scienze applicate, accompagnati dal professore Andrea Cusmano, hanno così avuto la possibilità di partecipare a questa giornata tutta dedicata alla scienza. Si tratta di Vera Angioletti, Gaia Carenini, Daniel Farrugia, Erica Galli, Giovanni Laganà, Fausto Lasca, Giulia Nesci ed Elisa Panzeri.

“All'interno del laboratorio dell'università di Milano Bicocca abbiamo potuto osservare i diversi rivelatori di raggi cosmici, capirne le differenze ed integrare conoscenze maturate precedentemente in altre attività scolastiche” ha affermato Erica Galli. “Inoltre abbiamo anche effettuato un'elaborazione dei dati forniti sui raggi cosmici a partire dalla quale abbiamo prodotto una relazione”.



Loro compito è stato quello di studiare il flusso dei muoni (particelle prodotte dallo scontro delle radiazioni cosmiche nel momento in cui entrano in contatto con l'alta atmosfera terrestre) in funzione dell’inclinazione del rivelatore e l’asimmetria tra i risultati ottenuti orientando il congegno verso est e poi ovest. Il rilevatore da loro utilizzato era composto da due scintillatori, due fotomoltiplicatori e un contatore. Tale strumento, che può essere inclinato fino a 45°, registra le particelle solo quando esse colpiscono entrambi gli scintillatori. “Per ciascuno dei cinque gruppi di dati abbiamo calcolato il tasso di muoni a seconda dell'angolo e dell’orientamento” spiegano i ragazzi nel report. “Quattro di questi set mostravano valori simili, abbiamo quindi deciso di unirli per confrontarli con il rimanente. Il divario riscontrato tra i due grafici potrebbe essere spiegato con l'eterogeneità del tempo di rilevamento: i dati dei set che abbiamo messo insieme erano presi con tempi lunghissimi, incluse registrazioni notturne, le quali abbassano il tasso generale, dimostrando in tale modo come la maggioranza dei raggi cosmici rivelati provenga dal Sole”. I grafici hanno testimoniato che il tasso più alto di muoni viene misurato quando il rilevatore è orientato verticalmente: in tale direzione l’atmosfera attraversata da queste particelle è più sottile, e perciò non vengono assorbite. Hanno inoltre rilevato un’asimmetria tra est e ovest: la quantità di muoni identificati è maggiore quando lo strumento è orientato verso occidente. Per quale motivo? I raggi cosmici primari sono costituiti principalmente da protoni e nuclei atomici positivi, i quali sono sottoposti alla forza di Lorentz causata dalla presenza del campo magnetico terrestre.
 


“Questa esperienza è stata davvero fantastica” ha commentato Giovanni Laganà. “Ho appreso tante nuove cose sulle particelle, le quali arrivano da tutto il cosmo fino alla superficie terrestre e oltre. Queste potrebbero dimostrare l'esistenza di intere galassie di antimateria. Ciò fa riflettere su quanto ancora ci sia da scoprire e su quante meraviglie potrebbero esserci nell’universo”. “Credo che l'esperienza presso l'università Bicocca sia stata molto importante anche da un punto di vista umano”  ha aggiunto Gaia Carenini. “Se nel corso del percorso liceale il lavoro di gruppo non sempre è possibile, in un'iniziativa come questa diviene cruciale, proprio come ritengo potrà essere nella vita lavorativa. Ho vissuto questa esperienza con molto entusiasmo, sia per via del mio forte interesse per l'argomento sia per la passione con cui i relatori hanno tenuto i loro interventi”.

La giornata è stata dunque un’ottima occasione per tutti i ragazzi interessati alla scienza e alla fisica di poter entrare a contatto concretamente con un universo per loro affascinante, ma anche per sperimentare un mondo nel quale potrebbero immergersi nel loro futuro. “Spero che le università o altri istituti diano ancora la possibilità a ragazzi delle scuole superiori di partecipare ad iniziative così importanti, non solo perché essi possano approfondire le proprie conoscenze ma anche per costruire un sano e fruttuoso confronto con compagni di classe e di altre scuole”.
A.T.
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