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Scritto Venerdì 29 marzo 2019 alle 16:03

Lecco: medici insieme per discutere dell'appropriatezza dei percorsi di cura

Proseguono gli incontri sul tema dell’appropriatezza terapeutica nella prescrizione dei PAI, i piani di assistenza individuali che sono il cuore della riforma lombarda sulla presa in carico del paziente cronico, rispetto alla quale il territorio lecchese sta facendo da modello grazie ad una stretta collaborazione tra ATS, ASST e Medici di Medicina Generale. Nella giornata di ieri, presso l’Ospedale Manzoni di Lecco, si è svolto il secondo di questi incontri che ha visto riunirsi allo stesso tavolo di lavoro medici prescrittori, medici di Medicina Generale afferenti alla Cooperativa Cosma e specialisti dell’ASST di Lecco per discutere assieme in merito all’appropriatezza delle cure e alla pianificazione delle prestazioni diagnostiche, con l’obiettivo di giungere alla definizione di percorsi assistenziali il più possibile aderenti alle Linee Guida correnti e in grado di garantire al paziente cronico la corretta programmazione delle cure nel tempo.



“Attivare processi che possano portare ad un miglioramento della salute dei propri pazienti è uno degli obiettivi dei medici che partecipano al progetto di “presa in carico” che Regione Lombardia ha avviato poco più di un anno fa”, commenta Marco Magri, Consigliere delegato della Cooperativa COSMA MMG Provincia di Lecco. “Da questa necessità nasce quindi il tavolo di lavoro tra medici di famiglia e specialisti ospedalieri, a cui partecipa attivamente anche l’Ordine dei Medici di Lecco, che ha come obiettivo quello di valutare e definire congiuntamente, sulla base delle evidenze scientifiche e dell’esperienza di ciascuno, come migliorare e rendere omogenei i percorsi terapeutici delle varie patologie. Tradotto in termini tecnici, un lavoro volto a migliorare l’appropriatezza delle cure. Durante questi incontri periodici congiunti si affronteranno quindi le principali malattie, elaborando per ciascuna di esse alcune proposte che saranno poi presentate ai colleghi, sia ospedalieri che medici di famiglia. Un'ulteriore conferma dello sforzo che i professionisti di Cosma e Cosma salute stanno facendo per costruire un “modello Lecco” che possa mettere al centro dell’attenzione non le patologie ma ogni singolo paziente”. 

“Si parla spesso dell'accanimento terapeutico ma quasi mai di quello diagnostico, che può essere inteso come l’esecuzione smodata, e per lo più inappropriata, di esami che non modificheranno le strategie terapeutiche né la prognosi di chi vi accede” – spiega il Dr. Stefano Savonitto, direttore della Cardiologia di Asst Lecco –. “Questa patologia dell’offerta di prestazioni diagnostiche è largamente diffusa nel mondo occidentale e, se da un lato ingolfa le liste d’attesa intralciando l’accesso tempestivo alle prestazioni realmente utili, dall’altro, e forse peggio, tende a generarne anche alcune inappropriate, di utilità dubbia e potenzialmente dannose. Spesso, soprattutto nel caso di sanità privata o privata accreditata, è chiaramente percepibile un conflitto d’interesse nel consigliare o prescrivere un esame. Talora, suggerimenti contenuti nei social media creano un’attesa o una pretesa di informazioni di dubbia utilità. Molte volte, tuttavia, è lo stesso Medico del SSN a richiedere approfondimenti neppure consigliati dalle Linee Guida di Pratica Clinica o dimostratisi superflui. Lo scopo delle riunioni in atto a Lecco è quello di ottimizzare l’appropriatezza delle prestazioni diagnostiche, per fornire al malato cronico né più né meno che quanto necessario a indirizzare al meglio le cure secondo le raccomandazioni delle correnti Linee Guida”.

“Rispetto ad un tema così importante e che coinvolge tanti soggetti, come è questo dell’appropriatezza, è imprescindibile lavorare congiuntamente, partendo dalle esperienze e tipicità di ogni protagonista per giungere ad un risultato il più possibile aderente alle necessità dei cittadini” – commenta Silvano Casazza, Direttore generale di ATS Brianza –. “Lavorare in questo modo richiede sicuramente più impegno, ma questo territorio è contraddistinto da una grande integrazione ed un continuo confronto. Questo è il metodo proposto a tutte le Asst territoriali e siamo convinti sia la strada migliore e la più coerente. L’oggetto di questo momento di condivisione, l’appropriatezza, è uno dei più importanti nelle agende della sanità pubblica e deve sempre più avere come caratteristiche fondamentali l’efficacia e l’utilità per rispondere in modo consono ai bisogni di salute”.
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