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Scritto Domenica 19 maggio 2019 alle 14:03

Lecco: in attesa del bilancio si pensa alle prossime elezioni in un silenzio preoccupante del PD e in assenza di proposte da Lega, M5S e Sinistra

Enrico Magni
Tra una settimana si andrà al voto per il rinnovo del Parlamento europeo e di cinquantun comuni nel territorio di Lecco. Il risultato di domenica 26 maggio saranno utili per interpretare cosa accadrà l'anno prossimo quando si voterà a Lecco per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale; di fatto l'attuale Amministrazione governerà ancora per sei-nove mesi.
Le elezioni anche per Lecco sono vicine. E, desta un po' di sorpresa la reazione stizzita e reattiva del Sindaco in carica in merito al richiamo della Prefettura di Lecco sul ritardo riguardante l'approvazione del Bilancio Consultivo. E' il secondo anno che la Prefettura interviene sollecitando Palazzo Bovara a presentare il bilancio entro venti giorni, pena la nomina di un Commissario ad acta e lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Il Sindaco in carica può dimostrare il suo disappunto, la sua repressa incavolatura, è un suo diritto personale, ma non può dimenticare che la questione è più ampia e non può essere rinchiusa in un atto amministrativo o tecnico burocratico. La stessa situazione l'anno scorso ha portato alla sostituzione dell'Assessore e al rimpasto di Giunta. La questione è politica amministrativa. E' un ennesimo segnale di fragilità della gestione della macchina comunale nel suo insieme: ma anche questo è un problema scontato e ormai poco interessante.
Quello che importa è il futuro, sono le prossime elezioni a Lecco, che vedono l'attuale Sindaco in uscita - non più candidabile - una Giunta chiusa su se stessa, un pezzo del partito di maggioranza in Consiglio Comunale silenziata e sottomessa alla Giunta.
C'è in sostanza un vuoto politico strategico, c'è un silenzio preoccupante da parte del Pd di Lecco che spaventa. Se adesso si dovesse andare alle elezioni la Lega ideologica e valoriale di Salvini, non quella di Bodega, di Mario Colombo quella di Bossi del fare, non faticherebbe a riprendersi la città.
Le stizze dell'attuale Sindaco, sul piano politico, sono sterili e poco interessanti.
I consiglieri Comunali del Pd in città sono assenti, non si sentono, non si vedono; se si facesse un sondaggio di opinione a campione tra i cittadini di Lecco su chi siano i Consiglieri di maggioranza, il sondaggio evidenzierebbe un dato di non conoscenza: solo tre su dieci formulerebbero un nome (provate a farlo); la stessa cosa è per la Giunta: solo quattro su nove. Questo ragionamento vale anche per gli altri Consiglieri Comunali. Sono distanti.
E' vero che l'attuale assetto legislativo amministrativo accentua il potere nelle mani del Sindaco e della Giunta e svuota, per certi versi, la dialettica e la funzione del Consiglio Comunale. E' compito dei Consiglieri attivarsi per evitare che questo meccanismo si trasformi in un processo perverso. E' responsabilità di tutti i Consiglieri evitare di starsene in silenzio per due mesi sapendo che c'è un Bilancio consultivo da discutere: dove sono?
La coazione a ripetere è un meccanismo freudiano che mette in luce quali siano le nevrosi politiche invalidanti di questa macchina comunale che coinvolge maggioranza e minoranza.
Manca la politica. Dov'è il rappresentante del M5S, quello di Sinistra, dove sono gli altri? A parte i soliti riti lamentosi e di testimonianza non si vedono proposte politiche per la città. Anche la stessa Lega è completamente assente, non sta esprimendo proposte, indicazioni; eppure era solita a essere propositiva e centrata sulle cose da fare.
La segreteria del Pd è attenta soltanto a mettere il coperchio, guai dire qualcosa di costruttivo ma alternativo a questa pochezza.
E' ora di scoprire i coperchi, di pensare al futuro per la città. Guardare avanti e mai indietro; ciò che è stato è stato. Le stizze in politica servono solo per un pezzo da pubblicare; è la sostanza politica che conta. L'anno prossimo è tra sei mesi, bisogna pensare a fare delle proposte: lo spostamento del Comune in via Cattaneo non è il massimo risultato di un lavoro di dieci anni. Andiamo avanti. Lecco ha bisogno di rinnovarsi.
dr. Enrico Magni
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