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Scritto Lunedì 03 giugno 2019 alle 13:20

La Lega gli dichiara guerra a Casargo, lui stra-vince col 73%. Antonio Pasquini: 'se andrà da sola, a Lecco sarà un déjà vu'

Antonio Pasquini
40 anni tondi tondi compiuti lo scorso agosto. E una fascia tricolore indosso, conquista "a casa sua", dopo le esperienze a Palazzo Bovara e Villa Locatelli. Da lunedì 27 maggio Antonio Pasquini, uomo di (centro)destra è sindaco di Casargo, all'esito - probabilmente - della più surreale delle sfide di questa nutrita tornata elettorale, "fratricida" almeno sulla carta.

Partiamo in medias res: come si spiega, con 51 comuni al voto, tutta questa attenzione per Casargo con la Lega pronta a schierarle contro un esponente di livello catapultato da Oggiono in Valle e ad "apparentarsi" - accostando i due simboli nel logo elettorale - ad una lista guidata fino alla discesa in campo di Giovanni Pasquini quale suo sfidante dal sindaco uscente Pina Scarpa e dunque da una tesserata del PD? 
Non me lo spiego ancora oggi. Per fortuna i cittadini di Casargo hanno compreso l'assurdità di una operazione politica che nulla ha che fare con le problematiche del paese. Dovrebbe chiedere al segretario della Lega e al sindaco uscente.

Non ritenendo Casargo - con tutto il rispetto per la comunità - caput mundi, evidentemente deve aver pestato i piedi a qualcuno per scatenare un'offensiva del genere, con un intero Movimento, dal consigliere regionale Antonello Formenti alla consigliera provinciale Elena Zambetti senza tralasciare Antonio Rossi e il commissario lecchese Stefano Parolari, pronto a mobilitarsi contro di lei. Ritiene ci sia un collegamento con il ruolo da lei giocato in Provincia, con il Carroccio, diviso, capace di perdere uno scranno alle ultime elezioni in favore di Libertà e Autonomia riuscita, ancor prima, a metter d'accordo tutti nella scelta di un suo elemento come Presidente?
Partiamo dal fatto che Casargo è il nono comune più grande della provincia: non sarà caput mundi ma ha una certa importanza e rilevanza. Il mio ruolo in Provincia e in Regione, le mie relazioni, sono un valore aggiunto per l'amministrazione comunale di Casargo. Probabilmente qualcuno ha giocato un po' d'invidia per questo valore aggiunto e per tutto il lavoro fatto in Provincia in questi anni.

E quanto pesa in tutto ciò l'asse Pasquini-Piazza?
Parecchio. Ma più che un asse è un metodo di fare attività amministrativa e politica partendo dall'ascolto del territorio, cercando di essere inclusivi, dando delle risposte adeguate alla complessità della modernità. E poi non siamo solo Antonio e Mauro ma tutto un gruppo di persone e amministratori che in questo hanno fatto squadra.

Un tandem Pasquini-Piazza (mettiamoci anche Nava, indubbiamente) che in tema elezioni è uno schiacciasassi. Lo avete dimostrato per le Regionali, con la valanga di preferenze espresse per il forzista con lei al suo fianco quale "uomo dei numeri". Non ha mai perso un'elezione o sbagliamo?
Diciamo che sono sempre stato eletto anche se nel 2010 abbiamo perso contro Brivio. Vedremo nel 2020. E qualche sconfitta politica magari non numerica c'è stata. Fa parte della vita.

Sconfitta? Si riferisce all'esperienza in Comune a Lecco con la caduta della Giuna Faggi?

Sono passati 10 anni, oggi il contesto è completamente diverso e la Faggi è impegnata in un altro ruolo, a Roma ma per il territorio, dove sta lavorando bene.

Restando a Lecco e tornando ai giorni nostri, l'anno prossimo, come ci ha già ricordato, si vota. La lotta per Casargo e il suo imporsi sullo sfidante leghista con il movimento uscito sconfitto ovunque si sia candidato separato rispetto al centrodestra (pensiamo in primis a Oggiono) avrà peso nella decisione per la scelta del candidato da lanciare per il dopo Brivio? Non dica che non si sta già "impicciando" anche di questa partita...
Le elezioni amministrative hanno dimostrato che non basta avere il 45% alle elezioni europee per vincere nei comuni, serve classe dirigente, un programma, la politica intesa come fatica e sacrificio quotidiano. Lecco è il nostro capoluogo e quindi è evidente che viene seguita con una certa attenzione. E' ancora presto per parlare di chi sarà il candidato sindaco ma soprattutto dopo il voto del 26 maggio o la Lega capisce di dover tener conto di un centrodestra ampio, allargato, magari rinunciando anche al proprio sindaco oppure sarà un déjà vu di quello che è avvenuto domenica scorsa. Oggi il centrodestra in consiglio comunale a Lecco può contare della presenza di persone capaci come Filippo Boscagli, Emilio Minuzzo e Antonio Grandino (con altri) che stanno facendo una opposizione di buon senso a Brivio, un atteggiamento che solitamente gli elettori premiano.

Tornado in Valle, il risultato lo conosciamo: nonostante alle europee la Lega da sola sia riuscita a collezionare il 50% dei voti espressi da casarghesi, lei si è imposto su Giovanni Pasquini con il 73% delle preferenze. Come se lo spiega? Ha "avuto paura" a spoglio delle europee effettuato?

Si ha sempre paura finché non viene scrutinata l'ultima scheda. L'errore è stato proprio questo: pensare che bastava mettere il simbolo della Lega per poter prendere voti. Io ho preferito costruire una autentica lista civica che ha riscosso un ampio consenso da sinistra a destra e anche di molti leghisti.

Si è imposto all'esito di una campagna elettorale pesante in cui sono state rivangate questioni del trapassato remoto legate a suo padre, già sindaco del paese. Se lo aspettava di trovarsi a difendere il ricordo di una persona che non c'è più, impossibilitata dunque a dire la sua direttamente? E suo padre, politicamente lontano da lei, come avrebbe salutato questo suo successo nella vostra Casargo?
Sì, una campagna da taluni giocata su questioni del passato. La comunità di Casargo ha trovato la sua compattezza e la sua unità sul gruppo che ho l'onore di rappresentare. Ho preferito unire piuttosto che spaccare. Per me le polemiche elettorali si sono chiuse il 27 maggio. Guardo avanti e ai tanti progetti che abbiamo in mente. Voglio però rimarcare che ho trovato l'affetto e la stima inaspettata di tante persone che si sono rese conto che siamo nel 2019. Mio padre era un socialista, ho fatto scelte politiche opposte alle sue e mi sono candidato in paese con una formazione civica. Ho chiesto ai miei consiglieri non cosa votassero alle europee ma che idea di Casargo avessero. Quello che mi avvicina a mio padre è invece l'amore per il territorio di Casargo. Anche se le risposte che l'amministrazione comunale dovrà dare ai cittadini devono essere attuali.

Ultima domanda: sente la responsabilità del dovere ora "accontentare" quel 73% di elettori che hanno chiesto, con il loro voto, un cambio di passo rispetto all'amministrazione uscente? Come coniugherà il suo essere sindaco, il suo lavorare a Milano e un possibile ruolo in Provincia?
Dovrò far bene non solo per quel 73% che mi ha votato ma anche per chi non mi ha votato per fargli capire che il nostro progetto è giusto. La campagna elettorale è stata anche un momento di confronto e di ascolto dei cittadini. C'è tanto da lavorare e ci sono tanti progetti da portare avanti. Ci piace pensare a una amministrazione comunale che cammina al fianco dei cittadini, sia in forma singola che associata o imprese per uno sviluppo economico, cultura e sociale di Casargo e delle sue frazioni.
Quanto a me sicuramente dovrò fare delle scelte ma sono abituato ad avere ritmi di lavoro sostenuti. Dopotutto se nasci a Casargo e vivi a Casargo, sin da piccolo sei allenato a percorrere strade in salita.
A.M.
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