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Scritto Mercoledì 12 giugno 2019 alle 18:20

In viaggio a tempo indeterminato/80: un viaggio infinito su un bus notturno in Nepal

"Non è la destinazione ma il viaggio che conta" diceva Johnny Depp nei Pirati dei Caraibi.
Beh forse perché non era stato su un autobus in Nepal. In un Paese dove spesso le strade sono sterrate, ci sono curve a gomito anche nei centri abitati e le corsie sono un optional, il viaggio non vedi l'ora che finisca e la destinazione ti sembra il luogo più bello mai raggiunto. In questa situazione, noi abbiamo deciso di fare un'esperienza estrema: prendere un autobus notturno per 10 ore. Le cose non sono andate esattamente come ce le aspettassimo...  

VIDEO 


Di autobus notturni ne abbiamo presi moltissimi in questo anno e mezzo di viaggio e ogni Paese ha la sua particolare tipologia. Ci sono quelli vietnamiti dove il sedile è completamente sdraiato. Il vantaggio è che hai il posto singolo e stai piuttosto comodo. Lo svantaggio è che se sei alto più di un metro e 70 non sai bene dove mettere le gambe.
Gli autobus notturni indiani, invece, sono di due tipi. Ci sono quelli che sono identici a quelli diurni, quindi sedile stretto e scomodo, con possibilità di dormire pari al 10%, ma solo se ti sei portato dei buoni tappi. Oppure ci sono quelli con le cabine in cui si sta sdraiati... solo sdraiati, perché seduti è impossibile stare dato che il soffitto è troppo basso. E ad ogni curva è un'avventura riuscire a non rotolare fuori dal finestrino.
Tutt'altra cosa, invece, sono i modernissimi autobus malesi con i sedili che fanno i massaggi e uno schermo dove guardare video. Se non fosse che la temperatura a bordo è vicino allo zero, sarebbero davvero l'esempio di viaggio ideale!
Anche in Nepal, quindi, non potevamo tirarci indietro dal passare una nottata su un autobus. 

Alle 17 eravamo pronti alla stazione a Kathmandu ad aspettare che qualcuno ci dicesse su quale autobus salire. Passano i minuti ma niente, finché ad un tratto un signore ci invita a seguirlo insieme a tutti gli altri passeggeri. Ci infilano su un autobus di quelli "urbani", quelli con il campanello per chiamare le fermate per intenderci, e senza darci alcuna spiegazione ci portano in un'altra stazione degli autobus.
Il nostro potente mezzo è lì che ci aspetta. Nel frattempo sono passate quasi due ore, quando saliamo tutti a bordo e iniziamo a lasciare Kathmandu. I sedili sono piuttosto comodi e reclinabili, ricoperti da un tessuto marrone scuro lavorato. Senza saperlo siamo su una versione deluxe o almeno così dice la scritta sul vetro davanti. E in effetti, dopo una mezz'ora dalla partenza, ci viene data una bottiglia di acqua e comincia la proiezione di un film. La storia di due amici, uno ricco e uno povero, che in perfetto stile Bollywood ballano e cantano a bordo di moto, auto, dentro piscine, palazzi e chi più ne ha più ne metta. La trama sembra avvincente e qualcuno prima della fine muore, ma vuoi per tutta quella musica, vuoi per i saltelli che fa l'autobus, ci addormentiamo. Quando ci risvegliamo è l'ora della sosta in una specie di "autogrill" molto spartano. Un ristorante che serve solo riso e dal (zuppa di lenticchie) e un negozio che vende patatine. Ci sgranchiamo le gambe, il tempo di usare un bagno molto molto "rustico" dove è saltata anche la corrente, e si riparte. La stessa cosa si ripeterà per altre 3 volte durante tutta la notte.
Dormire sul bus è complicato perché quando lasciamo la città, la velocità aumenta così come le frenate brusche, le buche nella strada che ci fanno saltare sui sedili e il clacson suonato per sorpassare e per avvertire ad ogni tornante.
Ma dieci ore in qualche modo passano e alle 5 del mattino siamo finalmente a Janakpur.  

La città si sta ancora svegliando mentre il sole lentamente sale caldo in cielo. Sembra di essere in una città fantasma, avvolta dalla foschia e dalla polvere. Ci mettiamo a cercare una stanza, ma niente... c'è un festival ed è tutto pieno o i prezzi, per dei tuguri senza luce, sono troppo alti . Al ventesimo "full, no rooms!" (pieno, nessuna stanza) prendiamo una decisione drastica. Facciamo un rapido giro in centro, giusto il tempo di ammirare il meraviglioso tempio di Janakpur e torniamo alla stazione dei bus. E come se quelle 10 ore appena finite non fossero state abbastanza, ci rimettiamo in viaggio per la città successiva.
Altre 5 ore di buche e frenate prima di arrivare a destinazione.
E quella cittadina, di cui facciamo fatica a ricordare il nome, anche se non era un granché, ci è sembrata il luogo più stupendo di sempre... soprattutto la doccia e il letto, quelli li abbiamo apprezzati particolarmente!  
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