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Scritto Giovedì 13 giugno 2019 alle 16:52

Il Capodipartimento della Protezione Civile: la diga ci ha tenuto in apprensione, ora si sta lavorando alacremente

I lecchesi sono quelli del fare: mentre derviesi e valsassinesi, supportati da volontari arrivati da ogni angolo della provincia, stanno risistemando armati di santa pazienza gli ingenti danni causati dall'esondazione del Varrone e degli altri torrenti straripati a seguito del nubifragio abbattutosi sul territorio nella nottata tra martedì e mercoledì, le Istituzioni provano a fare il punto, tirando - dinnanzi a una situazione comunque disastrosa - il fiato dopo una giornata, quella di ieri, convulsa sotto tutti i punti di vista, con quasi un migliaio di cittadini fatti evacuare, circa 300 dei quali ad oggi ancora fuori casa.
Occhi puntati, dunque, anche nel sopralluogo aereo compiuto nel primo pomeriggio, sulla diga di Pagnona (posta sul territorio comunale di Premana) che per ore ha tenuto tutti in apprensione.

La diga fotografata questa mattina. Sotto Dervio oggi

"Per ripristinare la normalità si sta lavorando alacremente: a questo proposito voglio ringraziare tutte le componenti del servizio nazionale della Protezione civile, i vigili del fuoco e tutte le strutture intervenute ed in modo particolare i volontari e le volontarie che ancora una volta hanno dato prova della loro preparazione. Sulla diga di Pagnona ieri abbiamo avuto qualche preoccupazione perché le informazioni che sono state date in un primo momento non erano informazioni puntuali e verificate. Poi è stato riscontrato che non c'erano problemi" ha detto espressamente Angelo Borrelli, Capo dipartimento della Protezione civile, intervenuto personalmente quest'oggi a Lecco, ricordando come ieri alle 11.45 fosse in collegamento con la Regione, la Prefettura e il Centro Operativo Nazionale dei Vigili del Fuoco e come al tavolo si sia apprezzata la decisione presa dal dr. Michele Fomiglio di evacuare a scopo precauzionale la popolazione di Dervio potenzialmente a rischio in caso di tracimazione della diga.

L'assessore Foroni, il Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli e il Prefetto Formiglio

E proprio quest'ultimo è intervenuto per annunciare come, risolta la situazione emergenziale, si verificherà anche se il sistema di comunicazioni ha funzionato correttamente o meno, in relazione alle affermazioni del sindaco di Dervio Stefano Cassinelli circa la mancanza di informazioni sulle procedure in atto alla diga se non a paese già travolto dall'onda di piena del torrente ingrossatosi improvvisamente alle 9 del mattino. "Questo è il momento in cui dobbiamo lavorare ancora tutti uniti, affinché anche gli ultimi sfollati possano rientrare nelle loro abitazioni" ha detto il Prefetto, in riferimento ai residenti di Premana e Primaluna ancora impossibilitati a far rientro nelle loro abitazioni. "Poi il resto lo vedremo. Lo verificheremo".

I partecipanti al tavolo convocato in Prefettura dopo il sopralluogo

"Si sta lavorando molto sodo. In alcune parti non si vedono addirittura già più i segni evidenti di quello che è successo ieri. Dovremo fare il più presto possibile" ha chiosato anche Borrelli parlando anche dei circa 300 evacuati non ancora tornati a casa, senza fornire però indicazioni più puntuali. "E dovremo fare in modo che i corsi d'acqua che si sono riempiti di detriti vengano ripuliti e messe nelle condizioni di affrontare il periodo estivo che, come noto, è ricco di temporali da queste parti e per vivere in tranquillità tutto il resto dell'anno".

VIDEO
GLI INTERVENTI IN  CORSO A DERVIO


L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE FORONI



In tutto questo Regione Lombardia cosa farà? Alla domanda ha risposto l'assessore al territorio e alla Protezione civile Pietro Foroni. "Certamente metterà in campo tutte le risorse necessarie per ristabilire tutte le situazioni di normalità" ha dichiarato. "Abbiamo parlato della richiesta dello stato di emergenza al fine di provare ad avere risorse aggiuntive ma anche e soprattutto per avere procedure più celeri" ha assicurato, dicendosi in attesa della documentazione chiesta ai sindaci dei comuni interessati per avviare l'iter burocratico.
"Il governo ha stanziato solo per Regione Lombardia 90 milioni di euro per il rischio idrogeologico da qui al prossimo triennio. Ha stanziato 112.000 milioni da qui al prossimo triennio per i danni del maltempo di fine ottobre-inizio novembre 2018. C'è una grandissima attenzione su tutta questa situazione con opere per la messa in sicurezza del territorio e accanto a questo, siccome l'uomo non può impedire tutto, il rafforzamento di quel sistema di protezione civile che già è ottimo. Nella prossima Giunta porteremo una delibera che finanzierà al cento per cento le somme urgenze nelle situazioni di emergenza per i Comuni sotto i 3000 abitanti e fino all'80 per cento per i Comuni fino a 20.000 abitanti, di cui potranno subito usufruire i Comuni colpiti"

Solo per il lecchese, per gli eventi di ieri, si parla però di danni per milioni di euro. "Quando ci sono fenomeni di questo tipo non stupisce un'entità di questo genere" ha sostenuto però rappresentante della Giunta Lombarda ricordando altresì come "questo è un territorio che negli ultimi tempi è stato colpito da fenomeni metereologici violenti di breve entità e concentrati in zone ridotte" insistendo dunque, nell'affrontare un clima estremamente variabile, sulla "prevenzione quale miglior rimedio". "I sistemi di alert e i piani di emergenza di protezione civile hanno funzionato, anche per quanto riguarda la diga il piano di emergenza è stato subito messo in atto" ha altresì aggiunto, ben consapevole, che non si può gioire di questo, soprattutto dinnanzi a uomini e donne che ancora oggi palano fango dalle loro case.
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