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Scritto Giovedì 13 giugno 2019 alle 23:14

Primaluna: lo storico vigile torna in servizio per l'emergenza. 'Serviva una mano'

Arriviamo a Primaluna, giungendo da Lecco. Attraversando la parte bassa della Valsassina non incontriamo nessun segno del nubifragio che ha colpito la valle nella notte di martedì 12 giugno. Passato Pasturo notiamo il traffico scomparire. Nord e sud Valsassina restano tagliate in due. Entriamo a Primaluna da Introbio e non possiamo proseguire oltre. Le esondazioni dei torrenti Molinara, Noci e Fus hanno colpito l'abito in più punti.

La situazione più grave per la viabilità la incontriamo subito dopo le scuole, lasciando il centro storico del paese. Fra la notte di martedì e le prime ore di mercoledì lungo il corso del torrente Molinara sono scesi detriti di ogni genere. Diverse rocce, molta ghiaia. Anche in questo caso, come a Dervio, l'ultimo ponte ha fatto da "diga". Verso le otto del mattino il corso d'acqua è rimasto ostruito da quel muro di pietra che si era depositato nelle ore precedenti. Anche in questo caso l'esondazione è stata inevitabile. I detriti rocciosi, sotto la spinta dell'acqua, hanno finito per invadere il tracciato stradale. Il torrente, non potendo più confluire nel Pioverna a fondo valle, ha iniziato a percorrere le strade del paese.

Mauro Pozzoli

Troviamo Mauro Pozzoli, storico vigile di Primaluna. È in pensione da qualche tempo, ma vista l'emergenza si è messo a disposizione. Di nuovo fra le vie del paese, di nuovo con la pettorina della Polizia Locale. «Serviva una mano» ci spiega.
«Nelle prime ore del mattino - ci racconta Pozzoli - ho visto un'acqua marrone iniziare a scendere lentamente fra le strade. Poi ha iniziato a tracimare il torrente. All'inizio è entrato nelle scuole e nella palestra, dove ha danneggiato la centrale termica. Poi lungo la via che sta qui sopra, ed è entrato nelle case».

Mentre parliamo con lui gli escavatori interrompono il lavoro. L'asse viario che attraversa la valle è praticamente libero. La circolazione riprenderà nella mattinata di venerdì, come previsto. Resta da fare molto lavoro per ripulire il letto del torrente. Il tracciato originario è praticamente scomparso. Il Molinara scorre ora ai limiti superiori degli argini. Prima dell'esondazione il letto del fiume era tre metri più in basso.
«I torrenti di queste tre valli sono asciutti per undici mesi all'anno. In tre ore l'acqua ha fatto quello che vedete». Pozzoli ci saluta con quello che suona come un monito.

L'acqua che è scesa dalle valli sovrastanti ha colpito l'abitato di Primaluna in diversi punti. Anche chi abita vicino al torrente Fus è stato fatto evacuare. Gli sfollati restano numerosi. In pochi hanno potuto fare rientro. Primaluna conta 2200 abitanti. Quasi 200 restano fuori dalle proprie abitazioni. L'Amministrazione comunale è stata chiara: «motivi di sicurezza».
Rispetto a Dervio, il clima è meno frenetico. In Valsassina la conta dei danni è lontana dall'essere conclusa.

Ma, in fondo, c'è una preoccupazione che va ben oltre i danni materiali. Il problema non sono solo cantine e taverne allagate. C'è timore per le condizioni del territorio. C'è la consapevolezza che negli anni è stato fatto «tutto quello che si poteva fare», viste le risorse che gli enti locali hanno avuto a disposizione. Ma, resta il dubbio che quanto fatto non basti comunque. Nei primi anni 2000, nel vicino paese di Cortenova, si staccò una frana di oltre un milione di metri cubi. Una notte di pioggia, seppur intensa, ha provocato danni ambientali che pongono di nuovo l'accento sulla fragilità del nostro territorio.
L.A.
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