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Scritto Mercoledì 17 luglio 2019 alle 16:17

Tornano i 'cugini' a Morterone: i primi furono di Rivolta d’Adda

Palmino Invernizzi
Morterone è alla vigilia della prima tappa del “tris” dedicato agli incontri con i cognomi di origine locale. Domenica 21 luglio sarà la volta di Invernizzi che richiama la lunga presenza in Comune del sindaco Mistica, praticamente “tuttofare” del paese, anche l’ostetrica, in caso di bisogno, del sindaco Palmino e dell’attuale sindaco Antonella.
    Al sindaco Palmino si deve l’iniziativa di un primo incontro sulle tracce di legami secolari, avvenuto nella primavera 2004. Raggiunsero Morterone i rappresentanti del Comune di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, grosso centro di pianura, con oltre 7.000 abitanti dove i ceppi familiari di numerosi residenti portavano i cognomi Manzoni, Invernizzi, Valsecchi, Locatelli, con radici all’ombra del Resegone.
    Morterone ricambiava, così, con l’ospitalità, la visita a Rivolta d’Adda del mese di novembre 2003, quando venne rievocata un’antica storia del mondo rurale, la transumanza stagionale, con momenti forti ed importanti. Era stato un giovane studioso di Fara d’Adda, Stefano Manzoni, appassionato di storia locale, a voler approfondire il legame tra Morterone e Rivolta d’Adda. Morterone aveva poi raggiunto il Comune della provincia di Cremona con una delegazione guidata dall’allora sindaco Palmino Invernizzi, con il vice Giampiero Redaelli ed altri rappresentanti.
Rivolta d’Adda ricambiò qualche mese dopo con una delegazione guidata dal sindaco Marta Mondonico e l’assessore al turismo Ivano Lucchetti. Erano presenti esponenti di famiglie con radici morteronesi. La giornata dell’incontro tra Morterone e Rivolta d’Adda si aprì con la Messa nella parrocchiale dell’Assunta. Seguì un incontro in municipio con un rinfresco offerto dalla Pro Loco. I produttori locali Mario Valsecchi e Gabriele Piazza presentarono i formaggi tipici di Morterone. Il pranzo del gemellaggio si svolse presso la storica trattoria dei Cacciatori, che ebbe un ruolo di riferimento anche per la missione segreta americana paracadutata sui monti lecchesi nella primavera 1945.
Nel pomeriggio di quella domenica 2004, con la delegazione di Rivolta d’Adda,venne aperta la sede della Pro Loco per consentire di conoscere Morterone nei suoi aspetti di richiami turistici, naturali ed ambientali. Si parlò della transumanza da Rivolta d’Adda a Morterone, seguendo i tracciati di antiche mappe e di tratturi campestri. Si parlò anche degli “eroi” dimenticati con la motorizzazione e con la strada sino a Morterone: i muli che, caricati sino all’impossibile, consentivano a Morterone tutti i rifornimenti necessari, salendo lungo l’impervia mulattiera della Val Boazzo.
Si pensò anche ad una staffetta da Rivolta d’Adda a Morterone a, in omaggio alla transumanza tuttora presente nei pascoli montani delle vallate lecchesi. Avrebbe dovuto seguire il percorso ancora oggi valido, che, in quartiere San Giovanni, lungo la vecchia strada per la Valsassina, piega verso la contrada Varigione ed inizia a salire lungo via Valsecchi, per Cereda. L “pista” lascia poi il percorso asfaltato, per entrare in sentieri campestri verso Bressanella, Monte Albano, ed anche oltre, sulle tracce di antiche strade mandrie.
A.B.
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